Rieccoci all’Indy City Beatdown per una nuova settimana di eventi e di tanti match che hanno alimentato lo scorso fine settimana. A differenza delle scorse volte, avrete anche un resoconto più aggiornato di quello che è stato lo show principe di domenica, ovvero ICW Barramania. Siete pronti? Venite con me in giro per il mondo.

RING OF HONOR (ROH)
Due spettacoli per la ROH la scorsa settimana, venerdì e sabato, con la grande capacità di prevedere card enormi, con tanti match. Nella prima serata abbiamo avuto le difese titolate: prima Dalton Castle ha avuto la meglio su Flip Gordon in quello che a mio parere potrebbe non essere l’unico incontro tra i due durante l’anno; quindi i Briscoes si sono confermati su Shelley e Sabin, chiudendo di fatto il feud. Sulla strada dei fratelli c’è la fila: i Coast 2 Coast (Leon St. Giovanni & Shaheem Ali), Silas Young & The Beer City Bruiser e soprattutto i The Addiction (Christopher Daniels & Frankie Kazarian) sembrano vogliosi di poter mettere a repentaglio il nuovo regno. Si chiude con la vittoria del Bullet Club sui The Kingdom, in quello che è il feud più seguito della compagnia. Nella seconda serata invece mega main event con ancora il Bullet Club vincente e compatto, ma poco altro da segnalare (a parte le vittorie dei Coast 2 Coast sui Motorcity Machine Guns e di Jay Lethal su Shane Taylor) visto che si è trattato di un evento di transizione.

ROH Women Of Honor Champion: Sumie Sakai
ROH World Champion: Dalton Castle
ROH World Six Man Tag Team Champions: SoCal Uncensored (Christopher Daniels, Frankie Kazarian & Scorpio Sky)
ROH World Tag Team Champions: The Briscoes (Jay Briscoe & Mark Briscoe)
ROH World Television Champion: Silas Young

BEYOND WRESTLING
Due show anche per la Beyond con “Welcome Home” parte 1 e 2. Pazzesca la mole dei match proposti, tutti di altissimo livello. Nella prima serata il manager Stokely Hathaway ha formalmente tradito il suo protetto in EVOLVE, ovvero Jaka, a favore del Dream Team guidato da Maxwell Jacob Friedman. Molto bene Cam Zagami nel difendere lo Young Lion Cup ai danni di Jordynne Grace, poi grandi sorprese a metà card: Orange Cassidy si è rivelato essere il tag team partner di Joey Janela (al posto di Penelope Ford) nella sua sfida contro Tracy Williams e Wheeler Yuta. Il main event ha visto Nick Gage prevalere su Chuck Taylor in quella che sembra la definitiva rinascita per l’atleta ultraviolent. La seconda serata è stata maggiormente densa di significato: Bill Carr è tornato in Beyond, ha perso contro Shockwave the Robot ma ha anche salvato l’ex partner Dan Barry dall’attacco degli Amityville Project, riformando di fatto il Team Tremendous; Thomas “Blaster McMassive” Sharp si è rivelato decisivo per la vittoria di Gresham e Stokely Hathaway su Gage; Josh Briggs ha sconfitto Martin Stone in quello che è stato non solo il miglior incontro della serata ma anche l’ultimo incontro di Stone in Beyond dato che da questo momento in poi diverrà un regular della WWE; nel main event, David Starr è tornato a sorpresa ed ha attaccato Joey Janela provocando la squalifica nel suo match contro Tracy Williams. Starr ha poi colpito con un piledriver Penelope Ford e sfidato Janela ad un match senza corde per Americana!

DEFIANT WRESTLING
Newcastle ha accolto il nuovo evento della Defiant, passata attraverso alcuni eventi di preparazione a quella che è stata una serata magica. Può gioire Rampage Brown, che dopo il titolo Progress mette nel palmares anche quello Defiant battendo nel main event Austin Aries. Il contratto di Austin con la compagnia britannica sta giungendo al termine e questo cambio si inserisce in una chiara prospettiva tutta interna. Sul suo destino troverà l’amico Martin Kirby, sempre che un titolo massimo non metta a repentaglio questo rapporto. Kirby ha vinto la Rumble del main event e a maggior ragione si candida per tornare in vetta dopo un anno dal precedente regno. Pareggio tra Banks e Walter, gli Aussie Open tornano campioni ai danni di Jimmy Havoc e Mark Haskins, mentre Millie McKenzie vince un difficilissimo Last Woman Standing su Kay Lee Ray.

Defiant Hardcore Champion: Jimmy Havoc
Defiant Internet Champion: Travis Banks
Defiant Tag Team Champions: Aussie Open (Kyle Fletcher & Mark Davis)
Defiant Women’s Champion: Millie McKenzie
Defiant World Champion: Rampage

** Indy Focus **

BARRAMANIA, LA SERATA DI STEVE BOY

Assistere ad uno show della Insane Championship Wrestling è una esperienza che qualunque fan di wrestling dovrebbe fare almeno una volta nella vita. I suoi “Big Four” valgono tutti, e non solo il buon Fear&Loathing. Domenica scorsa è andato in scena al Barrowlands Ballroom di Glasgow uno degli eventi dell’anno e sicuramente per quanto accaduto verrà ricordato per il resto della nostra esistenza (e non solo).

Da diverso tempo la Insane ha iniziato a ricompensare i suoi atleti più fedeli. Negli ultimi tre anni abbiamo avuto la scalata al trono dei suoi outsider, degli onesti lavoratori che per Mark Dallas (il patron della compagnia) farebbero di tutto. Prima Grado, poi Chris Renfrew e Wolfgang, dunque Joe Coffey, infine BT Gunn hanno ricevuto in premio un regno abbastanza lungo in cui mettersi in discussione e caricare sulle proprie spalle il resto della ciurma. Nel mentre, dietro, si creava del fieno in cascina che tornerà molto utile negli anni a venire, anche e soprattutto con l’aiuto di esterni di alto profilo e con interni di lunga esperienza. Tutto questo senza mai levare dal ring quella sana caratteristica di produrre show insane, tra puntine da disegno e colpi proibiti, dove gli stili si intrecciano e lo fanno molto bene. Non è un caso che gli import degli ultimi due anni siano stati tutti diversi: Kurt Angle, James Storm, Rey Misterio, Ricochet, Team 3D e tanti altri.

Barramania dunque. Ho assistito alla serata di Stevie Boy, del ragazzino che aveva il sogno di emulare i ragazzi più grandi e che si è ritrovato a batterli, quei ragazzi più grandi. Ha l’attitudine hardcore nel sangue, ma sa anche essere un flyer sopraffino, come dimostrato più volte assieme alla sua dolce metà Kay Lee Ray. Lei aveva avuto modo di accedere all’Olimpo molto più velocemente, bellissima e preparatissima, con quei capelli rossi che attirano l’attenzione in pochi istanti. Stevie è più rozzo, più grezzo, ma ugualmente bravo. Ma per arrivarci, all’Olimpo, aveva bisogno di passare dal sentiero del suo mentore Chris Renfrew. Di passare insomma dai deathmatch, dalle manovre insane, dal sangue e dalle tante difficoltà che un tal genere di wrestling presenta. È passato in mezzo alle forche caudine del match di F&L dove ha battuto i capostipiti britannici del genere (proprio Renfrew, Mikey Whiplash e Jimmy Havoc), ha superato ventinove uomini nello Square Go 2018 e si è presentato a questo evento con la paura di perdere la propria title shot per mano di Kenny Williams. Superato questo ostacolo, rimaneva solo da decidere il da farsi.

Perché non prendersi il main event? Perché non osare? Soprattutto se lì in mezzo Mikey Whiplash e BT Gunn hanno iniziato un deathmatch pericolosissimo, con la presenza fuori e dentro al ring di Twisted Princess Aivil, che altri non è che la nostra italianissima Jokey. La musica dei Filthy Generation suona, Stevie si presenta con la sua title shot e decide di sfruttarla non quando gli altri due sono allo stremo delle forze, ma quando possono ancora dire qualcosa. Non deve aver paura: con lui ci sono la Ray, e i fidi Aspen Faith e Lewis Girwan. Ci provano in tutti i modi a chiudere presto la contesa, perché se i tempi si allungano, l’incertezza e la tensione si fanno più presenti.

Serve allora farsi furbi, serve ad esempio che Gunn colpisca Whiplash su una tavola di vetro, una azione ad alto contenuto violento. Stevie ci pensa, si alza, manda fuori ring Gunn e copre su Whiplash: il veterano della ICW non ha le forze per ribellarsi, di alzare le braccia. Stevie Boy vince, Stevie Boy è il nuovo campione del mondo ICW. Il pubblico esulta, e non potrebbe fare diversamente. È uno di loro che ce l’ha fatta dopo anni di sacrifici, vittorie e sconfitte. Dopo anni di attesa, di pensieri difficili e di pensieri felici. Stevie Boy è campione: non sappiamo per quanto, ma lo è.

Non è il solo ad esultare. Ad esempio Mark Coffey ha vinto il Gauntlet Match che assegnava il titolo ZeroG superando per ultimo Rampage Brown, che tanto Zero G non è. E non lo è nemmeno Joe Coffey, che si è presentato a fine match a sfidare il fratello. Cosa succederà a Shug’s Hoose Party?  Sicuramente è successo qualcosa tra Renfrew e Joe Hendry che hanno fine al loro Falls Count Anywhere che proseguiva senza vincitore dallo scorso 12 febbraio. No, non avete letto male, si tratta di un match e di una rivalità che è durata per 76 giorni senza sosta. Vince Renfrew ed entrambi ora possono volare verso altre sfide.

Infine, non poteva non vedersi la mano di Red Lightning. Non poteva non metter mano ad alcuni risvolti che avrebbero potuto cambiare la storia di alcuni atleti. Ad esempio quella di Kenny Williams: perde con Stevie Boy e per stipulazione deve lasciare la Insane. Interviene Lightning che lo prende con sé nella Rudo Sports & Entertainment e apprezza il low blow che l’ex campione Zero G rifila ad Aaron Echo, sancendo il suo turn heel. E nella scuderia sembra esserci entrato pure James Storm, o forse no. Perché non si spiega allora la bottigliata in testa al suo team partner Ravie Davie, che ha permesso a Iestyn Rees e Bram di vincere. Nemmeno la seconda bottigliata, col patron Mark Dallas senza parole e Red Lightning che si fregava le mani all’idea di ricongiungere l’ex Cowboy della TNA al suo pupillo Bram. Avremo tempo per discutere e per vedere quali saranno i prossimi sconvolgimenti.

Corey
Dal 2006 redattore di Zona Wrestling e autore di rubriche come il Pick The Speak, Wrestling Superstars, The Corey Side, Giro d'Italia tra le fed italiane, Uno sguardo in Italia, Coppa dei Campioni, Indy City Beatdown e tante altre. Studioso del wrestling in tutte le sue sfaccettature, col tempo ha voluto perdere la definizione di "Marco Travaglio del wrestling web".