Questa settimana cari amici dell’Indy City avremo un solo evento di cui parlare ed un focus incentrato su un atleta che ha fatto discutere e continuerà a far discutere, soprattutto per la sua affiliazione col Bullet Club. Secondo voi è un bene o un male? Potrete verificarlo poco più avanti.

REVOLUTION PRO WRESTLING (RPW)
Dopo il doubleheader svoltosi dieci giorni fa con la NJPW, la Rev Pro è tornata a Marylebone, nella sua arena chiamata The Cockpit. Uno spettacolo con una precisa impronta britannica dove ha svettato ancora una volta WALTER, grazie anche ad una foto che ha fatto il giro del web dove choppa malamente il suo avversario spalmandogli il petto. Non un gran debutto, almeno nel risultato, per Lucky Kid che assieme a Mike Bailey ha perduto dai CCK, bene gli ungheresi Arrows sui veterani Hunter Bros mentre El Phantasmo vince un altro main event, questa volta contro il giapponese Naoki Tanizaki. Da segnalare anche l’affermazione degli Aussie Open sugli Aussie Bad Boys (Adam Brooks & Sean Kustom) in uno dei match di punta della serata.

RevPro Undisputed British Cruiserweight Champion: David Starr
RevPro Undisputed British Heavyweight Champion: Minoru Suzuki
RevPro Undisputed British Tag Team Champions: Suzuki-gun (Minoru Suzuki & Zack Sabre Jr.)
RevPro Undisputed British Women’s Champion: Jamie Hayter

** Indy City **

CODY RHODES È L’ESSENZA DEL BULLET CLUB

Cody Rhodes ha deciso di ritirarsi temporaneamente. Molti di voi avranno tirato un sospiro di sollievo come a dire “finalmente ce lo leviamo dalle palle”. Purtroppo il figlio di Dusty non è mai stato troppo amato dai fan italiani e, in qualche modo, da quelli americani. Il problema è quel suo stile ancorato alla WWE che talvolta risulta così rigido che non lo aiuta ad uscire dal recinto. Cody non spicca, non emoziona, non attira. Ma è davvero così?

Leggo che fa match di m***a. Poi guardo i voti, e la lamentela è che non riesce a superare il 7.5 come voto. Dunque mi chiedo in qualche universo parallelo siamo finiti se un incontro da 7 viene ritenuto un match brutto, quando il 60% dei match indy non supera mai quella votazione. Mi chiedo cosa deve fare questo ragazzo per riuscire a convincere tutti, oltre ciò che ha già fatto come schiantarsi su un tavolo che non si rompe, volare da una scala, riempirsi di sangue e vivere appieno ogni storyline. Sarà quel suo viso da saccente, da figlio di papà privilegiato. Sarà quella sua tendenza a fare successo, più di ogni altro collega sia passato per le indy, persino nel Bullet Club.

E qui si apre un nuovo capitolo. Si dice che il BC fosse già famoso prima di Cody, ed è vero. Prince Devitt lo rese cool, AJ Styles lo portò in giro per il mondo. Adam Cole vi è stato inserito all’improvviso e con poca affinità, poi è arrivato Cody a ribaltare tutto. Quasi nessuno ha digerito questa scelta, eppure pensandoci bene ha maggior senso che averci messo Cole. Perché Rhodes rappresenta un po’ quello che Hogan fu per la nWo: il nome noto, forte, attraente. Il nome che ti fa fare soldi, che sa muoversi nel business come nessun altro, che può sfruttare molteplici canali. Il Bullet Club fattura oggi il triplo rispetto all’era Styles e Cole, quattro volte di più rispetto a Devitt. Non è più una solida realtà, è LA realtà di riferimento. Non vi stupisca il successo di ALL IN, allora. Due o tre anni fa sarebbe stato impensabile.

Cody si ferma ed è un bene. Ma bisogna ricordarsi che l’essenza del Bullet Club, quella che conta davvero (quella economica), è solamente lui. Omega potrà fornire match a 6/7/8 stelle, ed è bene che lo faccia visto che quello è il suo ruolo. È il leader sul ring, il braccio armato assieme agli Young Bucks e Kota Ibushi. Poi c’è la mente, quello che tesse i rapporti, che non ha bisogno di raggiungere quella stelline perché non è il suo ruolo. Quello che rimane fedele ai propri fratelli quando potrebbe girar loro le spalle, quello che è buono a qualunque latitudine, con chiunque tu lo faccia lottare perché quel viso buca lo schermo, ha una immagine fortissima. Se i Bucks e Omega dovessero andare in WWE, probabilmente il valore del Club calerà un poco. Ma c’è Cody, un modo per rimanere sulla cresta dell’onda lo troverà sicuramente.

Corey
Dal 2006 redattore di Zona Wrestling e autore di rubriche come il Pick The Speak, Wrestling Superstars, The Corey Side, Giro d'Italia tra le fed italiane, Uno sguardo in Italia, Coppa dei Campioni, Indy City Beatdown e tante altre. Studioso del wrestling in tutte le sue sfaccettature, col tempo ha voluto perdere la definizione di "Marco Travaglio del wrestling web".