Eccoci ritrovati anche questa settimana con l’Indy City Beatdown che ci consegna un bel torneo come la Battle of Los Angeles che quest’anno ci ha regalato un nuovo grosso vincitore e chiaramente delle prospettive interessanti per il futuro.

 

ABSOLUTE INTENSE WRESTLING (AIW)
Dove eravamo rimasti? Ad “Absolution” erano cambiate molte carte in tavola, inaugurando una nuova fase della compagnia. E se “WrestleRanger” era sembrato un semplice evento di passaggio, questo “Escape from Cleveland” ha confermato buona parte del suo potenziale proponendo match veramente interessanti. Primo fra tutti, questa volta per il titolo, il rematch tra Tracy Williams e Dominic Garrini con la conferma scontata del campione. Louis Lyndon ha avuto il match sognato da una vita con Ultimo Dragon, Flynn e Magnum CK si sono confermati per la seconda volta campioni di coppia mentre Tim Donst ha conservato il titolo secondario della compagnia contro Colt Cabana. Non riparte bene Nick Gage dopo la perdita del titolo Absolute, visto che ha dovuto soccombere in un 4 Way vinto da KTB; nel main event però c’è stata la straordinaria affermazione di Bobby Beverly e Eric Ryan che hanno superato un ostacolo grossissimo formato da Bestia 666 e Damian 666 in un Mexican Death.

AIW Absolute Champion: Tracy Williams
AIW Intense Champion: Tim Donst
AIW Tag Team Champions: Frankie Flynn & Magnum CK

BEYOND WRESTLING
“Americanrana” è stato un successo e, come si sa, venire da un successo è sempre poi complicato, soprattutto se devi ripartire. La Beyond ha però una scaletta consolidata che ogni anno gli dà soddisfazioni, con eventi a se stanti capaci di attirare sempre una nicchia abbastanza notevole di persone. A questo giro i match di punta sono stati tanti, molto interessanti e a tratti pazzeschi. Ad esempio Brian Cage ha battuto Jordynne Grace dopo che i due si erano affettuosamente pestati ad All In, chiudendo in bellezza lo show di domenica scorsa. Conferma titolata per Tracy Williams sul maestro Tom Lawlor, il suo pupillo Wheeler Yuta invece sconfigge sorprendentemente Jaka e questo rimescola un po’ i rapporti di forza in seno alla promotion. Affermazione per Brandon Watts e Josh Briggs, Nick Gage invece ha superato lo sbruffone MJF.

** Indy Focus **

La vittoria definitiva di Mr. Athletic

Erano anni che Jeff Cobb stava andando alla ricerca di una affermazione che gli facesse dire “sì Matanza Cueto, sì i bei match, ma io ci sono. Sono ancora meglio di quello che avete visto finora”. E finalmente a questo giro ha pensato di sfoderare il meglio di sé in uno dei tornei più avvicenti dell’anno. Ci era andato vicino nel 2017 in una finale ad alto tasso qualitativo ma chi poteva fermare un Ricochet così lanciato verso le sfere della WWE?

Quest’anno i favoriti erano altri. Il campione WALTER ad esempio: per l’austriaco avrebbe significato ammazzare la concorrenza, prendersi un’altra grandissima vittoria e mettere il mattone tombale sulle indy americane. Lo ha fatto fuori Shingo Takagi in semifinale, che era uno degli ospiti di questa edizione e la scelta è stata la più sensata visto che in questo modo nessuno dei “regular” è apparso in grado di superarlo.

Uno che potrebbe dargli filo da torcere è Brody King, in rampa di lancio da alcuni mesi e sorprendentemente stoppato da un Trevor Lee che con questo torneo ha avuto sempre un feeling passionale (due anni fa arrivò in finale). Poteva far bene anche Jonah Rock ma probabilmente la dirigenza PWG non lo vuol bruciare e comunque lo ha fatto battere dal buon WALTER.

Cobb è arrivato in fondo con un percorso a tratti molto semplice. Né Darby Allin e né Rey Horus rappresentavano uno spauracchio fisico. Poteva giocare brutti scherzi Trevor Lee ma il loro match è durato appena 14 secondi, giusto il tempo di garantirsi la finale. Nel frattempo Bandido si ergeva anch’egli dal solito esistere per essere qualcuno, grazie anche all’abbinamento con wrestler che conosceva come le sue tasche come T-Hawk, il tag partner Flamita e Joey Janela. Più impervio il percorso di Shingo Takagi ma stiamo parlando di uno dei mammasantissima del wrestling giapponese: niente da fare per Iljia Dragunov, Robbie Eagles e WALTER. Questi i tre finalisti, qui ci si giocava buona base di reputazione.

Intorno alcuni match cuscinetto che tanto cuscinetto non potevano essere. Nel main event della prima serata i RingKampf hanno superato Shingo e Dragunov ma hanno dovuto faticare per quasi una mezz’ora. Nella seconda serata l’altro veterano del wrestling giapponese CIMA si è unito ai campioni di coppia dei Rascalz per battere Bandido, Flamita e Rey Horus. Campioni di coppia che si sono confermati tali nella terza ed ultima serata superando nientemeno che i Lucha Brothers, giunti a chiedere una doverosa title shot alla vigilia del torneo. Chiusura distinta con un match a 10 uomini pazzesco dove il team formato da Dan Barry, Darby Allin, Jody Fleisch, PCO & Puma King ha dato spettacolo contro Adam Brooks, David Starr, DJ Z, T-Hawk & Timothy Thatcher. Questo è stato un pacchetto regalo da 20 minuti prima che si decidesse il vincitore del torneo.

Il main event è durato sui 25 minuti e forse, per quanto potesse essere scontata la vittoria di Cobb, è stato orchestrato tutto per lanciare altri messaggi. Ad esempio avrebbe potuto trionfare Shingo e unire la vittoria in semifinale su WALTER per garantirsi una futura ed innegabile title shot al titolo assoluto. I fan di Los Angeles avrebbero accettato con piacere di rivedere questi due contro, magari con un minutaggio più ampio del match precedente. Ad esempio avrebbe potuto trovare una breccia Bandido, certamente il meno indicato nella sfida al gigante austriaco ma anche uno di quelli che si è distinto di più, in tal modo da portare quasi tutto il pubblico dalla sua parte.

Cobb invece aveva avuto la parte di tabellone più semplice, quella più indicata per una vittoria. Ed ha dimostrato che non è così scontato aver la meglio su un veterano ed un atleta caldo, su un pezzo grosso del Giappone ed uno spettacolare allievo della scuola messicana. Si è preso la pagnotta sul tavolo e l’ha trasformata in oro, vincendo e chiaramente lanciandosi verso una sfida al campione PWG in carica.

Corey
Dal 2006 redattore di Zona Wrestling e autore di rubriche come il Pick The Speak, Wrestling Superstars, The Corey Side, Giro d'Italia tra le fed italiane, Uno sguardo in Italia, Coppa dei Campioni, Indy City Beatdown e tante altre. Studioso del wrestling in tutte le sue sfaccettature, col tempo ha voluto perdere la definizione di "Marco Travaglio del wrestling web".