Cari amici dell’Indy City Beatdown, benvenuti ad una edizione un po’ speciale di questo spazio che quest’oggi vi trasporterà direttamente in Inghilterra dove domenica si terrà il capitolo numero 76 della storia della Progress Wrestling. Cos’ha di speciale? Oltre ad essere lo spettacolo dell’anno della compagnia (e forse delle indy mondiali), sarà anche il primo spettacolo dei londinesi alla SSE Arena Wembley.

 

Per diverso tempo infatti Jim Smallman e Jon Briley hanno lavorato per ingrandire sempre più la propria creatura e i luoghi in cui fare gli spettacoli. Dai 300 spettatori del primo show si è passati ai 700 fissi di Camden, a tour americani e ospitate nei festival rock e metal. “We need a bigger room, again” citava l’evento di un anno fa, e ancora una volta hanno dovuto crescere le proprie aspettative e quelle dei propri fan. E questa volta hanno puntato davvero in alto: una Arena che può ospitare ben 12 mila persone, ridotta a 8 mila per diverse esigenze. Un azzardo? Forse. Un passo da compiere? Sì, assolutamente sì. Il tutto con una card che farebbe impazzire qualunque tifoso. Andiamola a vedere.

ALL IN BATTLE ROYAL MATCH

Io la chiamo “All In” perché effettivamente ci sono dentro tutti gli atleti visti durante l’anno negli show Progress e che in un modo o nell’altro sono rimasti fuori. Il parterre è di grande qualità, anche perché qui ci sono molte delle prossime star Progress e alcune delle star attuali. Pensate a TK Cooper che aveva iniziato l’anno andando all’assalto del titolo assoluto detenuto dall’ex partner Trevis Banks (grande assente di questo evento). O Chris Ridgeway, arrivato in finale della Natural Progression. O William Eaver, che giusto qualche tempo fa diveniva campione della compagnia. Teoricamente una battle royal di questo genere dovrebbe servire a lanciare qualcuno verso le storyline del main roster che, a breve, vedrà diverse defezioni. Credo che i favoriti d’obbligo possano essere i succitati Cooper e Ridgeway, ma attenzione alla variabile Drew Parker che sia nel look che nella qualità in-ring potrebbe seriamente essere uno dei prossimi top name.

DOUG WILLIAMS vs TRENT SEVEN

Paradossalmente questi due hanno uno dei match meno chiacchierati della card. Paradossalmente perché si tratta di due autentici worker, che sapranno dare quella buona dose di solidità ad un match che promette tante scintille per un titolo che, passati i primi tempi, ha subito un piccolo declino dovuto anche dalla limitazione di peso. Ci sarà molta tecnica, molti colpi duri, e quello che ci si aspetta è che la lunghezza della card non ne limiti il minutaggio – anche se sono certo che questi due signori saprebbero far benissimo anche con soli cinque minuti a favore. Tutto sembra pronto e apparecchiato per il passaggio di consegne, anche perché il buon Doug non sembra neanche nelle condizioni fisiche ideali per continuare il regno (diversi acciacchi lo stanno torturando da settimane). Il passaggio della torcia sarà inevitabile e non andrà ad avere implicazioni con la presenza di Seven nel giro WWE.

MARK HASKINS vs MATT RIDDLE

Altro match che dà sia il reale peso della card e sia consente di chiedersi come sia possibile che non valga per il main event o per una posizione più influente. Si tratta di vedere l’uno contro l’altro due autentici campioni, due performer straordinari di agilità e tecnica. E il bello sta nella possibilità che questa sfida esca più variegata possibile, con un Haskins leggermente favorito ma solo perché sappiamo tutti che questo sarà l’ultimo match effettivo di Riddle nelle indy. Anche loro con un minutaggio adeguato potrebbero far sfracelli, sono bravi, hanno dato tanto alla Progress e dovranno versare altro sudore per consentire ai fan di avere la sorpresa della notte. Perché sì, questo può essere un match of the year a mani basse.

TONI STORM vs JINNY vs MILLIE MCKENZIE

Match molto bello da pensare, sarà decisivo lo storytelling. Non ci saranno solo tre ragazze sul ring, ma anche la House of Couture e magari il ritorno della Di Matteo saranno opportune per aggiungere quell’overbooking che non fa mai male. Anche in questo caso dovrebbe esserci un passaggio della torcia, anzi un doppio passaggio da Toni e Jinny verso Millie McKenzie, ormai pronta per un regno da campionessa. Ma di queste tre, l’unica che ha firmato per NXT è la Storm e dunque non sarebbe nemmeno troppo stupido pensare ad una conferma per Jinny in vista del match finale con la Di Matteo che potrebbe sancire una nuova fase per la promotion londinese.

TAG TEAM THUNDERBASTARD MATCH

Sarà un match assurdo. Già il Thunderbastard in sé è qualcosa di pazzesco. Trasformato in carne da macello per i tag team sarà tanto caotico quanto spettacolare. I campioni sono Flamita e Bandido, che di fatto hanno vinto quasi per caso nel tour americano (complici diversi infortuni) e che in questo caso passeranno la mano. A chi? I The 198 sono lanciatissimi e non potrebbe essere altrimenti. Webster è ancora più figo in questa veste al fianco del “fratello” Wild Boar, ha maturato il suo turn in maniera piena ed è felicemente uno dei favoriti della vigilia. Sugli altri tag c’è sempre un ni: Brookes e Tatcher sono assemblati per onor di cronaca, superato questo evento ognuno andrà per la propria strada; i Sexy Starr sono un argomento da midcarding, da comedy e non da campioni; i Grizzled non hanno mai convinto del tutto, sono bravi nella rincorsi e molto anonimi da campioni, dunque non dovrebbe essere il loro momento; per gli Anti-Fun Police vale il discorso fatto sopra coi Sexy Starr; gli Aussie Open sono di fatto gli altri possibili campioni, un po’ perché Davis è in gran rampa di lancio, e un po’ perché rappresenterebbero una ventata vera di aria fresca. Ma in questo momento credo che il passaggio di consegne possa avvenire solo ad un team heel; troppo giovani e troppo acerbi gli M&M.

EDDIE DENNIS vs MARK ANDREWS

Abbiamo atteso questo match per un anno. Quanto lo hanno tirato? Tantissimo, complice anche l’infortunio di Dennis a febbraio che ha costretto la Progress a rivedere tutti i suoi piani e a puntare dritto su Wembley con somma soddisfazione dei fan. Sarà un TLC, e sono certo che i due si spaccheranno in tutti i modi possibili e (in)immaginabili. Sono bravi e preparati, si conoscono da una vita e il pubblico molto probabilmente si spaccherà anche un po’ da una parte e un po’ dall’altra. Chiunque vinca, abbraccio finale, è stato bello prendersi a mazzate per un anno intero. Le loro strade si divideranno, forse Andrews andrà tutto alla WWE (si parla di 205 Live) e quindi per Dennis ci sarà l’occasione di puntare davvero in alto in questa occasione. Sarà comunque spettacolo a piene mani.

PETE DUNNE vs ILIJA DRAGUNOV

Un modo per saldare la partnership con la wXw con un incontro atteso ma costruito fin troppo a piccoli passi. Bene che vengano coinvolti i due atleti più rappresentativi delle due scuole: da un lato Dunne, campione WWE UK, ed ex campione Progress nel momento migliore della collaborazione con Triple H e i suoi sodali; dall’altro l’ex campione russo che ha sancito qualche mese fa il ritorno fulminante sulle scene, andando a mettere al tappeto uno come WALTER che fin qui ha dominato tutto ciò che fosse possibile dominare. I colpi qua risuoneranno in tutta l’Europa ma la paura generale è che per quanto bravi, potrebbero non trovarsi. Ci si augura che non sia così. Favorito Dunne, ma attenzione alle possibili sorprese.

PAUL ROBINSON vs JIMMY HAVOC

In origine Havoc avrebbe dovuto avere a che fare con Ospreay. Era tutto pronto e apparecchiato per un match che per obblighi contrattuali con la NJPW è stato anticipato allo scorso Chapter. Will aveva spinto molto il suo turn heel per spiegare ad Havoc come fosse cambiato col tempo, come non fosse più la furia assassina degli esordi, quelli che portarono al boom definitivo del wrestling britannico nel mondo. Concetto ribadito da Robinson che ha pesantemente influito nel main event tra l’ Aerial Assassin e The Suicidal Rainmaker: dov’è finito l’Havoc della Regression? Serve qualcuno che spacchi la testa degli altri, che sia brutto e cattivo… ecco, questo match servirà a riportarlo alle origini, forse. Prevedo la vittoria di Jimmy anche perché sarà una ricompensa della sconfitta patita contro lo stesso Robinson nel 2015 in un precedente No DQ del Chapter 21. Tutto torna..

WALTER vs TYLER BATE

Doveva essere un Triple Threat con Trevis Banks nel mezzo, sarà un single match che non perderà per nessun motivo la sua forza. Si tratta di due atleti straordinari che possono integrarsi perfettamente anche se proposto da due altezze diverse. Bate dovrà giocare di tecnica, di astuzia, basarsi soprattutto sulle gambe dell’austriaco, tentando di fiaccarne la resistenza. WALTER deve darci dentro, deve spezzare le reni finché può coi suoi potenti chop e con quella voglia insana di distruggere ogni avversario. A differenza di quel che vorreste sentirvi dire, questo incontro è molto incerto e non vi darò alcun favorito. Sono 50/50, anche se a mio piacimento tiferò Bate per il semplice motivo che sarebbe un nome spendibile assieme al sodale Seven come campioni in singolo. E questa vittoria potrebbe anche avere risvolti sorprendenti all’interno dello stesso British Strong Style, con Pete Dunne che potrebbe operare un delizioso turn ai danni dei suoi sodali. Vedremo come andrà.

Corey
Dal 2006 redattore di Zona Wrestling e autore di rubriche come il Pick The Speak, Wrestling Superstars, The Corey Side, Giro d'Italia tra le fed italiane, Uno sguardo in Italia, Coppa dei Campioni, Indy City Beatdown e tante altre. Studioso del wrestling in tutte le sue sfaccettature, col tempo ha voluto perdere la definizione di "Marco Travaglio del wrestling web".