Cari amici dell’Indy City Beatdown, eccoci ritrovati dopo una settimana con uno show molto grosso passato e tanti altri in arrivo. Parleremo chiaramente della notte storica vissuta dalla Progress Wrestling ma anche di altri temi da non sottovalutare in ambito comunicativo e sportivo.

  • PROGRESS WRESTLING

Una notte storica, ma a metà. In una SSE Arena ridotta a 8 mila posti, i presenti erano poco meno di 5 mila e questo numero è da un lato buono e dall’altro fallimentare. È buono perché ha dato comunque alla compagnia la certezza che può crescere dopo le duemila presenze di un anno fa. È però fallimentare dato il grande lavoro pubblicitario compiuto da Smallman e Briley, data la card messa in piedi e l’ammontare di grandi stelle sul ring. Inoltre non è ancora capace di superare gli oltre seimila spettatori ottenuti dalla Insane con Fear & Loathing un anno fa. Magari è un monito per il futuro, lavorare per crescere sempre più.

Lo spettacolo è stato esaltante. Sin dalle prime battute si è assistito ad un continuo rilancio, con risultati a tratti scontati e a tratti sconvolgenti. Si pensi a Jinny che mantiene il titolo grazie alla sua ex “schiava” ed ex “nemica” Laura di Matteo, entrata di diritto nella House of Couture. O il body paint di Jimmy Havoc, anteprima nitida della violenza che avrebbe messo sul ring con Paul Robinson. Travis Banks primo nome del Super Strong Style 2019, gli Aussie Open campioni di coppia e Eddie Dennis che batte Mark Andrews in un TLC pieno di citazioni. E il main event presentato come un emulo di Andre The Giant vs Hulk Hogan, solo che stavolta ha vinto Andre nelle vesti di WALTER contro un Bate encomiabile sotto ogni punto di vista. Successo anche per Trent Seven che è il nuovo Atlas Champion: la standing ovation finale per Williams è stata davvero molto toccante.

World Heavyweight Champion: WALTER
Atlas Champion: Trent Seven
Tag Team Champions: Aussie Open (Kyle Fletcher & Mark Davis)
Women’s Champion: Jinny

  •  PRO WRESTLING REDEFINED (AAW)

La compagnia dell’Illinois si è proposta con un buon torneo, il Memorial dedicato a Jim Lynam. Come avrete visto dalle nostre news, a vincere è stato Sami Callihan al termine di una competizione lunghissima durata appena due giorni. Peraltro con atleti di immenso respiro: Moose, Rich Swann, Sammy Guevara ed infine ACH. Particolare questa vittoria perché lancia Sami di diritto verso una title shot al titolo massimo detenuto dal suo nemico Brody King (abile a mantenere la cintura nella prima giornata contro Pentagon Jr). Difesa titolata anche per i Wrstling (Eddie Kingston & David Starr) contro i giovani Curt Stallion & Jake Something, ma alle spalle stanno risalendo gli ex campioni Davey Vega e Mat Fitchett, segno che il feud non si è ancora concluso. Nel giro titolato troveremo molto probabilmente anche AR Fox, vincitore di un bel Scramble match a sei uomini.

AAW Heavyweight Champion: Brody King
AAW Heritage Champion: Trevor Lee
AAW Tag Team Champions: WRSTLING (David Starr & Eddie Kingston)
AAW Women’s Champion: Kimber Lee

** Indy Focus **

IL WEB STA CAMBIANDO IL WRESTLING

Siamo rimasti al vecchio wrestling, noi cari nostalgici. Vediamo magari un gruppo di wrestler o di volontari che girano la città con dei volantini in mano, distribuiscono, spiegano, ridono e parlano. Talvolta spuntano dei manifesti enormi, con wrestler enormi o colorati o particolari.  Poi al sabato o alla domenica c’è lo show, chi c’è c’è, chi non c’è non sa cosa si perde.

Quando in America hanno provato a fare la rivoluzione, in qualche modo ci sono riusciti. Oggi abbiamo il WWE Network che è un pozzo di scienza wrestlingstica, dove c’è un pezzo cospicuo di questo sport a pochi dollari. Evolve e Ring Of Honor avevano provato a portare in dote i primi on demand, quelli rudimentali che appena si collegavano 100 persone andava in crash ed eri costretto ad aspettare giorni prima di vedere lo show. Poi ci si sono tuffate le promotion britanniche con successo immediato, con server buoni all’uso immediato e non in via di sperimentazione. Più in là la TNA era la prima a capire che Youtube potesse essere uno sbocco importante, seppur con fiacca capacità di attirare veramente nuovi fan.

Un po’ per gioco e un po’ sul serio nel maggio del 2016 è nato “Being The Elite”, una serie prodotta con un iPhone dagli Young Bucks. Quello che all’inizio è sembrato uno sfizio, a poco a poco è diventato qualcosa di solido e imprescindibile anche per le storyline dei The Elite, Bullet Club e Golden Lovers. Insomma, i fan del BC dovevano collegarsi una o due volte alla settimana e vedersi l’episodio per capire cosa sarebbe potuto accadere e cosa è accaduto negli show coi ragazzi di mezzo. Nel novero delle riprese sono entrati nel mentre tantissimi atleti della Ring Of Honor, come ad esempio gli SCU e Flip Gordon, arrivati ad essere una parte imponente delle singole riprese.

Circa un anno fa invece è nato “Ten Pound of Gold”, serie youtube della NWA. Billy Corgan e Dave Lagana hanno evitato accuratamente il media più potente per lanciarsi su quello più redditizio, anche a livello istantaneo. Ogni settimana un video nuovo, non molto lungo, ma esplicativo del lavoro che i due stanno compiendo con la cintura storia NWA. Focus mirati sugli atleti, sulle loro storie personali e quelle in-ring, sul passato dell’alloro, sui detentori e sui legami ai giorni nostri. Improvvisamente tantissimi fan americani ed europei si sono interessati a wrestler di media rilevanza come Tim Storm, Josephus e Crimson. Hanno supportato Nick Aldis, rinvigorito dopo le non buone vicissitudini in TNA. Hanno supportato in maniera massiccia Cody Rhodes, lo hanno elevato a personaggio imprescindibile per questo progetto, anche per il ricordo del padre Dusty con la stessa identica cintura.

Sono “solo” due casi di successo. Parleremo in futuro del caso EVOLVE e dei suoi mini documentari molto ben prodotti. Ma intanto Being The Elite ha portato ad ALL In, alla ROH al Madison Square Garden, ai sold out e ad una crescente attesa di comprendere cosa faranno questi pazzi con un semplice iPhone. Stessa cosa dicasi per la NWA che sta pubblicizzando in maniera massiccia lo show del 70esimo anniversario del 21 ottobre. Sono due prodotti che funzionano e a modo loro ottengono interesse discostandosi in maniera completa da altri modelli come quello della WWE o dei semplici on demand europei.

Anche perché se prima la gente voleva piccoli video da 3-4 minuti, ora è vogliosa di stare davanti al cellulare o al tablet o al pc anche per un’ora piena certa che non si annoierà neanche un istante. Questa è la nuova strada, questo è il nuovo business del wrestling e le sopracitati sono giunti al momento giusto.

Corey
Dal 2006 redattore di Zona Wrestling e autore di rubriche come il Pick The Speak, Wrestling Superstars, The Corey Side, Giro d'Italia tra le fed italiane, Uno sguardo in Italia, Coppa dei Campioni, Indy City Beatdown e tante altre. Studioso del wrestling in tutte le sue sfaccettature, col tempo ha voluto perdere la definizione di "Marco Travaglio del wrestling web".