È grasso, goffo, sporco, pazzo. Per alcuni è scarso, per altri è magnetico. Semplicemente un folle senza testa, fin quando non se la sfascia – un giorno – a seguito dei suoi spot assurdi. Joey Janela è il nome caldo di questa era, di questo periodo in cui le indy saranno pure in crisi ma i wrestler vedono benissimo la fortuna e la cavalcano da buoni ryder. Ce ne vorrebbero di più di ragazzi di questo genere, ma è indubbio che perderebbero lo loro specialità.

Janela ha fatto tanto per il wrestling attuale. Lasciamo perdere per un attimo i suoi match, che possono piacere o non piacere, ma che in qualche modo non lasciano indifferenti. Lasciamoli perdere. Pensate a come è cresciuta esponenzialmente la GCW dandogli fiducia e assecondando le sue idee. Spettacoli che mischiano ere geologiche, tempi sul ring diversi, stili lontanissimi tra loro. Col massimo rispetto per tutti, sia per i giovani che si affacciano a queste latitudini (Jungle Boy e Marko Stunt su tutti) e sia per i veterani che hanno voglia di cimentarsi con questa realtà (The Great Sasuke, Marty Jannetty, Psicosis, e altri). È una operazione magnifica da libro del wrestling per i ragazzi che si affacciano di questi tempi alla disciplina: un po’ di nuovo, un po’ di vecchio.

Joey ha assorbito in sé i film americani anni ’80, i videogames anni ’90, le grafiche di tutte le decadi, la musica dei primi duemila, il wrestling non-WWE. È impossibile decifrarlo perché riesce a tirare fuori ogni volta idee nuove e riesce ad influenzare chi sta al suo fianco. Non è un fenomeno, non rispetta i canoni del wrestler perfetto, ed è questa la sua specialità. Qualcuno rivede in lui Brian Pillman, ed è possibile che qualche affinità ci sia. Qualcuno rivede in lui i fasti della ECW, ed è possibile che potesse aver successo anche a quei tempi. Ha conosciuto eventi da 5 persone ed eventi da 2 mila persone, è riuscito ad imporsi ovunque senza badare tanto al sodo. È comedy, è hardcore, è tecnico, è tutto ciò che vuoi.

Se pensate che faccia tutto questo per sé, vi sbagliate. Non vuole titoli, non vuole la principale ribalta. Per questo al suo ritorno dall’infortunio, durante il Wrestlemania weekend, è stato sconfitto prima da Marko Stunt e poi da Jungle Boy. Ha dato spazio ad una serie di atleti giovani, li ha tirati fuori dal cilindro come conigli e li ha resi leoni. Oggi tutti vorrebbero vedere un match dei due ragazzi sopracitati; ma anche di Tony Deppen, Mance Warner, MJF, KTB, Wheeler Yuta, Colby Corino. Insomma, negli show in cui c’è il suo marchio si nota la mano, si notano le idee e si nota lo spazio dovuto. Poi si prenderà pure il main event, ma fa da traino a tutto il resto. Ce ne vorrebbero di più di Janela, ci sarebbero probabilmente più talenti da ammirare.

Corey
Dal 2006 redattore di Zona Wrestling e autore di rubriche come il Pick The Speak, Wrestling Superstars, The Corey Side, Giro d'Italia tra le fed italiane, Uno sguardo in Italia, Coppa dei Campioni, Indy City Beatdown e tante altre. Studioso del wrestling in tutte le sue sfaccettature.