Ho conosciuto Dan Maff in maniera piuttosto casuale nel 2007. Stavo riprendendo alcune fasi della storia della Ring Of Honor e mi sono imbattuto in uno scramble match a squadre del 2004 dove stava in team con BJ Whitmer. Era già una bestia, faceva volare gli atleti da una parte all’altra del ring, riusciva ad essere dominante, seppur con uno stile decisamente rude. Ho ripreso via via i suoi match, è scoperto che nel marzo del 2005 aveva deciso di ritirarsi per uno screzio mai ben definito con l’amico Homicide.

Quando è tornato a lottare a tempo pieno, nel 2009, ha legato la sua figura a quella della Jersey All Pro Wrestling, una sorta di antesignana della GCW di oggi, seppur con differenze sostanziali. Maff ne era diventato il campione assoluto, il volto imprescindibile, con match di ottimo valore con Jay Lethal, Samoa Joe (il suo avversario preferito), B-Boy, Danny Demanto (oggi, guarda caso, uno dei due capi della sopracitata GCW), Christopher Daniels e Brodie Lee. Rimango maggiormente legato alla sfida con Eddie Kingston del 2010: pochi minuti, ma una serie di colpi che ancora oggi rimbombano. Perché quello è lo stile che da sempre lo ha contraddistinto: duro, durissimo, oltre ogni limite.

Poteva probabilmente tornare nel wrestling che conta, ma forse il suo stile era diventato inadatto ad una certa altura. In ROH aveva fatto bene, ma erano altri tempi, con altre tipologie di match. Ha ripreso in mano il team Da Hit Squad, da quella esperienza. Con Monsta Mack hanno ripreso ad imporsi in qualunque ring, non disdegnando una certa propensione a vincere titoli in singolo. Nel 2016 i due hanno conquistato pure i titoli di coppia della GCW battendo quelli che tutti oggi conosciamo come LAX; diversi mesi più tardi hanno pure riproposto quello che è un must del genere, ovvero una sfida a Low-Ki e Homicide in uno Steel Cage da pazzi.

Nell’ultimo anno, a 42 anni, è tornato a far impazzire i fan come una volta. Basti vedere l’implacabile confronto con Chris Dickinson di maggio dove i due se le sono date di santa ragione, come se piovesse (e sì che qualcosa è piovuto, come la montagna di sedie che ha invaso il ring). Particolare anche lo street fight con Swoggle mentre nella categoria di coppia ha ripreso quota al fianco di Shawn Donovan, un altro che quando c’è da menar le mani non si tira mai indietro. Potete star certi che con due così lo spettacolo continuerà a non mancare mai: il Boricua Beast è ancora qui a dare una lezione a tutti i suoi avversari.

Corey
Dal 2006 redattore di Zona Wrestling e autore di rubriche come il Pick The Speak, Wrestling Superstars, The Corey Side, Giro d'Italia tra le fed italiane, Uno sguardo in Italia, Coppa dei Campioni, Indy City Beatdown e tante altre. Studioso del wrestling in tutte le sue sfaccettature.