Pochi mesi fa avevo commentato la decisione di Oney Lorcan di rinnovare con la WWE invece che ritornare nelle indy. Sarebbe stata la decisione più consona quella di tornare nel circuito che lo ha cresciuto: fin lì a Stamford, il pupillo di Timothy Thatcher e Eddie Edwards non era mai riuscito ad avere uno spazio e sembrava non avesse neppure il favore dei booker. Si è rivelata invece la scelta migliore quella di rimanere, visto che al momento possiede una cintura ed è nella principale storyline di NXT.

E se i sotto utilizzati della WWE rifiutavano le indy, i tanto utilizzati delle indy stanno guardando sempre più le major. In un modo o nell’altro la pandemia ha accorciato i tempi della gavetta e anche la voglia di aspettare. Si pensi ai Top Flight (in foto) che hanno firmato con la All Elite Wrestling: sono appena appena ventenni, hanno pochi show alle spalle ma tanto talento nelle gambe e nelle braccia. Hanno ben figurato contro Young Bucks e Hybrid 2, rappresentano quel tipo team spotfest che i fan più markettoni delle indy adorano. A questi non devi chiedere psicologia, ma solo che si lancino da una parte all’altra facendo strabuzzare gli occhi a tutti.

Sembrano gli Young Bucks dei primi tempi. E infatti i fratelli Jackson li hanno arruolati in tempo 0. Stesso discorso per gli Acclaimed, che si sono fatti vedere discretamente poco ma hanno vinto e convinto. Brian Pillman Jr sta tentando in tutti i modi di farsi assumere, sempre più atleti delle indy bussano alla porta col sogno del contratto sicuro. Lo stesso dicasi per i Rascalz o i Ben Carter di turno, tutti molto giovani e messi sotto contratto dalla WWE.

Le indy non sono più sicure, con il Covid-19 di mezzo. Non che prima fosse meglio: in Gran Bretagna è fallito il 90% del settore, in America il 70% delle compagnie sopravviveva a stento grazie alla bontà dei wrestler che dimezzavano il loro cachet (e in alcuni casi lottavano pure gratis). Però non siamo più nel periodo in cui l’amicizia vale più del conto in banca o dello stipendio a fine mese. Certo, la GCW ha ancora quel potere di garantire visibilità a tutti quasi per amicizia, ma le altre realtà non sono così forti. E allora i ragazzi, soprattutto quelli più giovani, cominciano a guardarsi intorno. A fare la telefonata che magari ti cambia la vita.

Scappano.

Non lo fanno perché le indy sono diventate brutte e cattive. Lo fanno per esigenza. Perché se vuoi davvero continuare a combattere, a fare il wrestler in maniera professionale, devi accelerare i tempi. Devi esserci, è il momento giusto. Non importa se tra qualche mese sarai ancora al punto di partenza, hai comunque una prospettiva economica. E questo vale, sempre.

Simone Spada
Giornalista professionista ed esperto di comunicazione, dal dicembre del 2006 è redattore di Zona Wrestling. Negli anni è stato autore di rubriche di successo come il Pick The Speak, Wrestling Superstars, The Corey Side, Giro d'Italia tra le fed italiane, Uno sguardo in Italia, Coppa dei Campioni, Indy City Beatdown e tante altre. Il primo giornalista in Italia ad aver parlato diffusamente di TNA ed AEW su un sito italiano di wrestling.