Ed eccoci all’evento più importante dell’anno per Impact Wrestling. Bound For Glory arriva dopo una serie non esaltante di tapings messicani, ascolti che sono caduti a poco a poco ed una costruzione da un lato piacevole, dall’altro poco coerente. Ora vediamo com’è andata da New York.

Willie Mack & Rich Swann Vs Ethan Page & Matt Sydal (7 / 10)

Classico tag team match per costruzione, nel mezzo ci sono le qualità di tutti e quattro i contendenti. Vincono i buoni perché nei ppv che contano vincono sempre i buoni, e ci mancherebbe altro. Però vincono con cognizione, visto che qua può nascere un serio tag team per il 2019 e soprattutto dentro ci sono due atleti straordinari sia in singolo che in coppia. Il pubblico ha così potuto ammirare Willie Mack, il talento messo a supporto di un fisico disadorno, poco intonato con lo standard pre-impostato del wrestling. Lì sta la sua forza, lì poi sta la fortuna di trovare uno straordinario worker come Page e uno straordinario talento multiuso come Sydal. Swann si limita ad andargli dietro, a fare l’anello debole per costituzione ma non per capacità in-ring. Un bel modo di iniziare.

Eli Drake Open Challenge (6,5 / 10)

Tutti si aspettavano Y2J. E quando ti aspetti un wrestler del genere, chiunque venga al suo posto fa un po’ la figura del rifiutato. James Ellsworth avrebbe dovuto accendere il pubblico, e invece se lo è trovato tutto contro. Bravo lui a mutare pelle su indicazione di Drake, bravi loro a generare un filo di continuità con le precedenti Challenge. Il tutto in funzione del rientro di Abyss, che fa il suo e lascia tutti contenti. Anche perché ti può mancare Y2J ma Abyss non lo puoi toccare. Segmento carino, funzionale, che strappa molte risate e che ci permette di chiedere a gran voce un cambio di rotta per Drake, diventato il “Draw” definitivo della compagnia.

Tessa Blanchard vs Taya Valkyrie (7 / 10)

Fisicamente adatte l’una contro l’altra, ci hanno messo un po’ a carburare soprattutto a causa della “pesantezza” di Taya. La ragazza ha messo su troppa massa muscolare per il moveset posseduto e questo a tratti la penalizza, costringendo l’avversaria a coprire nella maniera più convincente possibile. Fortuna sua aveva di fronte la Blanchard che è capacissima a reggere quel ruolo. Così esce fuori un match piacevole, con diversi momenti spottosi ben portati a termine. Entrambe specificano come la categoria femminile si sia definitivamente ripresa, che ci si possa lavorare sopra anche inserendo delle nuove ragazze. Tess ancora campionessa scelta saggia, il suo regno dovrà durare ancora parecchio.

Eddie Edwards Vs Moose – Edwards & Dreamer vs Moose & Kross (7 / 10)

All’inizio ho storto il naso: un match che si conclude in squalifica dopo pochi minuti non è granché. Poi è chiaro che devi attivare il pubblico di New York e se gli piazzi un Dreamer buono d’annata, come il vino che non invecchia mai, allora le cose cambiano. I quattro hanno messo in piedi un hardcore match soft, con tanti colpi e un approccio sempre coinvolgente. Si è dato anche maggiore specifica al confronto tra Edwards e Moose che, in singolo, rischiavano di essere come una pistola scarica. La sensazione finale è che, oltre a dare una giusta rivincita a Eddie, si volessero testare ulteriormente le qualità di Kross: scommetto che nel giro di poco tempo diventerà uno dei leader dello show. Ha fisico, moveset, carisma. Ha tutte le carte in tavola che i suoi compagni di match non hanno e non avranno mai. Un plauso per Edwards: non sarà granché come “attore”, ma sul ring durante i match sta interpretando bene la nuova fisionomia del wrestler buono per tutte le stagioni. Non andrà mai via di moda.

oVe (Callihan, J. Crist, D.Crist) Vs Brian Cage, Pentagon Jr & Fenix (7 / 10)

Match dai due volti. Sicuramente meno bello di quello che ci si aspettasse, ma era difficile consentire a tutti e sei di fare grandi cose in uno spazio piccolino. Da un lato è stato spottoso, ben calibrato, duro e feroce. Dall’altro balzano agli occhi alcuni botch, in particolare quello 50/50 tra Jake Crist e Fenix col primo che manca di prendere il secondo, e il secondo che si butta a pesce senza riuscire a vendere la mossa. Non una gran figura, in un incontro tutto sommato buono. Stupisce e non poco il pin subìto da Cage, che fin qui sembrava imbattibile. Ha senso che a schienarlo sia stato Callihan, e non mi stupirebbe vedere il pazzoide nella X Division. Sicuramente si chiude qui un feud che andava avanti da giugno, che aveva visto spesso gli oVe soccombere, consentendo loro di vincere la guerra dopo aver perso tante battaglie. Ora c’è un serio rompete le righe: dove andranno tutti questi? Pentagon e Fenix potrebbero essere utilizzati contro i LAX, i fratelli Crist potrebbero ritrovarsi davanti i Rascalz o la nuova coppia formata da Swann e Mack, Callihan può andare sia tra i pesi leggeri che tra i massimi, mentre per Cage sarebbe ora di difendere maggiormente il suo titolo.

LAX (Santana, Ortiz & Konnan) Vs OG’z (Homicide, Hernandez, King) (5 / 10)

Parto da un presupposto: so bene che a molti di voi il match è piaciuto. Una cosa nuova, diversi colpi duri, diversi rischi. Ma dobbiamo porre sul tavolo diverse questioni. La prima è che si trattava della conclusione di un feud e dunque avrebbe avuto bisogno di una stipulazione meno cervellotica, contando soprattutto come questo feud abbia funzionato dal primo all’ultimo istante. La seconda è che il ring avrebbe avuto bisogno di una copertura meno traballante, più simile alla Evolve di Thatcher vs Gulak piuttosto che a questa roba dove l’arbitro deve pensare più a rendere confortevole lo spazio con le tavole di legno che a fare il proprio lavoro. Quello che si vede è una difficoltà neanche tanto velata a fare le mosse di maggiore impatto, un po’ limitata nel finale dalla necessità di fare pochi spot mirati. Ma era notevole l’affanno dei wrestler, anche nel racconto. Ancora una volta vincono i LAX e sapevamo già dall’attacco a Konnan come sarebbe andata a finire. Che succederà ora agli OG’z? Sarebbe davvero un peccato lasciar nuovamente libero Kingston, ha lavorato splendidamente accollandosi sulle spalle l’intero feud coi suoi promo speech.

Austin Aries Vs Johnny Impact (7 / 10)

I due hanno seguito il filone aperto sabato durante la Hall Of Fame. Colpi stiffosi, ricerca del colpo sporco, poco ragionato ma sicuramente dato molto di “pancia”. Solo nei minuti finali si è tornati sui binari canonici, più centrati sul wrestling con le proprie regole e le proprie basi. Vince Impact e mantiene le aspettative della vigilia. Vince pur non essendo un vero e proprio main eventer, ma è pur sempre un nome di richiamo che possiede un seguito non indifferente sui social e in tv. Ho apprezzato la mancata interazione di Moose e Kross nonostante fossero a bordo ring, segno che l’overbooking non deve essere per forza utilizzato in ogni occasione. Stupisce, e non so se in positivo o negativo, il comportamento di Aries. Molto incazzoso, fin troppo, come se mal digerisse l’idea di perdere contro il suo avversario. Poi quel finale un po’ strano, che si presume sia un work ma sapremo meglio solo nelle prossime ore. Se dovesse essere andato shoot, è un altro di quelli che sa come tagliarsi i ponti dovunque vada. Se tutto è un work, andrà gestito bene perché qui ci va di mezzo Callis e non sarebbe strano se dovesse ritrovarsi sul ring anche qualche nuovo nome di spicco (lo sogniamo tutti un Jericho, no?).

PANORAMICA RECENSIONE
Voto Evento
7
Corey
Dal 2006 redattore di Zona Wrestling e autore di rubriche come il Pick The Speak, Wrestling Superstars, The Corey Side, Giro d'Italia tra le fed italiane, Uno sguardo in Italia, Coppa dei Campioni, Indy City Beatdown e tante altre. Studioso del wrestling in tutte le sue sfaccettature, col tempo ha voluto perdere la definizione di "Marco Travaglio del wrestling web".