Se qualcuno volesse puntare tutto su un membro della Bloodline 2.0, il fortunato sarebbe Jacob Fatu. Il Samoano figlio di Tonga Kid, fratello di Rikishi e Umaga, ha stagnato per anni nei circuiti indipendenti, facendosi conoscere per la sua agilità sul ring (capace di moonsault in corsa dal paletto nonostante il peso notevole del suo corpo). A 32 anni suonati, quando un lottatore ha ormai compiuto il giro di boa, arriva la chiamata in WWE come braccio destro di Solo Sikoa, già quindi catapultato in trincea in una storyline principale della Compagnia. E si può certamente dire che Jacob ha saputo impressionare dal primo minuto, con le sue facce da invasato e la sua velocità di esecuzione che ripeto, forse eccettuato il compianto Yokozuna, non abbiamo visto in nessun lottatore super heavyweight negli ultimi 30 anni. Il suo debutto è stato talmente positivo che i fan, sin dalle prime ore, hanno congetturato di vederlo al top nel giro di pochissimi anni. Un traguardo ragguardevole insomma.

Il rischio che però diventasse una macchietta era alto, considerato anche l’evolversi della sua storyline. La Bloodline di Solo Sikoa, tra cui figurava Fatu, ha perso la sua faida con Roman, e il suo leader si è trasformato lentamente nell’ombra di ciò che era all’inizio, trascinandosi dietro pure i suoi accoliti. Fatu sapeva solo sbraitare ed urlare il suo amore per Solo, anche quando questi perdeva ininterrottamente, smorzando di fatto la sua aura da licantropo samoano. Tuttavia lo scorso venerdì notte c’è stato un drastico cambiamento nella sua rotta; Finalmente ha preso il microfono in mano, ma per dire anche altro. Abbiamo scoperto che Jacob ha una sua volontà, che è quella di non farsi ridicolizzare dagli altri. Ecco, questo “salto di qualità” del suo personaggio è molto apprezzato perché ne dà una tridimensionalità che non può non giovargli. Ora Jacob ha anche degli obiettivi.

Sabato notte ci sarà la resa dei conti tra lui e il mostro Strowman. Una sfida tra colossi che fa venire l’acquolina, ancor di più se si pensa che è la prima volta in cui il figlio di Tonga Kid si trova da solo ad affrontare il nemico in un evento importante. Fino all’altro ieri il suo ruolo era da guardia spalla di Solo, da cui spesso ne veniva adombrato, in match a più uomini.  Oggi invece c’è una occasione per lui di risplendere in solitaria, davanti ad un avversario di tutto rispetto e che, mi auguro, possa battere. Non so quando la scissione dal suo mentore Sikoa possa avvenire, quantomeno non credo possa essere imminente. Jacob, come ha avuto modo di ribadire nel piccolo promo lanciato venerdì scorso, ha appena iniziato. C’è bisogno che il suo personaggio acquisti corpo e profondità, c’è bisogno di qualche vittoria blasonata e di vedere come, e quanto, il pubblico possa lasciarsi coinvolgere dalla sua causa. Ciò che ci contenta per ora è che il suo treno è stato appena inaugurato, e che la sua meta sia stata già stabilita. Tocca vedere quante fermate osserverà e se, considerata la concorrenza spietata, i tempi di “percorrenza” soddisferanno i passeggeri.

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