Rispetto al passato, gli ultimi promossi da NXT al main roster stanno davvero ben figurando, senza apparentemente subire il salto. Ho scritto settimana scorsa di Oba Femi che avrà un esame importantissimo a Wrestlemania contro Brock Lesnar, Trick Wiliams a Smackdown è più over di tanti face nonostante sia heel e potrebbe affrontare presto Sami Zayn, ma in questo editoriale vorrei concentrarmi invece su Je’Von Evans.
Dei tre è l’unico a non aver vinto il titolo principale di NXT, ma ciò non sembra davvero un problema. Credo che rispetto a Oba e Trick per lui sarà più difficile raggiungere il main event, ma nel resto della card può togliersi molte soddisfazioni e già sta iniziando a farlo. Inoltre, se mi passate un paragone calcistico, NXT è come giocare il campionato primavera: è un fase in cui più che i titoli è importante è che i talenti crescano bene. In questo Je’Von sta andando alla grande.
Poco più che ventenne, ha una stile che lo rende unico da subito agli occhi del pubblico. Quel “bouncy” non è solo una catchphrase. Davvero sembra rimbalzare per il ring mentre combatte, mostrando un repertorio di mosse diverso da tanti suoi colleghi. È giovane, rapido, acrobatico: lottatori del genere servono come il pane per svegliare il pubblico in un episodio di Raw da tre ore o anche per far partire i Premium Live Event con il piede giusto.
Ora lo stanno facendo interagire con Kofi Kingston, scelta a mio modo di vedere azzeccatissima. È vero (come hanno ripetuto gli stessi protagonisti) che i due si somiglino. Anche Kofi quando esordiva a NXT aveva un personaggio allegro e uno stile che catturava con semplicità il pubblico. Proprio dai suoi trascorsi Je’Von dovrebbe imparare delle lezioni: Kingston ha avuto un buon inizio, ma a un certo punto la sua carriera si è fermata. Era diventato un midcarder su cui non costruivano nessuna rivalità interessante, spesso costretto al job. Poi arrivò la svolta con il New Day che lo salvò.
Questo per dire che giustamente Evans sta raccogliendo le simpatie di tutti, ma non dovrà accontentarsi. Oggi rappresenta una novità, ma il pubblico è volitivo e se rimarrà solo il lottatore sorridente che rimbalza da una parte all’altra del ring allora non andrà lontano. Dovrà lavorare molto sui promo, perché per quanto appaia sciolto nel parlare, in realtà è ancora molto acerbo. La sua lingua corre veloce nelle interviste, ma si mangia le parole e sembra più sconclusionato di Matt Riddle quando si dedica alla sua passione preferita.
Ma adesso è presto per andargli a cercare difetti, soprattutto per la giovane età e per i margini di miglioramento che si spera riuscirà a colmare negli anni. Il feud contro il New Day è utilissimo per introdurlo ai fan che non lo seguivano a NXT senza volerlo mettere da subito sotto i riflettori. Trick e Oba sono più pronti per rivalità di livello alto, ciò non vuole dire che Je’Von non avrà successo, solo bisogna lasciargli modo di crescere. Il tempo è certamente dalla sua parte.








