Quando si parla di entry music nel wrestling, il nome che prima di tutti viene nominato dai fan di qualsiasi compagnia è quello di Jim Johnston, leggendario artista e autore delle entry music per i wrestler della WWE per tre decenni, dal 1985 al 2017. Il mai dimenticato compositore ha ammesso che le federazioni al giorno d’oggi secondo lui hanno tanti wrestler validi, ma che le federazioni stesse fatichino a renderle vere e proprie superstar.

In una rara apparizione a False Finish, Johnston ha dichiarato che secondo lui il wrestling odierno sarebbe diventato troppo generico, e che a suo dire le entry music attuali sarebbero una delle ragioni per cui non ci sarebbe al momento un nuovo Steve Austin o un nuovo The Rock a comandare l’industria. Johnston ha detto di non voler attaccare nessuna delle federazioni oppure accusarle di non avere wrestler validi, come detto. Ai suoi occhi, uno dei problemi sarebbe che troppi wrestler siano percepiti come interscambiabili a causa del contorno che hanno, che sarebbe troppo uguale per tutti.

“Io sentivo una grande responsabilità, come se una parte delle loro carriere fosse nelle mie mani. La musica oggi in WWE e in AEW, mi dispiace se sembro cattivo, ma è tutta troppo omogenea e mediocre, e non ha niente a che vedere con i personaggi. Non credo che non ci siano dei wrestler con un potenziale da grande star. Prima che Steve Austin diventasse Steve Austin, era The Ringmaster, e come questa c’erano tante altre storie simili. Per risollevarsi queste persone hanno bisogno della giusta storyline, del giusto costume e sicuramente della giusta musica.”

Jim ha poi spiegato cosa secondo lui debba significare una buona musica di entrata. A suo dire, una buona musica non deve solo essere catchy, ma deve anche comunicare ai fan in maniera chiara chi sta per fare il suo ingresso:

“Una delle cose che ho sempre voluto è che se magari qualcuno si trovasse in cucina a prendere una birra e sentisse il primo secondo della musica, subito capisse chi stesse per uscire fuori. Non bisognava aspettare che uscissero fuori sullo stage. La musica stessa dovrebbe dirti chi sia quella persona. Il lavoro della musica è questo, la musica è uno dei canali comunicativi più emozionanti che esistano e dovrebbe rinforzare il personaggio. Dovrebbe farti percepire chi sia quella persona ancora prima di vederla e se la musica non riesce a fare ciò. manca il suo obiettivo.”

“Le musiche di oggi sono tutte generiche, per me è solo rumore”

Johnston ha rincarato la dose in seguito: “Per me ormai è solo rumore e tutte le entry music sono generiche. Ai tempi era… potevi stare nell’altra stanza a preparare la cena, con la tv in lontananza e subito capivi chi stesse per entrare, potevi quasi seguire il programma dall’altra stanza. Adesso non credo proprio sia la stessa cosa. Per qualche motivo, la gente che comanda ha dimenticato quanto fosse importante la musica e il ruolo che aveva nel creare nuove stelle. E io credo che sia anche questo il motivo per cui WWE ed AEW non ne creano. Non ci sono nuovi Steve Austin o The Rock, perchè tutti sono intrappolati in questo strato di musica generica.”

Ha poi concordato con l’intervistatore che teorizzava che le federazioni starebbero facendo troppo affidamento su formule che già funzionano, impigrendosi. Ha anche fatto i complimenti a Vince McMahon per aver sempre voluto continuare a far evolvere il prodotto, anche quando lui stesso non credeva nella direzione creativa in corso.

Un’opinione sicuramente forte e in qualche caso anche divisiva, ma i fan sicuramente la apprezzeranno, dato che proviene dal leggendario compositore che tutti hanno ammirato per trent’anni.

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