Sono stato tra i più entusiasti nell’apprezzare il turn heel di John Cena ad Elimination Chamber. La sua faccia, quell’espressione glaciale che non ho mai visto fargli prima di allora, è riuscita a esaltare un momento che, di per sé, sarebbe divenuto iconico. Persino ciò che da molti è stato ritenuto un po’ eccessivo, ossia il ceffone rifilato da Travis Scott a Cody Rhodes che gli ha causato un grosso ematoma orbitale, l’ho ritenuto ben integrato con l’intero segmento, non fosse altro perché ha aggiunto ulteriore tragicità ad un turn che era già drammatico. Tuttavia, come questo cambiamento è stato raccontato dallo stesso John, e le giustificazioni addotte nelle settimane seguenti, mi hanno lasciato l’amaro in bocca; Paradossalmente Cena non doveva più di tanto sforzarsi di essere cattivo, perché per decenni è stato percepito come tale nonostante si proponesse di essere buono. Vuoi per la sua invincibilità, vuoi per la carenza di tecnica, vuoi per quella finta (così veniva intesa dai fan) umiltà scambiata per spocchia, Cena era mal sopportato da quasi il 50% dei fan di wrestling. Bastava battere quella strada, senza complicarsi la vita. Invece, questo Cena heel, si è presentato paranoico, piagnucolone, a tratti infantile. Insomma, il classico cattivo lamentoso e frignone che, almeno nel mio caso, più che aggiungere “pathos” alla storia, lo ha tolto. E lo ha tolto per una ragione semplice: Cena non è credibile come heel. Si percepisce che sta recitando una parte. Non perché non sia in grado, ma perché le motivazioni addotte sono risibili, e spesso illogiche.

Dunque, arrivavo al ME di Wrestlemania 41 speranzoso che i dubbi, in cui il personaggio Heel di Cena mi aveva lasciato, venissero dissipati. Che si spiegasse quanto The Rock abbia influito sulla sua decisione. E devo dire che il match è anche iniziato bene, col 16 volte campione mondiale in grado di interpretare molto bene il ruolo dell’antagonista sul ring. La lentezza del match, così tanto criticata, era, a mio avviso, in sintonia col personaggio. Cena che non corre a mille all’ora come vogliono i fan, e che con tutta la calma che possiede cerca di distruggere pezzo dopo pezzo il beniamino del pubblico. Questa ritmo blando doveva però, ad un certo punto, interrompersi, portando l’incontro ad una accelerata verso la fine. E questo per le ragioni più semplici: La progressione in una contesa, sia per dinamismo, sia per sforzo fisico degli atleti, crea l’effetto “climax”. Invece l’incontro ha proseguito su questa lentezza, e in questa lentezza si è concluso. Ma peggio ancora, si è concluso senza un vero finale. Ecco quale è stato il primo problema di questo Main Event: L’essere stato totalmente anticlimatico. Non noioso, sia chiaro, perché non ha mai annoiato. Quanto piuttosto incapace di “fiorire”, di esplodere in un turbinìo di emozioni, come un ME di una Wrestlemania dovrebbe fare. O come questa WWE ci ha abituati.

Tuttavia voglio essere oscurantista. Molti su internet hanno dichiarato che questa WM ha “fallito” perché era la prima senza Vince McMahon (anche la scorsa in effetti; ma l’ex Chairman ha potuto “gestire” il comparto creativo fino a qualche mese prima, lasciando quindi la sua impronta sulla numero 40). Non credo che questa edizione sia venuta fuori non all’altezza delle aspettative perché era la prima “ideata” da 0 da Triple H e Nick Khan. Anche Vince non era infallibile. In questi giorni circola in rete il documentario su WM IX, e su quanto il suo ME sia stato deludente. E al comando c’era Vince. Penso piuttosto che, se sulla carta l’idea di questa conclusione tra Cena e Rhodes poteva sembrare carina, all’atto pratico si è rivelata a dir poco sciagurata. Come dicevo è mancato il climax, è mancato The Rock (la cui assenza poteva essere trascurata se il finale fosse stato stupendo, ma che qui si associa come concausa al “fallimento), ed è mancato un vero finale che rispondesse alla logica e al buon senso. Il resto della card, tra alti e bassi, è stato discreto. Comunque pur sempre una Wrestlemania, a cui però manca un degno epilogo. L’unica cosa che potrebbe stupirci, e che ad onor del vero non escluderei a priori, è se si scoprisse che il modo in cui si è conclusa era volutamente sottotono. E cioè, che fosse in linea con quanto dichiarato da Cena in precedenza, ossia che lui ha un unica volontà per ora: Distruggere il Wrestling per come lo conosciamo oggi. E nel suo match si Wrestlemania, in parte, ci è anche riuscito. 

Aiutaci a portarti più wrestling

Bastano 5 secondi: scegli Zona Wrestling come fonte preferita su Google e seguici su Google News.

Scegli Zona Wrestling come fonte preferita Apre le preferenze Google · 1 click
Seguici su Google News Apre Google News in una nuova scheda

Gratis · Nessuna registrazione · Puoi annullare quando vuoi