Nel suo podcast Kliq This, Kevin Nash è tornato a parlare della WWE attuale, soffermandosi sul weekend di WrestleMania 42 con toni tutt’altro che entusiasti. Il fondatore dell’nWo ed ex WWF Champion ha ammesso di sentirsi distante dal prodotto, prima di lasciarsi andare a un giudizio piuttosto duro:
“Sono ormai molto distaccato dal prodotto e da tutto il resto. Per quanto mi riguarda, l’intero weekend — forse anche perché ero a corto di energie — mi è sembrato senz’anima.”
Il confronto tra l’era Vince McMahon e l’era TKO secondo Kevin Nash
Kevin Nash ha poi spostato il discorso sulla differenza, secondo lui, tra come Vince McMahon trattava le sue stelle storiche e l’attuale gestione targata TKO:
“Non sono né stupido né ingenuo. Capisco bene che alla fine il punto è che si tratta di un business. Da quando le redini non sono più nelle mani di Vince, al di là del fatto che lo si ami o lo si odi, dal punto di vista dei wrestler, se avevi un rapporto con Vince ed eri uno di quelli che macinavano numeri — uno Shawn Michaels, un Triple H, uno Steve Austin, un Undertaker — se eri uno che faceva quei numeri, avevi un rapporto d’oro.”
“The Adjustment Bureau”: l’attacco di Kevin Nash alla TKO
Il passaggio più tagliente è arrivato quando Nash ha spiegato come, a suo dire, la TKO non riservi più lo stesso trattamento ai grandi nomi del passato:
“Adesso non credo che loro [la TKO] vedano Steve e Undertaker nello stesso modo. Parlo della TKO, o come la chiamiamo ora, Adjustment Bureau: semplicemente non mostrano lo stesso apprezzamento. È un po’ come avere un Presidente che non ha mai messo piede in una zona di guerra. Proprio non ci arrivano.”
Il soprannome richiama il film del 2011 The Adjustment Bureau — uscito in Italia con il titolo I guardiani del destino — in cui una misteriosa organizzazione manipola dietro le quinte le vite delle persone, intervenendo per “aggiustarne” il destino secondo un piano prestabilito. Il riferimento di Kevin Nash dipinge TKO come un ente freddo e burocratico, che gestisce le sorti di wrestler e rivalità senza umanità








