Val Venis non si è limitato ad attaccare Nyla Rose nella sua recente intervista, ma ha preso di mira anche la All Elite Wrestling e il suo dirigente principale, Tony Khan, accusandoli di usare l’intrattenimento per promuovere quella che lui definisce “malvagità”.

Durante il programma The Monty and the Pharaoh Show, Venis ha accusato la AEW di utilizzare deliberatamente personaggi come Nyla Rose per manipolare il pubblico e spingerlo ad accettare, secondo lui, un’agenda sociale pericolosa:

“L’intrattenimento è sempre stato uno strumento per influenzare la cultura. Da dove nasce la cultura pop? Dall’industria dell’intrattenimento. Lo vediamo ovunque: nei brand di abbigliamento, nel modo in cui parliamo… certe cose prendono piede. Quando inizi a normalizzare qualcosa che è un vero disturbo mentale – la disforia di genere – e metti un uomo con un titolo femminile… non come gag comica alla Santino Marella, ma un uomo che lotta contro donne fingendosi donna… stai normalizzando, nella mente della gente, la transessualità. E quindi la disforia di genere. Tanto vale normalizzare il cancro… o la schizofrenia. Non ha senso.”

Val Venis accusa Tony Khan: “Stai facendo l’opera di Satana”

Quando gli è stato chiesto se Tony Khan, il capo della AEW, fosse complice nella diffusione di questo messaggio, Venis non ha esitato: (Domanda del conduttore) “In un certo senso, stanno assecondando e sostenendo tutto questo… è come se stessero facendo l’opera di Satana, sei d’accordo?”
Venis: “Sì… quando usiamo l’intrattenimento per promuovere qualcosa di malvagio come questo – cioè rinforzare un disturbo mentale in un’altra persona – è male puro.”

Venis ha anche respinto l’idea che la disforia di genere abbia cause genetiche o naturali, sostenendo invece che si tratti di qualcosa “programmato” dai media e dal sistema scolastico: “Non credo affatto che sia genetico. La mente è incredibilmente malleabile… la propaganda funziona soprattutto quando le persone non pensano più in modo critico. Viviamo in una società che non riflette più seriamente sulle questioni, si lascia trasportare dalle emozioni senza analizzare a fondo. Quando dicono che è genetica – per me sono sciocchezze. Non c’è nessuna prova. Lo dicono e basta. Ma ciò che è vero è che la disforia di genere è un disturbo mentale programmato. Può nascere da un mix di traumi e di condizionamento da parte dei media, dell’intrattenimento o del sistema educativo. In classe fanno leggere ai bambini libri iper-sessualizzati… quando dovremmo insegnare loro a comprendere ciò che leggono e a pensare in modo critico. Ma non lo si fa più.”

Le dichiarazioni di Venis hanno suscitato forti reazioni e riacceso il dibattito su come le federazioni di wrestling rappresentano i talenti transgender. Che si sia d’accordo o meno con lui, le sue parole hanno certamente fatto discutere.

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