Sports Illustrated ha reso noti i premi di fine anno riservati al wrestling. Ciò che balza all’occhio è la man bassa della AEW, che domina letteralmente le scelte, lasciando le briciole alla WWE. Non è l’unico media americano che riconosce il 2025 positivo della compagnia di Tony Khan: in tutte le classifiche uscite finora, la All Elite piazza suoi atleti nelle posizioni più alte.

Nelle ore subito successive all’uscita dei premi di Sports Illustrated, una serie di account sui social hanno iniziato a commentare le scelte lanciando l’accusa: Tony Khan ha comprato quei premi.

Vi ricorda qualcosa? La stessa accusa era stata rivolta in passato alla TNA, alla NJPW e più di recente alla stessa AEW. Alcuni fan (fan?) di wrestling non concepiscono che la WWE possa essere esclusa da premi ritenuti importanti. O meglio, non concepiscono che qualche altra compagnia possa aver costruito qualcosa di meglio.

L’assunto è che facendo ascolti migliori e organizzando eventi in arene più grandi, con tanto pubblico, tanto basti alla WWE per ottenere tutti i riconoscimenti esistenti. Assunto che esclude chiunque dietro si faccia il mazzo per offrire un prodotto rilevante, con sforzi enormi a fronte di una capacità economica e comunicativa inferiore.

Quindi, se è vero quello che dicono i fan (fan?), la WWE che vince quasi tutti i premi di Sports Illustrated del 2024, non li ha ottenuti per una effettiva qualità dimostrata ma semplicemente per il suo nome? Sarebbe riduttivo, no?

Allora chiedo: come sarebbe stato possibile premiar di più la WWE dopo la pessima annata che Triple H e i suoi hanno regalato? Eppure nel marasma, hanno piazzato comunque il miglior match (Iyo Sky vs Rhea Ripley vs Bianca Belair) e il miglior turn heel (Naomi). Premi opinabili, certamente, ma sui quali si può anche non si discutere.

Occorre che il fan di wrestling (se è fan di wrestling) esca dall’idolatria verso la WWE e inizi a valutare le alternative. Non per seguirle, non necessariamente. Ma col rispetto di chi si impegna per offrire al mercato del pro wrestling di qualità. Poi i gusti son gusti, ci mancherebbe. Ma un minimo di obiettività, nella vita, non guasterebbe.

Ah, no, Tony Khan e la AEW non comprano nessun premio. Potranno pure avere le groupie (vedi Dave Meltzer), ma non hanno necessità di comprare nulla. Hanno raggiunto una posizione per cui non conviene fare passi sconvenienti. È lo spettacolo a parlare bene o male di ciò che fanno. E questo 2025 è stato il migliore della loro piccola storia.

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Corey
Giornalista ed esperto di comunicazione, dal dicembre del 2007 è coordinatore e redattore di Zona Wrestling. Autore di rubriche di successo come il Pick The Speak, Wrestling Superstars, The Corey Side, Giro d'Italia tra le fed italiane, Uno sguardo in Italia, Coppa dei Campioni, Indy City Beatdown e tante altre. Il primo giornalista in Italia ad aver parlato diffusamente di TNA ed AEW su un sito italiano di wrestling, e ad aver creato un podcast dedicato alla AEW e alla WWE.