Tra 20 anni probabilmente saremo qui a discutere sui wrestler che hanno lasciato una traccia indelebile nel wrestling. In un ipotetico gruppo includeremo certamente due nomi: Okada e Kenny Omega.

La AEW sta provando a lasciare un segno di quella traccia. La nuova cintura, Unified Heavyweight, una sorta di altro titolo mondiale, sul quale eventualmente la compagnia poggerà le faide per tutti quei wrestler che girano attorno al main event. Come fosse il vecchio titolo Us della WCW oppure l’Intercontinental della WWF, che avevano un peso importante per l’economia degli show. Facendo scivolare il TNT Championship magari verso le nuove leve del roster, spesso costrette a feud infiniti in continui match Trios. Il regno di Daniel Garcia ha dato una linea discreta da seguire, provando anche a rilanciare wrestler che nel frattempo si erano persi (come Adam Cole).

Lo Unified vuole rappresentare la legacy di Okada e Omega. Sia nelle placche della cintura, dove ci sono i loro simboli. Sia nel match di All In, che si spera rimanga un unicum. Non superiore agli incontri in NJPW. Non dobbiamo pensare che questi due fenomeni possiamo replicare la loro trilogia. Sarebbe stupido anche solo pensare. Ma sarà sicuramente sicuramente un match segnante, a suo modo, di un’epoca.

Okada e Omega sono l’esempio perfetto di talento che nel tempo ha ottenuto tutto il successo che avrebbe meritato. In maniera certamente diversa: il giapponese era predestinato, è stato spinto contro tutto e contro tutti, venendo ricompensato con ostinata volontà dalla NJPW. Ha risposto con ottimi e buonissimi match, talvolta stancando. Per questo ha deciso di rimettersi in gioco in America, partendo dal basso, ritrovandosi a reimparare cosa voglia dire stare su un ring di wrestling. Ma con regole totalmente differenti.

Omega ha fatto il giro del mondo. È letteralmente uno dei Goat indiscussi degli ultimi 20 anni. Ha dovuto cambiare stile, ha continuato a macinare incontri di alto livello, ha imposto una strada sulla quale sono corsi in tantissimi (anche in WWE) con tanti e diversi risultati.

Hanno cominciato in maniera grottesca il feud. Esagerata. Evitabile, certamente. Soprattutto per il ritorno di Don Callis, in modo da sopperire ai limiti linguistici di Okada. Potevano giocarsela in altro modo. Spero correggano il tiro. Non hanno bisogno di mettere più pepe a un incontro che ha al suo interno tutte le motivazioni di una sfida.

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Corey
Giornalista ed esperto di comunicazione, dal dicembre del 2007 è coordinatore e redattore di Zona Wrestling. Autore di rubriche di successo come il Pick The Speak, Wrestling Superstars, The Corey Side, Giro d'Italia tra le fed italiane, Uno sguardo in Italia, Coppa dei Campioni, Indy City Beatdown e tante altre. Il primo giornalista in Italia ad aver parlato diffusamente di TNA ed AEW su un sito italiano di wrestling, e ad aver creato un podcast dedicato alla AEW e alla WWE.