La Lucha Forever Wrestling chiude i battenti. Lo ha fatto quest’oggi con un comunicato stampa dove i promoter hanno spiegato le ragioni di questo stop e ringraziato i fan, lo staff e i talenti che han lavorato per loro.

Molti si stavano chiedendo cosa avrebbe fatto la Lucha Forever nel 2018 dopo aver portato in giro per l’Inghilterra una serie di show dall’ottimo rilievo. Hanno fatto rumore la vittoria del titolo assoluto di Travis Banks, il passaggio del titolo di coppia della CZW in mano ai CCK (Chris Brookes e Kid Lykos), la messa in scena del super match tra Pete Dunne e Naomichi Marufuji, e la presenza di star indy come Matt Riddle, Keith Lee, Sabu, David Starr, e gli Scarlet & Graves (Dezmond Xavier e Zachary Wentz).

I dirigenti hanno confermato che dal mese di dicembre del 2017, la Lucha Forever non è più una compagnia di wrestling. Il motivo pare essere l’insostenibilità economica del progetto, che avrebbe cominciato a correre prima che sapesse camminare. Facendo il passo più lungo della gamba, i promoter si sono trovati in difficoltà. Inoltre Ryan Smile, wrestler e fondatore della compagnia, non ha più intenzione di porre a sostegno della compagnia tutta la sua energia mentale fisica e finanziaria, per dare più peso alla sua carriera come wrestler.

Se qualunque fan o società collegata alla Lucha Forever volesse, sono pronti a restituire i soldi spesi in questi sette mesi. Verranno confermati gli show già annunciati per il 2018, ma il sistema on demand rimarrà attivo fino a marzo per poi sparire del tutto. Stessa sorte per la pagina facebook e il sito ufficiale (chiudono a gennaio) e per l’account twitter (chiuderà dopo diversi Q&A già organizzati per le prossime settimane).

VIALuchaForever & ZonaWrestling.net
FONTELuchaForever & ZonaWrestling.net
Corey
Dal 2006 redattore di Zona Wrestling e autore di rubriche come il Pick The Speak, Wrestling Superstars, The Corey Side, Giro d'Italia tra le fed italiane, Uno sguardo in Italia, Coppa dei Campioni, Indy City Beatdown e tante altre. Studioso del wrestling in tutte le sue sfaccettature, col tempo ha voluto perdere la definizione di "Marco Travaglio del wrestling web".