Devo dire che non appena ho scoperto che Pat fosse l’uomo misterioso dietro le strane chiamate di Randy Orton, mi è venuto naturale storcere il naso. Non ero tra chi credeva ad un miracoloso ritorno di Vinnie Mac a sostegno del legend killer (perché poi ? Boh), ma certamente pensavo ad un turn inaspettato di qualche Face ora in pianta stabile nel roster. Al massimo, volendo sfruttare a dovere le meningi, al grande avvento di The Rock in WWE, che con Cody ha una storia aperta da due anni e che credo, a sto punto, non si chiuderà più. Di sicuro non immaginavo Pat McAfee, e di certo non in una nuova veste da cattivo. Il suo arrivo inaspettato a Smackdown e il low blow a Cody, con annesso promo dove diceva di voler salvare il business dalla malattia Rhodes e da chi, ai piani alti, lo supporta, è stata una scena imprevista, e forse un tantino di cattivo gusto.


L’alleanza tra Pat e Orton non ha molto senso, non affonda le radici in un passato storico e nè sembra rispondere a criteri di logicità, considerato che l’ex giocatore di football, quando era al commento, si è sempre contraddistinto per essere uno strenuo sostenitore dell’American Nightmare. Mi sono comunque dato del tempo prima di esprimere un giudizio, fosse esso negativo o positivo; Ora, vedendo come si evolve la loro storia e, ancor più importante, il suo nuovo personaggio da manager cattivo, devo ammettere che Pat sembra esserci nato nel personaggio. Ha la faccia tosta da sbruffone, da chi vorresti vedere preso a calci dal beniamino di turno, e i suoi segmenti al microfono non possono essere certo definiti monotoni o poco originali. Anzi, mi spingo persino oltre: Da cattivo Pat rende molto di più che da buono. Questo risvolto mi ha sorpreso, forse anche più della scoperta di essere lui il nuovo alleato di Randy. E ammetto che questo può sicuramente aggiungere a questa faida in corso, soprattutto considerata la scarsa attrazione che aveva generato prima.

Purtroppo non tutte le ciambelle vengono col buco e, proprio quando le sorti di questa rivalità sembravano risollevarsi per l’egregio lavoro di MaCafee, ecco che la WWE fa del sabotaggio a se stessa opponendo a quest’ultimo Jelly Roll. I fan sono insorti, e a ragion veduta; Jelly è un cantante con all’attivo 3 incontri in WWE, di certo non sensazionali. Abbiamo apprezzato lo sforzo compiuto, e infatti gli sono stai tributati grandi onori alla fine delle sue prestazioni. Tuttavia, da questo all’essere una principale attrazione per Wrestlemania 42, paventando uno scontro tra i due non-wrestler, ci passa un oceano. E infatti il WWE universe ha ricoperto di dislike il loro diverbio a Smackdown, dimostrando che a tutto c’è un limite. E che ci sono vari gradi di apprezzamento di un personaggio, e che una benevolenza iniziale non significa necessariamente che possa essere proposto come uno degli uomini di punta in un PLE tanto importante come WM. E la cosa che stranisce di più è che tale criterio viene applicato meticolosamente per i wrestler, ma non per chi non è addetto ai lavori, dimostrando che la WWE è molto più severa con i “suoi” figli rispetto che con i figli degli altri.

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