Il 16 agosto si è conclusa la 25esima edizione del G1 Climax, il più importante torneo della New Japan Pro-Wrestling e probabilmente dell'intera scena internazionale del pro-wrestling. In totale si è assistito a 19 show spalmati su 27 giorni, un vero record assoluto per la competizione, nonostante quest'anno sia diminuito lievemente il numero di partecipanti, 20 contro i 22 dell'edizione 2014.

Una dimostrazione di “forza” da parte della NJPW nei confronti delle concorrenti in terra nipponica, ma non solo. Le tre date finali sono andate in scena al Ryogoku Kokugikan di Tokyo, un'arena diventata estremamente ostica per le federazioni locali, tanto che quest'anno fino ad ora nessuna delle altre importanti sigle, dalla All Japan Pro-Wrestling alla WRESTLE-1, c'hanno organizzato eventi. Ogni anno la storica struttura di Tokyo, considerata il tempio del sumo, viene visitata dalla WWE per due show consecutivi, come accaduto ad esempio ad inizio luglio, e la NJPW ha voluto farne uno in più. Decisamente simbolica come scelta.

La vittoria del G1 Climax 25 è andata ad Hiroshi Tanahashi, al suo secondo successo dopo quello del 2007, uscito trionfante dallo scontro con Shinsuke Nakamura, lui purtroppo alla seconda finale persa consecutivamente dopo quella dello scorso anno contro Kazuchika Okada.  Tanahashi contro Nakamura è stata la sfida che negli ultimi 10 anni è stata replicata la bellezza di 17 volte, l'eterna lotta tra i due volti della federazione. Da una parte il top face Hiroshi, un wrestler che ha praticamente macinato record su record per quanto riguarda il titolo IWGP Heavyweight: suo il maggior numero di regni, 7 contro i 6 di Tatsumi Fujinami, primato che sembrava inviolabile, e il numero di difese titolo vittoriose, 11 racimolate tra il 2011 e il 2012. Dall'altra parte del ring il top heel (per gli standard nipponici) Shinsuke, il “super rookie” della precedente decade, il più giovane campione IWGP Heavyweight della storia, un lottatore che nei suoi 13 anni di carriera ha vinto tutto quello che poteva vincere in NJPW sia dal punto di vista delle cinture che dei tornei. Il G1 Climax ha quindi avuto probabilmente la finale più “logica” che si potesse avere, lo scontro per eccellenza tra le icone della NJPW attuale, con buona pace di chi si aspettava una finale inedita, come sarebbe potuta essere AJ Styles contro Nakamura, o qualche inaspettato vincitore. Questi sono i limiti di un torneo che ormai dall'edizione 2012 è diventato l'anticamera di “WRESTLE KINGDOM”, il maxi-show del 4 gennaio al Tokyo Dome, considerato come l'equivalente nipponico di “WrestleMania”.

La NJPW sta attraversando sicuramente una stagione di successo, fatta di dominio assoluto sul mercato locale e di fama internazionale. La gestione da parte della Bushiroad, società leader nel campo dei giochi di carte collezionabili, ha reso la sigla del leone una società solida e competitiva a livello mondiale. Questa impostazione, estremamente rigorosa ed imprenditoriale, ha spinto la NJPW a cercare il massimo dei risultati con il minimo dello sforzo. La NJPW attuale manda in scena molti rematch, a volte anche in modo esagerato ma sempre di ottima fattura, punta su un numero ristretto di lottatori “sicuri”, perché intende dare una certa sicurezza allo spettatore ma anche soprattutto agli sponsor. Siamo lontani anni luce da certe gestioni spericolate, spesso guidate da lottatori, che per quanto più varie ed emozionanti, inutile negarlo, hanno portato a crack di vario genere e fallimenti. Volendo rimanere in casa NJPW, come non ricordare la gestione di Antonio Inoki, suo fondatore, che dal 1972 al 2006 ha fatto alternare alla sua federazione fasi di massimo splendore a momenti di assoluta decadenza, dettati da alcune decisioni scriteriate e da spese folli.

In questa era di NJPW con la “testa sulle spalle”, e dalle finanze sane, anche il G1 Climax ha subito una “mutazione”: già il fatto di essere diventato come detto uno step obbligatorio per decidere il match più importante dello show più commercialmente significativo, lo ha reso meno imprevedibile che in passato. Prima c'erano meno partecipanti, alcuni di essi erano spesso ospiti importanti, pensiamo ad esempio a Ric Flair nel 1995, e nella brevità della manifestazione capitava di assistere a risultati inaspettati, come campioni in carica che incappavano in sconfitte impensabili, o giovani stelle che contro ogni pronostico vincevano il trofeo. La title shot al titolo IWGP Heavyweight veniva incassata a settembre o massimo ad ottobre, quindi capitava spesso che autori di clamorosi exploit tornassero con le pive nel sacco contro il massimo campione. Il cambiamento di queste ultime edizioni ha visto aumentare enormemente il numero di partecipanti, scelti però solo tra i lottatori del roster e i freelance stabili. Nessun grosso nome esterno, spese contenute quindi, e l'alta probabilità di ottenere match capaci di conquistare la critica; la finale di quest'anno ad esempio vincerà quasi sicuramente il premio di “Match dell'anno” assegnato dal giornale Tokyo Sports. Il risultato finale è una conferma delle gerarchie interne alla federazione: nelle prime posizioni ci sono i main eventer affermati, quelli per i quali la gente paga i biglietti di “WRESTLE KINGDOM”, e poi tutti gli altri dagli upper carder fino ai jobber più famosi.

La NJPW non intende “rischiare” nulla, nemmeno un nome sbagliato. Nel 2013 la vittoria di Tetsuya Naito portò ad un clamoroso caso di bocciatura da parte del pubblico. Non è chiaro per quale motivo, forse lo scarso appeal registrato dal vincitore, la federazione a più o meno di un mese da “WRESTLE KINGDOM” decise di chiedere agli spettatori tramite votazione online quale match sarebbe dovuto essere il main event dello show al Tokyo Dome: Okada vs. Naito per il titolo IWGP Heavyweight o Nakamura vs. Tanahashi per il titolo IWGP Intercontinental. Il risultato fu spiazzante, la gente preferì vedere il match per il titolo “minore” tra le due stelle piuttosto che quello per la cintura massima tra i due giovani talenti. Una bocciatura che sicuramente la NJPW vorrà evitare per gli anni a venire.

Quello che si prospetta quindi è il copione già visto negli scorsi anni, con il vincitore del G1 Climax che dovrà difendere il suo diritto di essere a “WRESTLE KINGDOM” (contratto che abbiamo visto inserire in una valigetta d'acciaio in pieno stile WWE “Money in the Bank”), e il campione IWGP Heavyweight fare la stessa cosa con la sua cintura. Due percorsi gemelli, che vedono entrambi affrontare chi li ha battuti nel corso del torneo, quindi una serie di rivincite delle sconfitte subite durante il G1 Climax. Lo scorso anno l'imprevisto si materializzò con la vittoria di Hiroshi Tanahashi ai danni di AJ Styles, con conseguente conquista del titolo IWGP Heavyweight, evento che sorprese un po' tutti, visto che ci si aspettava la rivincita di Kazuchika Okada sull'americano che qualche mese prima aveva posto fine al suo secondo lungo regno da campione dei massimi.
Infine interessante déjàvu sulla tratta “G1 Climax-WRESTLE KINGDOM”: chi ha vinto il torneo non ha mai vinto il titolo nel big event. Sarà così anche quest'anno? Quali sono gli ostacoli all'ennesimo Okada vs. Tanahashi per il titolo IWGP Heavyweight? Un'analisi della classifica dei due gironi può forse farci comprendere cosa potrebbe accadere da qui fino a gennaio. Le classifiche dei gironi (con i punti tra parentesi) sono in ordine inverso, si parte dell'ultimo classificato e si arriva al primo.

Gruppo A
10. Doc Gallows [6]
L'ex-WWE e TNA ha partecipato al torneo essenzialmente da comparsa, nonostante tutto le sue vittorie su Katsuyori Shibata e Tetsuya Naito hanno influito non poco sulla classifica finale. Considerando che è l'attuale campione IWGP Tag Team con Karl Anderson, e che al momento non si scorgono altri team capaci di detronizzarli, bisognerà aspettare la World Tag League (il torneo annuale di coppia) per sapere cosa farà a “WRESTLE KINGDOM 10”.

09. Hiroyoshi Tenzan [6]
Il campione NWA World Heavyweight in carica esce un po' con le ossa rotte da questo torneo, al pari dei suoi compagni generazionali Satoshi Kojima e Yuji Nagata nel gruppo B. Anche lui come Gallows ha inciso comunque sull'andamento del torneo sconfiggendo sia Shibata che Naito. A meno di un exploit durante la World Tag League con Kojima, Tenzan il 4 gennaio sarà nell'opening o addirittura in un dark match.

08. Toru Yano [8]
Il biondo si conferma il “troll” per eccellenza della NJPW. Tra vittorie scorrette e fortuite porta a casa un tesoretto di 8 punti, ma soprattutto la vittoria più rapida del torneo: 50 secondi per beffare Kota Ibushi con una Cradle. Anche per lui si prospetta un 4 gennaio nei match di apertura.

07. Togi Makabe [8]
G1 Climax chiaroscuro per il campione NEVER Openweight, il titolo di terza fascia della NJPW. Escluso l'acuto della vittoria su Naito, possiamo dire che ha perso contro i “forti” e vinto contro i “deboli”. Guardando la lista delle sconfitte, Bad Luck Fale e Kota Ibushi saranno quelli che probabilmente lo insidieranno in questi mesi per vincere la sua cintura, visto che gli altri, e parliamo di Tanahashi, AJ Styles e Shibata saranno impegnati in faccende più importanti.

06. Katsuyori Shibata [8]
Ecco quello che per molti è stato una delusione del torneo. Shibata ha perso contro i pezzi grossi del girone, e si è fatto affossare definitivamente dalle sconfitte contro gli ultimi classificati Yano, Tenzan e Gallows. La vittoria su Tetsuya Naito, ed altre scaramucce viste durante gli show, ci fanno capire che i due in un modo o nell'altro saranno nemici per i prossimi mesi, quindi anche a “WRESTLE KINGDOM 10”.

05. Kota Ibushi [8]
Kota Ibushi a marzo ha vinto la New Japan Cup, il torneo ad eliminazione diretta della federazione. In pochi si sarebbero aspettati un secondo torneo in così breve tempo, ma neanche di vederlo uscire così presto dalla corsa per la finale. Nonostante tutto Kota ha portato a casa un risultato importantissimo come la vittoria su AJ Styles, rivincita del match IWGP Heavyweight dello scorso aprile. Se il suo rapporto con la NJPW continuerà, ricordiamo che è in comproprietà con la DDT Pro-Wrestling, la cintura NEVER Openweight sembra essere l'obiettivo più alla sua portata.

04. Bad Luck Fale [10]
L'oggetto volante non identificato per eccellenza che solca i cieli della NJPW. L'ex-cavalcatura di Prince Devitt (era solito portarlo sul ring in spalle ai primordi del BULLETT CLUB) conferma di essere uno dei “big man” più quotati tra i “made in NJPW” (per chi non lo sapesse è un prodotto del dojo). Il Kevin Nash di Tonga ha attenuto un risultato importantissimo, sconfiggere Hiroshi Tanahashi, ma è inciampato in una sconfitta per ring out contro Yano, risultato che lo ha estromesso dalla corsa per la finale. Il suo ruolo adesso è quello di disturbatore della corsa di Hiroshi al titolo IWGP Heavyweight, ma sinceramente Fale nel main event di “WRESTLE KINGDOM 10” è un'eventualità abbastanza remota per non dire impossibile. Il 4 gennaio molto più probabilmente lotterà qualche match multiplo al fianco dei suoi compagni del BULLET CLUB.

03. Tetsuya Naito [10]
Tetsuya Naito ha fatto un grande G1 Climax, lo affermo senza nessun timore. È lui il wrestler che più di tutti gli altri è uscito da questo torneo con uno status nettamente superiore rispetto all'inizio. Naito è un atleta abbastanza sottovalutato, nonostante la grande esperienza internazionale e le doti tecniche. Quello che gli è sempre mancato è stato il giusto appeal con il pubblico, il fatto che adesso sia diventato un heel, un rappresentante della stable CMLL Los Ingobernables, forse è la giusta via per il successo definitivo. Naito ha battuto Tanahashi e Styles, sembrava lanciatissimo verso la finale ma lo sprint è stato frenato da due sconfitte, come già scritto, contro Gallows e Tenzan. I prossimi mesi lo vedranno ancora in Messico, dove probabilmente si prenderà qualche soddisfazione importante, in NJPW il suo avversario predestinato come detto sembra essere Shibata, ma sicuramente ci sarà anche lui sulla strada di Tanahashi. Volendo escludere la vittoria su Hiroshi, e il relativo main event, il destino di Naito a “WRESTLE KINGDOM 10” è il più incerto di tutti, potrebbe essere un protagonista o un comparsa. 

02. AJ Styles [12]
AJ Styles ha tutte le carte in regola per diventare uno dei più grandi “gaijin” della storia della NJPW. Nessuno straniero ha mai vinto il massimo torneo della NJPW, eppure da queste parti ne sono passati di nomi importanti. In molti speravano che il primo fosse proprio lui, il “non-leader” del BULLET CLUB. Styles si è presentato a questo torneo dopo il suo secondo regno da campione IWGP Heavyweight, un regno non proprio esaltante, ma non a causa sua. Ricordiamo infatti che tra la prima difesa e la seconda, quella persa contro Okada, sono passati la bellezza di 3 mesi, un vero record per i tempi d'attesa. La vittoria non c'è stata, anzi non c'è stata neanche la finale, questo a causa della sconfitta contro Tanahashi all'ultima giornata. Styles comunque si è rifatto immediatamente, schienando durante l'ultimo show Kazuchika Okada nel corso di un 3 vs. 3. Il gesto dell'americano di prendere la cintura dello sconfitto nipponico non lascia dubbi, sarà forse lui il maggiore ostacolo del campione IWGP Heavyweight sull strada del 4 gennaio? Ecco, gli ingredienti ci sono tutti: Styles che batte Okada, riconquista il titolo dei pesi massimi e va ad affrontare Tanahashi, quello che lo scorso anno togliendogli la cintura gli ha negato il main event di “WRESTLE KINGDOM 9”. Uno scenario assolutamente da non escludere a priori.

01. Hiroshi Tanahashi [14]
Sul vincitore del G1 Climax 25 ho già detto quello che c'era da dire. Hiroshi Tanahashi con questo risultato ha di fatto ribaltato un 2015 che sembrava essere destinato alla sordina. Dopo la vittoria del 4 gennaio contro Okada, lo abbiamo visto perdere la cintura IWGP Heavyweight contro AJ Styles e poi sprofondare in rapide sconfitte contro Toru Yano. Tutto questo è stato cancellato in meno di 1 mese, un cammino che lo ha portato alla vittoria, sporcato solamente dalle già citate debacle contro Naito e Fale. Senza voler esagerare, il binomio “Tanahashi-WRESTLE KINGDOM” sembra indissolubile quindi, a meno di clamorosi risultati, il 4 gennaio sarà ancora lì nel main event per il sesto anno consecutivo.

Gruppo B:

10. Tomoaki Honma [2]
La sconfitta fa ormai parte della gimmick di Tomoaki Honma. Il 12 agosto 2015 è una data storica, Honma battendo Tomohiro Ishii ha vinto il suo primo match nel G1 Climax, dopo aver raccolto 17 sconfitte tra l'edizione 2014 e 2015. Il suo record parla di 1 vittoria contro 18 sconfitte, visto che ha perso anche l'ultimo incontro del girone. Numeri che assolutamente non rendono giustizia ad un wrestler tecnicamente preparato come Honma, che si consola però con la stima e l'affetto del pubblico.

09. Yujiro Takahashi [6]
L'unico giapponese del BULLET CLUB fa il suo dovere… ovvero quello di arrivare sul ring accompagnato dall'avvenente Mao.
Perde contro tutti i più quotati del girone, vince solo sulla “nobiltà decaduta” di Nagata e Kojima e sul povero Honma. Salvo miracoli, il suo ruolo nei prossimi mesi sarà il solito: capo della minutaglia della sua stable.

08. Satoshi Kojima [6]
Satoshi Kojima 10 anni fa scriveva la storia del pro-wrestling diventando il primo atleta a detenere contemporaneamente il titolo IWGP Heavyweight della NJPW e la Triple Crown della AJPW. Satoshi Kojima 5 anni fa ritornava in NJPW vincendo il G1 Climax e mettendo poi le mani sul titolo dei pesi massimi… sembra passata un'era geologica da quei risultati. Moto d'orgoglio finale con la vittoria che nega a Karl Anderson il passaggio del turno, ma per il resto nulla di eclatante, anche la sconfitta contro l'altro “vecchietto” del girone Yuji Nagata. A meno di un exploit durante la World Tag League con Tenzan, il 4 gennaio sarà nell'opening o addirittura in un dark match.

07. Yuji Nagata [6]
Yuji Nagata è l'emblema, il simbolo della sfortunata “3rd Generation” della NJPW. Quei lottatori che hanno debuttato intorno alla metà degli anni '90 del secolo scorso, che si sono ritrovati schiacciati dalla generazione precedente, quella di Masahiro Chono, Keiji Mutoh e Shinya Hashimoto, e poi quando sembrava essere arrivato il loro momento sono stati rottamati anzitempo dalle nuove leve degli anni 2000, Shinsuke Nakamura e Hiroshi Tanahashi. Nessun sussulto per lui, sconfitte anche contro Yujiro e Michael Elgin, l'ultimo arrivato del torneo, si consola anche lui con un moto d'orgoglio all'ultima giornata: vittoria sul campione IWGP Intercontinental Hirooki Goto. Un vero peccato, Nagata resta comunque uno dei wrestler più in forma della NJPW, difficilmente però lo immagino alla caccia del titolo intercontinentale, molto più probabilmente ritornerà in NOAH, federazione che ormai da tempo ospita lottatori considerati poco interessanti dalla sigla del leone.

06. Michael Elgin [8]
L'unico ospite speciale del torneo. Il canadese della RoH ha convinto con le sue prestazioni, ma soprattutto ha conquistato il pubblico nipponico (che come sappiamo ha un debole per i forzuti calvi e barbuti). Al di là dei risultati, Elgin non ha sfigurato contro i “mostri sacri” della NJPW, e considerando che i rapporti con la sigla nordamericana sono sempre più stretti, lo vedremo altre volte in Giappone.

05. Tomohiro Ishii [10]
C'era una volta Tomohiro Ishii, il “cult wrestler” della NJPW. Un solido atleta che nonostante i risultati non sempre positivi aveva dalla sua una schiera di fan e ammiratori. Poi ha iniziato a vincere, e nonostante sia essenzialmente lo stesso, non genera più l'attenzione di prima. Misteri del pro-wrestling. Ishii non ha vinto contro nessuno dei pezzi grossi del girone, fatta eccezione per Karl Anderson. Forse la vittoria sul pelato campione IWGP Tag Team potrebbe essere un buon inizio per puntare ai titoli di coppia, sempre se Shinsuke Nakamura non avrà di meglio da fare.

04. Hirooki Goto [12]
Gusti estremamente personali, ma in NJPW dopo Nakamura e Tanahashi c'è lui, Hirooki Goto. Parliamo di un wrestler che ha vinto quasi tutto quello che un peso massimo può vincere tra titoli e tornei, tranne il titolo IWGP Heavyweight. Premettendo che ci sono stati altri grandi nella storia della NJPW che non hanno vinto la cintura dei massimi, o che lo hanno fatto una sola volta (Masahiro Chono su tutti), questo è sicuramente un cruccio non da poco nella sua carriera. Goto, campione IWGP Intercontinental in carica, nel corso del G1 Climax ha inflitto la sconfitta a Kazuchika Okada, detentore della cintura IWGP Heavyweight, nell'attesissimo scontro tra i campioni IWGP. Un risultato importante, soprattutto perché negli ultimi mesi Goto ha più volte espresso il desiderio di voler unificare le due cinture, visto che nei fatti sono ormai di pari valore, per dare alla NJPW un indiscusso campione assoluto. Il suo sogno potrebbe realizzarsi, visto che è stato lui il primo a battere Okada nel torneo, ed arrivare addirittura a “WRESTLE KINGDOM 10” come bi-campione. Fantascienza? Probabilmente. Goto non è però solo un “inseguitore” di titoli, è anche un inseguito, visto che ha perso contro Anderson, Nagata ma soprattutto Nakamura, gente che adesso può ambire alla sua cintura e potrebbe mandare all'aria i suoi sogni “unificanti”. Shinsuke soprattutto ha spesso dimostrato di essere molto attaccato all'alloro intercontinentale, quindi quasi sicuramente proverà a riprenderselo.

03. Karl Anderson [12]
Il leader in pectore del BULLET CLUB ha messo a segno due risultati importanti: le vittorie su Nakamura e Goto. Karl Anderson è però caduto all'ultima giornata contro Satoshi Kojima, perdendo così il treno per la finale. Credo che ogni discorso sui titoli in singolo sia superfluo da fare, Anderson per quanto sia la guida della stable di “gaijin” è chiaramente non interessato alle cinture che non siano quelle di coppia, categoria della quale è campione con Doc Gallows, lasciando alla “superstar” AJ Styles il compito di vincere l'alloro Heavyweight. Anderson starà quindi già pensando alla World Tag League, torneo che dal 2009 al 2014 lo ha visto arrivare in finale per cinque volte, tre delle quali vinte con altrettanti tag partner differenti. Un vero maestro del wrestling di coppia, e sicuramente a “WRESTLE KINGDOM 10” sarà lì per difendere le sue cinture IWGP Tag.

02. Kazuchika Okada [14]
La croce e la delizia di tutti gli appassionati della NJPW. Kazuchika Okada è uno di quei wrestler che dividono, c'è chi lo ama e chi lo odia, ma nessuno può negare che stia segnando un'epoca. Dal 2012, anno del suo ritorno dall'incolore esperienza in TNA, il Rainmaker ha vinto tre titoli IWGP Heavyweight, due G1 Climax e una New Japan Cup. Il Tokyo Sports lo ha inoltre nominato per due anni consecutivi “Wrestler dell'anno”, ed era dal 1987 che il giornale non conferiva per due anni consecutivi il premio allo stesso lottatore. Per quanto le sue doti sul ring siano evidenti, sia dal punto di vista atletico che fisico, non si può negare assolutamente che dal punto di vista del carisma pecchi terribilmente. Al suo posto parla quasi sempre Gedo, che sembra vestire i panni della classica figura del manager traduttore che accompagna il wrestler silente… peccato che stiamo parlando di un lottatore giapponese in Giappone. Lo scorso 4 gennaio Okada abbandonava il ring del Tokyo Dome in lacrime, in seguito alla sconfitta subita contro Hiroshi Tanahashi nel main event di “WRESTLE KINGDOM 9”. Era solo l'inizio, a quella sconfitta ne seguirono altre contro Bad Luck Fale, compresa una cocente eliminazione al primo round della New Japan Cup. Sembrava essere la prima flessione nella carriera di Kazuchika, ma così non è stato, visto che dopo aver battuto Fale è ritornato a competere per il titolo IWGP Heavyweight detenuto da AJ Styles. L'incontro si è fatto attendere 3 mesi, nel corso dei quali Okada è stato al centro di un'operazione simpatia che lo ha visto affiancato addirittura a Maria Kanellis, amatissima dal pubblico giapponese. Okada è quindi arrivato al G1 Climax da campione IWGP Heavyweight in carica, ma con la responsabilità di doverlo dimostrare. Diciamo che i risultati lo hanno dimostrato, forse anche troppo, visto che spesso con Okada sembra di assistere al solito super-campione che vince nonostante tutto. Le sconfitte contro Nakamura, che gli ha negato la finale, contro Goto e contro AJ Styles in un 3 vs. 3, gli hanno lasciato in eredità un cammino verso il Tokyo Dome abbastanza difficoltoso. Se Tanahashi sembra già lì ad attendere il suo avversario, Okada sta sul filo di lana.

 

01. Shinsuke Nakamura [14]
Shinsuke Nakamura ha fatto di tutto in questo G1 Climax. Ha trovato il tempo di infortunarsi ad un gomito, perdere contro Michael Elgin per forfait, ritornare e prendersi la rivincita su Hirooki Goto per il titolo IWGP Intercontinental perso, e su Kazuchika Okada, che lo scorso anno lo ha battuto in finale. A questo capolavoro dell'esteta annoiato del Boma Ye è mancata solamente la vittoria finale su Hiroshi Tanahashi, dopo un match lunghissimo e combattutissimo. Un vero peccato. Adesso è lecito pensare che Shinsuke voglia rifarsi, puntare magari a quel titolo IWGP Heavyweight che non vince ormai da troppo tempo. O forse proverà a conquistare per la quinta volta il titolo IWGP Intercontinental? Di certo immaginare “WRESTLE KINGDOM 10” con un Tanahashi vs. Nakamura nel main event, come già accaduto nella seconda ed ottava edizione ed ancora prima a “WRESTLING WORLD 2005” (vecchio nome degli show NJPW al Tokyo Dome), non è poi così distante dalla realtà.

Tirando le somme, se per molti questo G1 Climax non è stato nulla di nuovo sotto il sole, non è però automatico pensare che il cammino verso “WRESTLE KINGDOM 10” sia scontato. Se da una parte la presenza di Hiroshi Tanahashi sembra ormai decisa, Tetsuya Naito e Bad Luck Fale non dovrebbero essere due ostacoli difficili da superare, il cammino del campione IWGP Heavyweight Kazuchika Okada è nettamente più impervio. Hirooki Goto, Shinsuke Nakamura e AJ Styles, tre nomi importanti, tre nomi da main event dello show più atteso dell'anno. Riuscirà ancora una volta il Rainmaker a far piovere gloria sulla sua carriera o a cadere saranno nuovamente le sue lacrime?

Giovanni Vinci 

Corey
Dal 2006 redattore di Zona Wrestling e autore di rubriche come il Pick The Speak, Wrestling Superstars, The Corey Side, Giro d'Italia tra le fed italiane, Uno sguardo in Italia, Coppa dei Campioni, Indy City Beatdown e tante altre. Studioso del wrestling in tutte le sue sfaccettature, col tempo ha voluto perdere la definizione di "Marco Travaglio del wrestling web".