I tempi della grande abbuffata sembrano tornati in AEW. Almeno nell’idea dei fan. Certo, da inizio anno la compagnia diretta da Tony Khan ha messo sotto contratto quasi una decina di atleti, smistandoli poi fra gli show principali, quelli di secondo piano (ROH) e quelli di lato (CMLL, NJPW, Stardom). Un modo per non ingolfare il roster per davvero, permettendo a tutte e tutti più contratti, più opportunità, e una crescita utile a future soluzioni. 

Ora però ci sono stati i licenziamenti della WWE. E dunque si fa un gran rincorrere di voci fra i fan: bisogna prendere quel o quell’altro/a wrestler. Come una abbuffata dove l’importante non è la linearità del progetto ma riempire di quanti più calibri possibili lo spogliatoio. 

Sarebbe un errore grave. 

Sarebbe come dire che la AEW non ha imparato nulla dagli errori passati. Minando così la serenità dell’ambiente, già provato dagli atteggiamenti poco professionali di colleghi che credevano di essere più grandi della compagnia in cui si trovavano. Partendo dal caso CM Punk per arrivare a quelli di Miro, Fenix, Penta e Malakai Black. 

Proprio su Malakai c’è stato un gran vociare nei giorni scorsi. Prima le indicazioni dei fan, poi l’intervento social dei wrestler (Darby Allin, MJF, e altri) contro l’idea, a seguire il rumor sulle presunte trattative e infine la smentita della dirigenza AEW. Una smentita che ha abbassato toni che si stavano facendo sempre più rumorosi. Perché Black è stato uno di quelli che non si è comportato bene nel primo stint. Rifiutando di jobbare ai colleghi o programmi del booking team, non facendo squadra e brigando in tutti i modi per potersene andare in WWE con la pretesa di trovare un luogo in cui esprimere davvero tutto il suo talento. La realtà invece ha raccontato un’altra storia e purtroppo è sopraggiunto il licenziamento. 

Ora Tony Khan deve valutare bene le prossime mosse. Meglio una abbuffata di talenti o la serenità dello spogliatoio? 

La domanda non è banale. Certamente inserire Xavier Woods e Kofi Kingston ha senso, avendo delle connessioni e delle amicizie dentro la compagnia. Con la prospettiva di trovare nuovo entusiasmo per raccontar storie. Idem Kay Lee Ray, che da buona britannica e amica del circolino che va da Toni Storm a Will Ospreay potrebbe rientrare nelle idee. Apollo Crews può tornare benissimo il buon Uhaa Nation dei bei tempi e dividersi tra ROH e AEW senza troppe pretese. Sui MCMG ci sarebbe da fare un ragionamento in più: hanno tanti amici, ma due anni fa – a parità di offerta – scelsero la WWE. Scelta legittima. Ma a questo punto va compreso se possono essere solo uno sfizio o una aggiunta narrativamente rilevante. 

Con un roster così importante, dove la presenza di vari titoli ha consentito di accontentare tutti in attesa di creare le stelle del futuro, i nuovi arrivi devono valerne veramente la pena. Devono essere un plus di qualità evidente, prima per la serenità dell’ambiente e poi anche per gli show. Il primo requisito si riverbera sempre nel secondo. Wrestler svogliati o che arrivano da una rissa nel backstage sono stati già vissuti. È ora di andare avanti. 

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Corey
Giornalista ed esperto di comunicazione, dal dicembre del 2007 è coordinatore e redattore di Zona Wrestling. Autore di rubriche di successo come il Pick The Speak, Wrestling Superstars, The Corey Side, Giro d'Italia tra le fed italiane, Uno sguardo in Italia, Coppa dei Campioni, Indy City Beatdown e tante altre. Il primo giornalista in Italia ad aver parlato diffusamente di TNA ed AEW su un sito italiano di wrestling, e ad aver creato un podcast dedicato alla AEW e alla WWE.