Quando un angle è di cattivo gusto? E quello di Wyatt col bambino lo è stato? Marsupilami ci dà la sua opinione su uno dei segmenti più particolari degli ultimi anni.

 

Negli ultimi anni,abbiamo visto come il prodotto WWE si sia modificato in maniera evidente per venire incontro alle esigenze degli azionisti e degli stakeholder che circondano l'azienda, dai partner commerciali ai network, cercando di allegerire gli aspetti più aggressivi e estremi del mondo del wrestling a 360 gradi in modo da proporre un prodotto più addolcito e proponibile alla grande massa, e allargando la base di potenziali utenti e quindi acquirenti dei prodotti. Tuttavia, nell'ultimo special event, orrenda definizione che va a sostituire il buon vecchio pay-per-view, per qualche minuto abbiamo visto qualcosa che ha vagamente ricordato quanto visto negli anni passati per shock e possibilità di creare controversie e generare discussioni sull'opportunità di spingersi cosi oltre. Sto ovviamente parlando del finale del Cage Match tra John Cena e Bray Wyatt e in cui, dopo lo spegnimento improvviso delle luci, si è visto un bambino evidentemente seguace della Family parlare con voce al limite della possessione demoniaca ha bloccato il leader della Cenation dall'uscire dalla gabbia e di fatto costandogli la sconfitta. Nel nostro gruppo di ascolto, il mai troppo celebrato Kollettivo, ma anche su diversi forum specie di lingua inglese, la reazione a questo angle è stata divisa; c'è chi ha ritenuto la cosa geniale e ben fatta, c'è chi al contrario la ritenuta una fesserie degna del peggior booking di bassa lega e al limite del buon gusto. Ed è proprio questa parola, o meglio questo concetto che mi ha spinto a scrivere: esiste il buon gusto nel wrestling? Fino a quanto ci si può spingere? E in questo caso, si è andati oltre questo limite?

Per poter rispondere a queste domande, come sempre ho fatto mente locale su cosa è accaduto in passato per poter determinare quali sono i limiti entro i quali potersi muovere per determinare quanto in là ci si possa spingere. Sappiamo tutti come in era Attitude il limite dell'estremo sia stato spostato diverse volte e anzi molto spesso alcune storylines fossero fatte quasi solo per il gusto di superare quanto fatto in precedenza e trovare nuovi modi di stupire il pubblico. Episodi come l'evirazione di Val Venis, la crocifissione di Steve Austin e la famigerata storyline di Katie Vick sono passate alla storia per essere gli angle più "disgustosi" di sempre, per insensatezza e senso dell'orrido ma non si deve pensare che tutti i momenti brutti della federazione siano concentrati in quel periodo, ovvero non tutte le storyline disgustose sono accadute a cavallo dei due secoli ma anzi, possiamo trovare degli esempi di scene discutibili anche negli ultimi anni. Va dato atto che, a eccezione forse dell'uso della morte di Bearer nella storyline Punk-Taker, il modo di raccontare storie della WWE degli ultimi anni si è molto smorzato, eliminando qualsiasi riferimento ad elementi che potessero generare discussioni e interpretazioni, ma basta tornare al periodo 2005\2007 per trovare 4 scelte di storyline che definire di cattivo gusto è poco, in quanto sono riusciti a toccare in maniera sbagliata quattro aspetti tra i più delicati della sensibilità dell'uomo, ovvero la morte, la religione, le gravidanze e i bambini.

Per la morte, ovviamente non si può parlare della balzana idea di fare saltare in aria, con tutta la sua limousine, nientemeno che il capo della baracca, ovvero Vince McMahon. L'idea era quella di far uscire di scena il personaggio del capo, di dare nuova linfa alla linea di comando, cosa che è accaduto nei fatti solo quest'anno, ma non venne considerato il fatto che la WWE è una società quotata in borsa e che la morte, seppur virtuale, del proprietario potesse causare un crollo delle azioni, cosa che puntualmente accadde. Aggiungiamo a questo la tragedia Benoita avvenuta subito dopo e la storia venne abortita in poco tempo.

A proposito di aborti, come non ricordare della terribile storia che vide protagonisti Lita, Kane e quella grandissima pippa di Snitsky, che causò con una sediata involontaria l'interrruzione della gravidanza della neo entrata nella Hall of Fame. La scena fu talmente brutta da sembrare ridicola, con quel "it wasn't my fault" di Snitsky ripetuto più volte e soprattutto senza considerare la delicatezza della situazione quando accade nella vita reale con tutte le complicazioni personali che una perdita del genere provoca in un donna, cose che in questo caso son state completamente ignorate, generando fastidio e disgusto per quanto si vedeva sullo schermo.

Nel campo della religione, è difficile essere più blasfemi, e io non sono uno che di solito si fa problemi a riguardo, rispetto a quanto messo in piedi dai McMahon insieme al cristiano ritrovato Shawn Michaels che, per portare avanti la loro faida dopo Wrestlemania 22, ebbero la brillantissima idea di metter in piedi un tag team match in cui il compagno di HBK non fu nessun altro che…Dio, che entrò in scena sottoforma di fascio di luce. Una delle cose più triste che abbia mai visto, insultante per i credenti e per i non credenti allo stesso tempo, un achievement più unico che raro.

Arriviamo ora al caso in cui i bambini furono messi in mezzo in maniera riprovevole, che è anche l'accusa di cui si deve difendere l'angle di Extreme Rules, ovvero la causa per la custodia del figlio di Rey Mysterio tra il nano mascherato e il compianto Eddie Guerrero. In quel caso,metter di mezzo il ragazzino fu una forzatura incredibile di una storyline che fino al quel momento stava già funzionando alla grande, con un Eddie mai così viscido e cattivo e Rey nel ruolo del buono in difficoltà per il tradimento dell'amico. Volerci mettere un bambino, e una causa di affidamento, di mezzo risultò una forzatura già ai tempo e rivedendo ora la storia non si può che notare il totale disinteresse nel gestire la cosa in maniera realistica, ma usandolo solo come un oggetto di scena e senza preoccuparsi dei riflessi che questo racconto potesse avere sui giovani spettatori, in cui immagino ci fossero ragazzi e ragazze che vivevano la stessa situazione.

Arriviamo quindi ai giorni d'oggi e all'angle della Family. Dal mio punto di vista, la scena non è stata per nulla oltre il limite del buon gusto, per quanto si sia trattata di una situazione indubbiamente forte e d'impatto. Il ragazzino che è stato scelto è stato trattato in maniera corretta, facendone un utilizzo teatrale e , richiamando quanto visto la settimana prima con la scena del coro, è stato scelto come simbolo, in maniera da fare passare il messaggio della parte di pubblico che molto probabilmente può essere avversa a Cena, facendo di lui una parte di una storyline più grane e non il focus narrativo che è giustamente rimasto sui lottatori nella gabbia. L'unico aspetto forse evitabile era la voce modificata, che doveva servire molto probabilmente a rendere ancora più minaccioso il discorso ma nei fatti lo ha smorzato, quando invece la voce naturale di un bimbo, proprio per la sua natura innocente avrebbe accentuato l'angoscia e la pazzia del momento, amplificando il senso di disturbo.

In conclusione, il segmento che abbiamo visto in scena dimostra come, quando le cose vengono gestite con cura, pensando bene a come sfruttare gli elementi, si possano creare segmenti dal giusto pathos narrativo senza trascendere nel kitch e nel trash più grezzo, e questi momenti è importante che vi siano in quanto permettono di dare maggiore profondità e solidità alle storie raccontate, facendole uscire dai binari della scontatezza e regalando momenti che restano indelebili negli occhi di chi li vede.

Reporter ufficiale di NXT, improvvisatore. non digerisce i peperoni, fan appassionato di Deadpool, fine umorista, fedele alla chiesa di Santo Stefano Curry e delle sue caviglie di cristallo da prima che molti di voi lo conoscessero.