L'invasione ora è ufficiale: gli atleti europei sono il presente e l'immediato futuro del wrestling mondiale. Sono ormai lontani i tempi degli americani che guardavano dall'alto in basso i colleghi di qualsivoglia nazione salvo accorgersi al giorno d'oggi che nel vecchio continente la corsa è partita e pare inarrestabile.

La luna è l'America, la terra l'Europa. Sembra quasi come se le gerarchie fossero cambiate, vista la svolta data delle varie promotion britanniche (e non solo). Cambiata è anche la mentalità degli atleti: hanno capito che per qualunque talento che se ne va, si impoverisce la scena. Non solo: andarsene per guadagnare quasi quanto quel che si guadagna a casa non vale più la candela. Perciò se possono raggiungere il punto più alto della luna (la WWE) tutto cambia, ma le indy o la TNA sono punti di passaggio, non un approdo reale. Basti pensare che sia Noam Dar che Dave Mastiff hanno rinunciato ad un accordo con la promotion della Carter, costretta poi a ripiegare sul comunque talentuoso Mark Andrews.

La TNA ci ha fatto due British Boot Camp. La WWE ha nelle sue fila Sheamus, Neville, Balòr, Barrett. Poi ci sono le indy, sempre più attive nel variegare il proprio roster e lasciar da una parte la continua rincorsa ad avere gli stessi atleti. I problemi principali sono le esclusive, i match nuovi, l'appeal da mantenere. Passi la WWE, passi la recente apertura alle collaborazioni da parte della TNA aiutare l'economia dei propri atleti e la chiusura semi-totale della ROH, le altre devono raccogliere quel che c'è e sperare che da Stamford non vogliano prenderne altri.

E allora arriva il tour di Tommy End su invito di Chris Hero: AAW, EVOLVE, PWG, CZW, Rockstar Pro. Quindi Zack Sabre in EVOLVE e PWG (per il titolo, nel main event. Roba da matti solo fino a due anni fa), più il tour giapponese con la NOAH. Due atleti strepitosi, accolti con diffidente e poi abbracciati con tutta la gioia del mondo. Sabre è stato nuovamente messo sotto contratto dalla EVOLVE per gli show del10 e 11 luglio (sfiderà Davey Richards e TJ Perkins), End tornerà in Pro Wrestling Guerrilla per la BOLA.

E proprio la PWG  ha capito che deve in qualche modo diversificarsi. La colpa è di chi va in tv: dalla ROH può prendere solo i freelance, qualcuno arriva dalla TNA e dalla LU, ma solo a sprazzi. Per una federazione che è stata martoriata sotto il profilo del roster, la presenza di atleti stranieri serve a compensare la mancanza di singoli americani di qualità dato che recentemente sembra esser giunta la grande era dei tag team – allontanatisi gli Young Bucks, da dietro sono giunti 6/7 team con meno carisma ma egual talento e spettacolo. Così per la BOLA i primi nomi annunciati sono europei: Will Ospreay, Marty Scurll, Mark Andrews ed il già citato Tommy End a cui si aggiungono Ricochet, Hero, Thatcher, Bailey, Cage e Busick quando mancano ancora pochi nomi da svelare. E tra questi che mancano 1 o 2 possono essere europei visto che si parla di Dave Mastiff e di El Ligero come possibili ingressi. Tutto sotto lo sguardo di un compiaciuto Joey Ryan che in Europa ci bazzica sempre più spesso ed ha la possibilità di assistere al mutamento generale del wrestling moderno.

Alla fine di tutto rimane Jimmy Havoc, che pare non voglia nessuno. In verità il campione della Progress è uno di quegli esempi calzanti di come non occorra andare sulla luna per dimostrare di essere un grande wrestler. Ad oggi non esiste un heel al suo pari, né Rollins, né Ethan Carter, né alcuno. Lui lo sa e rifiuta in successione le offerte della CZW, dell'EVOLVE e della ROH. La WWE lo sta monitorando ma c'è un problema: ha già messo in chiaro che non cambierà nulla di quel che è come personaggio e wrestler. A suo vantaggio gioca la grande richiesta britannica e non ha alcun bisogno di passare dall'altra parte dell'oceano. Nel mentre si gode le vittorie, i complimenti e la notorietà.

Corey
Dal 2006 redattore di Zona Wrestling e autore di rubriche come il Pick The Speak, Wrestling Superstars, The Corey Side, Giro d'Italia tra le fed italiane, Uno sguardo in Italia, Coppa dei Campioni, Indy City Beatdown e tante altre. Studioso del wrestling in tutte le sue sfaccettature, col tempo ha voluto perdere la definizione di "Marco Travaglio del wrestling web".