Dante Alighieri ha spiegato com’era strutturato l’inferno all’interno della Divina Commedia, mentre noi andremo ad analizzare le entità demoniache e gli eroi che sono scesi negli inferi della WWE in quel di HIAC, per affrontarli.
Lasciate ogni speranza, voi che leggete la TOP 5!

5. MASOCHISTI

In questo speciale girone degli inferi troviamo tutti coloro che sacrificano il proprio corpo superando i propri limiti, abbattendo ogni ostacolo mentale, ignorando ogni legge della fisica. Tutti quei atleti che accettano di provare dolore, di saltare nel vuoto pur sapendo che una rovinosa caduta è pronta ad accoglierli. Wrestler sprezzanti del pericolo a cui rispondono con un bel dito medio correndo il rischio e sorridendo a quanto realizzato. Arrampicarsi sulla gabbia e lottare sul tetto nonostante un equilibrio precario non è alquanto facile, ma è nulla confronto al bump di Rollins e Ziggler che con un bel salto si sono schiantati sui tavoli dei commentatori. Come masochista per eccellenza troviamo ovviamente Jeff Hardy che, se farsi arrotolare l’orecchio come uno spiedino non era già abbastanza, ha deciso di concludere l’avventura sfruttando ogni parte della gabbia per poi battezzare l’amico table. Menzione particolare anche per Romain Reigns e Braun Strowman, che oltre a darsele di santa ragione, hanno prestato le loro sofferenze nelle mani di un Brock Lesnar decisamente voglioso di avere qualcosa tra le mani da utilizzare per assestare colpi tutt’altro che piacevoli.

4. GODDESS

Scendendo ed addentrandoci nel nucleo, troviamo il settore della Dea malvagia, The Goddess, aka Alexa Bliss. Rispetto a quanto visto a Summerslam, in questa occasione la Dea ha potuto sfoderare una prestazione tale del suo nome e del suo essere anche fraudolente. Lo sguardo da bambola assassina e qui calci precisi alle costole della Rousey, tecnica brevettata ed iniziata in un episodio di Raw. Nessun squash match, più di dieci minuti di battaglia, in un incontro vero e proprio con dei ruoli ben precisi senza screditare o umiliare qualcuno. La Bliss ineccepibile come Dea #1 mentre la Rousey era la donna scesa negli inferi per annientare definitivamente il demone. Contesa ben distribuita sia nel timing che nel wrestling lottato. La presenza dell’angelo custode Natalya e delle arpie, Alicia Fox e Mickie James, hanno completato l’opera affinché nessun particolare fosse escluso. Ronda sta cominciando a prendere il giusto ritmo aumentando di volta in volta la qualità della sua performance, aggiungendo dettagli come performer a 360°. Il passaggio da UFC fighter a wrestler della WWE necessita dei suoi tempi che la Rousey sta cercando di colmare grazie al talento naturale.

 

3. STRAIGHT FIRE

Quando si parla dell’inferno non può di certo mancare la ragazza tutto-fuoco che nelle ultime settimane è venuta fuori sotto un altra fiamma, bruciando il suolo dove camminava e la ragazza che, secondo il vangelo Lynch, ha gravemente peccato venendo inquadrata come una lussuriosa dannata, il cui nome corrisponde a Charlotte Flair. Il ring di domenica sera era come se fosse avvolto da delle lingue di fuoco, dove la campionessa non poteva fuggire, obbligata a ricevere il giudizio e la sentenza di Becky. E’ stata un battaglia ardua, lottata bene da entrambe, con il giusto spirito, con quella atmosfera in cui le varie anime disposte nell’arena incitavano la regina dell’inferno. L’atteggiamento della Lynch è stato determinante avendo dato alla contesa un sapore diverso, così come il suo coinvolgimento emotivo durante l’esecuzione delle manovre, una non ricerca del calore del pubblico ma bensì una concentrazione esclusivamente mirata a Charlotte e a quel titolo a lungo inseguito. Il finale arrivato con una manovra a sorpresa ha chiuso la sfida in maniera egregia e il post-match ha confermato il nuovo character di Becky, la nuova linfa vitale che scorre in lei, senza alcuna remora, impassibile e autoritaria, nelle vesti di giudice, giuria e giustiziere. Dopo la parentesi di Carmella, la faida tra Becky e Charlotte ha riportato il titolo femminile ad ardere intensamente.

 

2. IRACONDI

Persone che diventano irascibili, come AJ Styles e Samoa Joe, arrivati al culmine della pazienza per via di una storyline che vedi entrambi i lottatori ad infiammarsi d’ira per ovvi motivi. Una rivalità che non tende ad affievolirsi ma ad alimentare questo forte calore con delle scintille che vengono sprigionate ogni qualvolta i due contendenti entrano in collisione. Il campione e lo sfidante hanno ripreso proprio dal termine di quella domenica di Agosto. Anche questa volta hanno danzato sul terreno ardente senza alcun risparmio. Hanno lottato come due macigni conditi da colpi tremendi. Il finale per un ulteriore confronto è il più classico dei classici, e ben venga quando a confronto ci sono due tipi come Styles e Joe. L’atteggiamento e la camminata rivolta nel backstage urlando il nome Paige, il confronto con il GM e le parole del campione in carica sull’ennesimo faccia a faccia per il supershow in Australia, è il degno finale di due entità piene di rabbia che non vogliono attendere un minuto in più per affrontarsi nuovamente.

 

1. LUCIFERO

L’origine di ogni male incarnata precisamente in Randy Orton che torna a sfoggiare quelle peculiarità della sua migliore versione. Il Randy sadico e senza pietà che abbiamo imparato a conoscere anni fa è tornato finalmente in auge e quello che sta fisicamente imprimendo a Jeff Hardy ha quel gusto particolare a cui è impossibile dire di no. Se a Smackdown pensavamo di aver visto già tutto, ci siamo sbagliati. Ad HIAC si è andati oltre l’impensabile e sebbene fosse difficile non distogliere lo sguardo su quello che stesse accadendo, assistere con i propri occhi alla crudeltà di quel diavolo armato di cacciavite, ha in realtà restituito ad Orton quell’aura diabolica, con quei occhi e quello sguardo demoniaco che provava piacere ad imprimere dolore e sofferenza, beandosi delle urla di Jeff. Un Hell In A Cell quasi passato in secondo piano, una gabbia che ha avuto una funzione da contorno, in quanto il protagonista risiedeva nel diavolo interpretato da Randy. La sequenza dello schienamento vincente fa anch’esso parte del nuovo volto del Legend Killer che sotto queste spoglie non avrà alcun problema a tornare l’heel numero 1 del roster di Smackdown. Una carta vincente che può essere ogni qual volta tirata fuori dal mazzo.