Il ppv dedicato alle valigette è stato dominato dai due match valevoli per il MITB caratterizzati da grandi exploit e spot innovativi ma sono stati altri i protagonisti a rubare la scena e a piazzarsi nei primi posti della classifica. C’è molta impronta femminile e non solo… tra cui due assoluti Top Face tali da considerarli come delle vere valute. E’ tempo di TOP 5.

 

5. BENTORNATO AL… DUO!

Analizzando il ppv Backlash avevo espresso il mio desiderio di attendere prima di dare un giudizio definitivo al title reign di Carmella. Dopo i successi contro Charlotte aspettavo il prossimo passo, e la mattonella aggiunta a MITB è servita ad innalzare un nuovo piano per proseguire adeguatamente. Il ritorno di Ellsworth ha riportato in vita il duo che proprio un anno fa, sempre nel medesimo ppv, aveva raggiunto l’apice della collaborazione, e se all’epoca James fu determinante per decretare Carmella come Mrs. MITB, questa volta è stato fondamentale affinché la campionessa riuscisse a sconfiggere via pinfall Asuka. Episodi dunque che trovano anche una certa coerenza nell’arco narrativo. L’avventura di James finì troppo presto ed in modo brusco, togliendo a Carmella una preziosa spalla, con una separazione che ha portato a perdere punti. Carmella ha saputo farsi ugualmente notare, il personaggio non è eccelso ma nemmeno mediocre e quando si ha un duo che è produttivo in tutto e per tutto, perché privarsene? La presenza di una seconda Asuka, l’aver creato quella situazione più che mai suggestiva, ha dato tanto phatos, dando il consenso a premere il pulsantone dell’ok per la riuscita dell’intera vicenda. Una vittoria di booking, nonostante per Asuka ci sia da considerare la debacle e di conseguenza quell’aura da imbattibilità che sta venendo meno. Capisco chi non vede di buon occhio le sconfitte della nipponica una volta giunta al main roster, così come capisco chi magari non era d’accordo nel rendere Asuka la nuova Goldberg lasciandola peraltro imbattuta ad NXT. Molto probabilmente sono state fatte delle scelte non proprio accurate ma non è mai troppo tardi per apportare dei cambiamenti e smussare qualche angolo. La sconfitta arrivata mediante un agente esterno evita di fatto una totale battuta d’arresto che magari riserva al suo interno un successo con maggiore prestigio nel ppv clou dell’estate.

 

4. MR. MONSTER IN THE BANK

Come sempre accade durante un Money In The Bank match, le superstar protagoniste si spartiscono in parti uguali gli spot e i momenti di questa tipologia d’incontro, ma il main event del ppv è stato cucito a puntino come abito per l’attore principale, Braun Strowman. Il gigante ha una marcia in più rispetto alla concorrenza, nonostante ci siano degli atleti molto validi. Giustamente, questa volta, la fed ha optato per premiare Strowman sebbene ci siano stati degli attacchi in massa per metterlo fuori gioco, come spesso accade mirando il bestione di turno che finisce per essere messo fuori gioco. L’idea ha portato ad un’esaltazione e a una predominanza fisica di Strowman, come ci hanno dimostrato le immagini di Braun mentre rinviene dal cumulo di scale per poi abbattere la concorrenza, aggiudicandosi peraltro lo spot della serata in condivisione con Kevin Owens. La prestanza fisica con cui distrugge qualsiasi cosa gli capiti a tiro è una delle sue migliori doti, con la quale può sbizzarrirsi e creare episodi inediti come d’altronde abbiamo potuto ammirare a MITB. Dopo i tentativi dell’anno scorso, il 2018 deve darci uno Strowman come campione e se la valigetta dev’essere il tramite per arrivare al titolo, ben venga.

 

3. QUEI DUE BRAVI RAGAZZI

E’ importante avere degli esponenti in cui il pubblico possa riconoscersi, che possa supportare e identificare come Top Face. Sia Raw che Smackdown hanno tra le proprie fila due superstar che rappresentano al meglio la categoria. Il ritorno al wrestling lottato di Daniel Bryan è stata una liberazione totale. Passati i primi momenti di riadattamento alla routine, possiamo nuovamente fare affidamento su DB, dal personaggio al carisma, dallo YesMovement ai match che lo vedono protagonista capace di trascinare la folla e generare un’atmosfera unica. Il coinvolgimento è totale ed ogni suo incontro diventa qualcosa che va oltre. A Money In The Bank abbiamo ritrovato il Daniel superlativo che trasforma ogni singola azione come un qualcosa di più. Un artista al centro del ring con la gente dell’arena che funge da coreografia. DB risalta i cinque sensi. Il suo futuro nella WWE è ancora incerto, il contratto non è stato ancora rinnovato ma l’importante è continuarlo a vedere all’opera su un ring, che sia USA, Giappone, Messico o Euopa, il resto è superfluo. Per il roster di RAW abbiamo invece Seth Rollins che dopo essere ritornato tra i “gentiluomini” è diventato con molta probabilità il simbolo dello show del lunedì sera. Il volto migliore che potesse mettere in mostra al meglio il titolo intercontinentale. Prestazioni sempre al massimo che rendono le difese titolate appetitose, come lo è il classico pane e nutella per i più piccoli di età, un cibo di cui non farebbero mai a meno. Un performer completo che ha dato una nuova impronta al midcarding aiutando anche gli emergenti e non, rendendoli co-protagonisti di ciò che si sta compiendo, così come è accaduto con Elias a MITB. Rollins e Bryan, due assoluti Top One Percent (sorry EC3).

 

2. AJ STYLES vs SHINSUKE NAKAMURA – ATTO III

Ripartendo da Backlash, cioè da dove ci eravamo fermati, la strada intrapresa per raggiungere nuove tappe e nuovi risvolti non poteva fermarsi. A MITB ci siamo ritrovati in realtà con un ulteriore capitolo della faida tra AJ e Nakamura, capitolo che sembra aver messo un punto e decretato la fine. La storia del lowblow ha avuto un perché e in quest’ultimo evento ha avuto un’evoluzione, dimostrandosi decisivo per il wrestler che fino ad ora ne aveva fatto le spese. Quel calcio ben assestato nella zona rossa e la faccia di Nakamura sono da incorniciare. Il Last Man Standing Match è stato un susseguirsi di situazioni che sono andati a crescere di intensità fino all’ultimo atto. Spot lodevoli e ben articolati che hanno scatenato la folla, che ha seguito il tutto con grande passione. Il successo di AJ consolida la posizione attuale che ha raggiunto nel main roster e dall’altra parte invece ci impone di inserire un punto interrogativo sullo status di Shinsuke, che a livello gerarchico non sembra avere ciò che si meriti, ma che in realtà è il frutto di ciò che ha mostrato dal post WM ad oggi. Se c’erano ancora dei dubbi sulla qualità del feud di questi due straordinari atleti e sulle capacità o meno di dare un spettacolo a un livello extra, penso che siano svaniti una volta per tutte. Su una lunga faida è più che normale avere numerose pagine, con contenuti diversi, dove la storia acquisisce nuovi elementi prima di terminare con un sequenza di azioni che si fanno man mano più calzanti. AJ e Nakamura si conoscevano molto bene prima di approdare in WWE ma il susseguirsi di sfide e one-on-one ha permesso che la loro connessione acquisisse nuovi valori per salire sul ring e dare ai nostri occhi match e storytelling come quello di MITB.

 

1. NIA, RONDA E IL TERZO INCOMODO

La sfida improvvisa tra la campionessa Nia Jax e Ronda è arrivata come un fulmine a ciel sereno portando, come sempre, delle critiche, da parte di tutti coloro che vogliono delle risposte a quel perché…quel perché di una shot regalata all’ex campionessa UFC nonostante non abbia disputato ancora un single match all’interno del ring WWE. Ma chiunque abbia mosso le suddette critiche si è dimenticato di un piccolo e fondamentale particolare, si è dimenticato che stiamo parlando di Ronda Rousey, che in termini di star power è paragonabile a Brock Lesnar. Chi è al comando della federazione e chi ha visto Ronda allenarsi non di è ceto uno sprovveduto e di conseguenza sceglierla come la contendente numero 1 al titolo detenuto da Nia Jax non è stato assolutamente un errore. C’è una sola risposta che si può dare alle parole e alle infinite analisi, ed arriva direttamente dal ring, e in questo caso precisamente da MITB, dove lo spettacolo e le sorprese non sono mancate. Il match è stato davvero intenso, sottolineando non solo l’abilità e il talento di Nia nel sapere condurre gran parte dell’incontro e dettando il ritmo, ma anche il talento cristallino della Rousey, un atleta poliedrica, nata pronta proprio come afferma. Lottare su di un ring a 4 lati e subire manovre totalmente differenti non è stato un problema bensì un’arma sfruttata a proprio vantaggio, sfoderando una prestazione che non lascia alcun dubbio sulle capacità della combattente. Lo stile da MMA fighter, il judo e tutto ciò che sta apprendendo sul wrestling/sport-entertainment da vita ad un mix che funziona… e come se funziona! Ronda ha stupito, ha convinto e ha risposto al “perché” di cui vi ho parlato. Senza dimenticare ciò che rappresenta per il movimento femminile nello sport e di come sia totalmente entrata tra i favori del pubblico. Ingaggiare Ronda Rousey non è stata esclusivamente una manovra di business ma anche di una forte convinzione su cosa avrebbe potuto dare alla WWE, e ciò che sta emergendo è assai affascinante. Nia Jax resta al top della divisione, lo step effettuato qualche mese è evidente, tra cui la capacità di leggere le varie situazioni all’interno del ring e di raccontare ciò che accade tramite il viso e le parole. Match ben gestito in tutte le sue varie sfaccettature fino ad arrivare al terzo incomodo che risponde al nome di Alexa Bliss. Ovviamente la regia ha fatto la sua parte stringendo la camera sulle urla di Nia proprio quando Ronda stava per effettuare la submission, impedendo noi telespettatori di carpire cosa stesse accadendo e chi stesse arrivando. L’incasso della valigetta e il titolo nuovamente nelle mani di Alexa è stata una scelta di booking ben ponderata, portando stupore e tanta adrenalina. Inoltre il successo della Bliss è arrivato con il giusto tempismo in quanto il titolo perso a Wrestlemania l’aveva riportata tre le altre ragazze perdendo quella visibilità da prima stella. La comparsa di Ronda, l’esuberanza della Riott Squad e la vicenda amiche/nemiche tra Sasha Banks e Bayley, aveva portato Alexa ad un ruolo marginale, ad agire nell’ombra, senza dare troppo nell’occhio. Il tutto che ha favorito e reso migliore di quanto potesse essere il suo incasso nella stessa serata in cui si era aggiudicata il MITB, tornando la regina incontrastata del roster di RAW, spezzando il sogno di Ronda e riprendendosi contemporaneamente la rivincita su Nia. Un quadro perfetto senza sbavature.