In un’edizione di Summerslam che ha riservato diverse sorprese, c’è stato un incontro in cui ho notato una mancanza di coraggio. Mi riferisco a quello tra Sami Zayn e Karrion Kross, un match in cui apparentemente non c’era nulla in palio, ma che secondo me ha rappresentato un’occasione persa.

Il tema della rivalità va oltre la vittoria, con Cross che ha sottoposto il rivale a continui giochi mentali, tutto per portare a un’evoluzione del peronaggio di Sami. Gli ha detto in ogni modo che lui non è il bravo ragazzo che porta in scena ogni giorno, che la strada che sta percorrendo lo sta portando a un fallimento dopo l’altro e che ciò non cambierà se si ostina su quella via. Durante il match addirittura Scarlett ha proposto a Zayn un’arma, a dimostrazione che a lei e al marito importava più avere ragione che vincere.

Come già sa chi legge i miei editoriali da tempo, del wrestling spesso mi affascina più la narrativa dei feud che la tecnica che si ammira nei match. Questo tipo di storyline mi stava prendendo, un’eccezione alla classica tematica del dimostrare di essere più forte o di vincere un titolo. Non è una novità assoluta, la rivalità tra Cena e Bray Wyatt culminata a Wrestlemania ha molti punti in comune. In quel caso , come in questo, si è deciso di non seguire il percorso fino in fondo, lasciando inalterato lo stato del face. In entrambe le faide, credo che la WWE abbia sbagliato.

Nel match di Wrestlemania 30, Bray implorò Cena di colpirlo con la sedia, di smettere di vestire i pannii dell’eroe e abbracciare il lato oscuro che nascondeva in sé (lato che se vogliamo si è risvegliato quest’anno). Cena alla fine resistette alla tentazione, sconfisse lealmente Bray sotterrandolo metaforicamente e rimase lo stesso personaggio di sempre.

Nel caso di Zayn, non chiedevo necessariamente un suo turn heel. Non lo vedevo necessario, ma credo che sarebbe stato molto più interessante se avesse ceduto al suo lato più violento. È da quando è uscito dalla storyline della Bloodline che lo sentiamo dire quanto voglia diventare per la prima volta campione del mondo, ma ogni volta che si avvicina alla possibilità di lottare per una cintura mondiale fallisce. Lui è il classico underdog, ma mi sembra evidente che ciò non basti più. È sempre acclamato, ma non come ai tempi in cui si ribellò a Roman. Serve ora qualcosa in più per il suo personaggio, per tornare a essere tra i più tifati della federazione e quindi meritevoli di ricoprire certe posizioni.

Questo match con Cross lo vedevo come una buona occasione per smuovere le acque, ma si è scelto di mantenerlo inalterato. A Raw ha ammesso di essere stato di utilizzare il tubo d’acciaio, è stato anche carino sentirgli mandare il messaggio che è più questione di comportarsi come si vuole diventare piuttosto che da sé stessi, ma a conti fatti abbiamo lo stesso Sami che conoscevamo da prima della rivalità con Kross. Quello che al titolo mondiale non riusciva proprio ad avvicinarsi. Che peccato.

Sergedge – W

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