Amici ed amiche di Zonawrestling.net, un saluto a tutti voi dal vostro Dario Rondanini, di ritorno per un nuovo editoriale. Nella speranza di riuscire ad essere costante e darvi sempre le opinioni ed analisi oneste che meritate, questa settimana vorrei trattare un argomento che definire “divisivo” è un eufemismo. Vorrei gettare i miei classici “due centesimi” sulla questione Jey Uso, per cui mettetevi comodi ed esaminiamo la questione punto per punto.

Come prima considerazione, proverei a lanciare una piccola provocazione: Jey Uso può essere considerato un wrestler scarso? Del resto, si potrebbe dire che le prove per considerarlo tale ci sarebbero: gli errori e i botch (l’ultimo nel match con l’Alpha Academy è clamoroso, con il buon Otis che pur di salvare il salvabile “vende” lo spostamento d’aria e va a terra dopo un superkick che manca clamorosamente il bersaglio), una spear eseguita non proprio in maniera irresistibile e un moveset estremamente limitato.

Ebbene, vi sorprenderò: per me Jey Uso, al netto degli errori, non è un wrestler scarso. A mio modesto avviso, dopo lo spostamento da wrestler di coppia a wrestler in singolo, sono venute fuori alcune problematiche che già erano presenti, ma che sono state esponenzialmente accentuate dopo il passaggio in singolo. Il botch, per quanto clamoroso in sé e per sé, altro non è che il classico errore umano che può capitare in qualsiasi posto di lavoro: quello che fa la differenza è con quanta frequenza avviene e se compromette la “credibilità” di ciò che si sta vedendo. Indubbiamente, Otis che va a terra dopo uno spostamento d’aria è ridicolo ad essere generosi, ma a voler spezzare una lancia a favore di entrambi, era uno spot complicato a livello di timing (Jey avrebbe dovuto colpire Otis mentre questi eseguiva la Caterpillar, che sappiamo essere complessa a livello di movimenti) e soprattutto, non bisogna dimenticare che le parti coinvolte sono sempre due e può essere stato anche causato da un errore di comunicazione tra i wrestler. Per fare un piccolo esempio che spero possa rendere l’idea del discorso, provate a immaginare la Whisper in the Wind botchata clamorosamente da Jeff Hardy e Jinder Mahal, con il Maharaja che qui fa come Otis e va a terra sentendo lo spostamento d’aria, ma senza essere assolutamente colpito dalla mossa avversaria. Per quanto Mahal non sia mai stato Bret Hart, sui ring WWE si è visto ben di peggio, e sicuramente nessuno ha mai definito scarso Jeff Hardy.

Quello che bisogna quindi analizzare per capire bene la questione è che Jey Uso è un ottimo wrestler di coppia, ma che purtroppo in singolo raramente riesce a replicare le cose buone che fa vedere insieme al fratello Jimmy, e non c’è assolutamente nulla di male in questo. Il wrestling, se vogliamo, è una forma d’arte molto vicina al teatro, il quale si poggia su una massima del Maestro Stanislavkij che può essere anche riadattata al mondo del wrestling: “Non ci sono piccoli ruoli, ma solo piccoli attori”. Se la trasponiamo nel wrestling, Jey fa benissimo in coppia, ma meno bene in singolo, quindi un prodotto che vuole valorizzare al meglio i suoi atleti deve fare in modo che essi possano esprimersi al meglio in ciò che sono capaci di fare, nascondendo per quanto possibile i loro difetti. Chi mi conosce anche su altri lidi sa che un esempio che porto spesso per dimostrare questa tesi e questo stile di booking è quello che Paul Heyman faceva in ECW con 911. Un wrestler pessimo, ma che sapeva fare una chokeslam perfetta. Come si risolve tutto ciò? Semplice: utilizzando 911 come mezzo per sedare le risse, all’ordine del giorno in ECW, facendogli fare chokeslam a tutto spiano, e solo quelle. Risultato? L’arena veniva giù ogni volta, perchè il pubblico sapeva che qualcuno stava per essere messo al tappeto.

Avendo quindi appurato il fatto che Jey Uso dovrebbe rimanere in tag team, bisogna chiedersi se la WWE abbia fatto bene a dargli la Royal Rumble e un push da main eventer, con tanto di titolo mondiale. Premesso che, come già scritto, questo cambio di divisione da tag a singolo ha messo in evidenza i limiti di Jey come performer, bisogna capire che questa decisione è stata presa dalla WWE quando Jey era incredibilmente over con il pubblico, in un modo che non si vedeva da diversi anni (qualche coraggioso potrebbe dire anche dallo “Yes Movement” di Daniel Bryan). A Jey uso va quindi riconosciuto un merito: quello di essere riuscito ad andare over in maniera organica con il pubblico, seppur in maniera inconsapevole. Pensare che tutto è partito da una parola pronunciata durante la conferenza stampa post Fastlane, dove tra l’altro Jey era palesemente poco lucido, è davvero clamoroso. La fortuna di Jey è stata però quella di riuscire, tra le altre cose, a fare breccia nella giusta tipologia di fan, diciamo quelli tra Millennials e Gen Z, che di base sono la percentuale più alta di fan che occupano le arene WWE. A parlare non sono solo io, ma anche i numeri: nella scorsa Elimination Chamber, il merch di Jey Uso era il più venduto dopo quello di John Cena e Cody Rhodes, e scusate se è poco. Anche il giorno della puntata di SmackDown a Bologna, chi vi scrive è stato testimone della popolarità dilagante di Jey Uso: un ragazzo che era con me sul bus verso Bologna era vestito da capo a piedi con abbigliamento di Jey Uso. Per cui, appurato tutto questo, se pensiamo che la WWE è un’azienda e come tale punta a fare il maggior profitto possibile, quando si ha un wrestler così over con il pubblico che porta anche un incasso notevole tra merchandise ed altri canali, non si può non puntare su di lui.

I problemi sono venuti fuori quando il materiale umano a disposizione non è stato supportato da una scrittura adeguata, facendo emergere tutta la sua inadeguatezza da main eventer singolo. Quando è stato evidente che Jey non era in grado di camminare sulle sue gambe una volta conquistato il titolo massimo, la WWE ha preso la giusta decisione e lo ha spostato di nuovo nella divisione dove è in grado di dare il massimo. Ovviamente, non si vuole togliere a Jey tutto ciò che lo ha reso così over, e quindi ben venga il conservargli lo “Yeet!” e tutti i mannerisms, ma quando parlo di supportare il performer con scrittura adeguata, mi riferisco anche a cose come fargli interrompere i match per fare “Yeet!” e far ripartire la musica, cosa che è un errore madornale per due motivi, che sono importantissimi e strettamente collegati: non solo viene meno il concetto cardine del wrestling di “sospensione dell’incredulità”, che da tale diventa assurdità bella e buona (vedasi per esempio la Rumble: mentre Jey era sul ring a “yeetare”, nessuno ha pensato di buttarlo fuori per guadagnarsi un vantaggio), ma proprio in virtù di ciò, il pubblico se ne discosta e cambia canale.

In conclusione, la WWE ha fatto benissimo a puntare su Jey Uso quando doveva, così come ha fatto bene a retrocederlo quando si è resa conto che non fosse in grado di reggere la pressione del titolo mondiale. Sicuramente si può dire che non abbia fatto un grande lavoro per supportarlo come si deve, ma comunque è innegabile che il caro Jey si sia conservato una considerevole fetta di pubblico affezionato. Di certo questo non deve portare la WWE ad abbassare la guardia, anche perchè sappiamo bene che con l’avvento dei social, tutti esprimono la loro opinione e i wrestler passano di moda in maniera molto repentina, venendo facilmente a noia dopo poco tempo.

Ebbene, amici ed amiche, anche oggi siamo arrivati alla fine. Mi auguro che quanto ho voluto scrivere in merito possa portarvi a sviluppare le vostre opinioni, che vi invito ad esprimere. Vi ringrazio ancora per l’opportunità, io sono il vostro Dario Rondanini e vi do appuntamento alla prossima occasione, sempre sulle pagine di Zonawrestling.net!

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