Amici ed amiche di Zonawrestling.net, un saluto dal vostro Dario Rondanini, di nuovo con voi per il terzo (di già?) editoriale su queste pagine. Oggi vorrei cercare di affrontare con voi un discorso un po’ complicato e che per certi versi potrebbe far indispettire molte persone. Potremmo dire che è un po’ il grosso elefante nella stanza dell’ultimo periodo, una questione che forse tutti hanno compreso ma che nessuno ha voglia di affrontare, per tutta una serie di questioni etiche, morali e così via.

Oggi vorrei provare a parlare di una questione importante: il recente rapporto che si sta creando (se così si può ancora dire) tra la WWE e i suoi fan. Ovviamente il discorso sarà su base generale, ma parlerò anche un po’ della situazione nostrana, visto il recente annuncio del ricco tour europeo. Innanzitutto, bisogna partire da un assioma semplice, assodato, e per certi versi anche scontato, ma oggi come oggi quantomai importante: il pro wrestling esiste grazie ai fan. Molti sicuramente diranno che è appunto un qualcosa di scontato, ma se si analizzano i recenti comportamenti che la WWE sta utilizzando per quanto riguarda i rapporti con la fanbase, si può vedere che il fan probabilmente non è più così importante per loro.

Personalmente ammetto che, quando accadde tutto ciò che sappiamo con Vince McMahon e ci fu il passaggio effettivo alla gestione TKO, non credevo che saremmo arrivati a questi livelli di oscurantismo verso i fan, che sono di fatto il motore principale di tutto. Certamente non mi aspettavo che la grande corporazione, che già possiede la UFC, avrebbe cambiato strategia, ma il livello è davvero clamoroso in certi casi. Se anche volessimo sorvolare sul taglio dei posti di lavoro tra i dipendenti WWE, che è purtroppo normale in questo tipo di operazioni, sicuramente non possiamo sorvolare sul carico di lavoro aumentato a dismisura per il team dei social WWE (quindi uscendo solo per un attimo dal discorso dei fan), che adesso si trova a dover caricare, per esempio, sul canale YouTube della WWE i match della Zuffa Boxing, che ovviamente ha legami con TKO, oppure le gare della PBR, il campionato di rodeo con i tori, in quanto la PBR è stata acquisita anch’essa dal gruppo.

Il punto è che se un’azienda riesce a sovraccaricare così i propri dipendenti, non possiamo certo aspettarci che abbia occhi di riguardo verso i fan. Tralasciando il discorso relativo alla qualità del prodotto, che è sicuramente uno dei motori che fanno muovere gli spettatori verso gli eventi, il problema principale è innanzitutto quello del costo dei biglietti esorbitante. Non volendo entrare per scelta in discorsi socio-economici che porterebbero via fin troppo tempo a me ma anche a voi, si deve dire che probabilmente TKO non si rende conto della situazione che loro stessi hanno causato. Felici e contenti del boom iniziale subito dopo la venuta di Triple H al team creativo (che comunque ci ha dato alcuni periodi di alta qualità), che ha significato un aumento degli incassi e dei profitti, oltre che del pubblico nelle arene, TKO ha continuato su questa strada, sicuramente evitando però di calmierare i prezzi dei tagliandi, quando anche in USA la situazione per i meno abbienti o comunque la “classe media” non è certamente delle migliori. Siamo d’accordo che le aziende debbano puntare a fare profitto, su questo non ci piove, ma se uno dei canali attraverso cui il profitto arriva (appunto il fan) è “outpriced”, ossia quando i biglietti sono più cari rispetto alle possibilità economiche dell’individuo, questo alla lunga inizierà a notarsi. La WWE prova a buttare un po’ di polvere sotto il tappeto annunciando ogni volta che “evento X è l’evento con più incassi della storia” o proclami simili, ma l’altro lato della medaglia è che questo traguardo si raggiunge solo perchè i prezzi sono più alti e quindi se la gente paga, è normale che l’evento raggiunga il traguardo. Ma quanto ancora potrà andare avanti, se le persone non possono più permettersi il prezzo, soprattutto in determinate città o in determinate zone?

Un caso eclatante, forse il più eclatante di tutti, quello di WrestleMania 42. Le ultime notizie parlano di una Mania che fatica a vendere, e i motivi sono sotto gli occhi di tutti. Se il booking non è esaltante, seppure secondo il sottoscritto sia in corso una lenta ripresa, i problemi quelli veri sono altri: innanzitutto il già citato costo elevatissimo dei biglietti e dei pacchetti, e poi il fatto di tenere un evento di tale portata nella stessa città dell’anno precedente. Le federazioni hanno uno specifico reparto che si occupa proprio di trovare posti e location in cui tenere gli eventi, proprio per evitare di tornare nella stessa zona troppo spesso, al fine specifico di evitare di trovarsi le arene vuote, in quanto le persone ci sono già state. Lo stesso potrebbe dirsi di Mania, se vogliamo: quelli che ci sono andati l’anno prima non ci andranno ancora (parlo dei locali) ed è difficile capire se tanti fan americani che non sono residenti di Las Vegas abbiano le possibilità di potersi spostare. E’ ovvio che il colpo d’occhio ci sarà comunque, è pur sempre WrestleMania, e sicuramente la WWE farà affidamento sui fan internazionali che potrebbero decidere di fare il viaggio della vita per vedere l’evento. In quanti però possono davvero farlo, con la situazione economica attuale? Continuare a vivere in questa bolla non è salutare per TKO, ma non sembrano volerlo comprendere.

Una “soluzione” per il problema delle vendite però sembra essere stata trovata, e non parlo dell’abbassare i prezzi dei biglietti (che è stato comunque fatto, seppur con riluttanza), ma bensì dell’effettuare blackout per tutte le attività commerciali entro un determinato raggio dall’Allegiant Stadium. Avete presente quando siete per strada con amici e volete andare a bere qualcosa la sera di un grande evento sportivo? Quando entrate in un bar e questo ha l’evento in TV da potervi far vedere? Bene, secondo TKO questo non si potrà più fare, perchè se vuoi vedere WrestleMania devi andare allo stadio. Il problema è che, appunto, i biglietti hanno un costo esorbitante. E quindi, non potendoli acquistare, e non potendo nemmeno vedere l’evento in un esercizio commerciale autorizzato, si entra in una situazione dove il fan, pur volendo sovvenzionare e supportare l’azienda per guardare il suo prodotto di punta non può farlo, e al contempo si danneggia anche l’economia locale, di fatto togliendo dei guadagni agli esercenti che avrebbero potuto approfittare dei clienti moltiplicati. Che dire, un ottimo lavoro davvero.

E per gli show in Italia? Cosa potrebbe significare? Sicuramente il successo dei due eventi di Bologna è un segnale importante, ma le polemiche sollevatesi dopo la puntata di SmackDown sul prezzo dei biglietti sicuramente erano un altro segnale altrettanto importante di cui speriamo si terrà conto. La situazione in Italia è nota a tutti: si lavora sempre di più per guadagnare sempre meno, gli italiani attuali sono più poveri di quelli di prima, e già all’epoca della puntata dello scorso anno c’erano persone che hanno dovuto sostenere uno sforzo economico notevole per un posto in “piccionaia”. Secondo alcuni, i prossimi show in Italia non andranno sold out, e il sentore attualmente è che, nonostante il desiderio di WWE nel nostro paese sia ancora forte, il sold out non arriverà.

Di fronte a tutte queste cose, che possiamo fare, quindi, noi appassionati? Purtroppo, non esiste una risposta precisa a questa domanda. L’unica cosa che mi sentirei di dire è che noi fan dobbiamo continuare ad esercitare l’unico potere che abbiamo, che se vogliamo è quello che ci rende potenti agli occhi delle aziende: il potere d’acquisto. Per poter fare in modo che le cose cambino, non affatichiamo le nostre finanze se non ne abbiamo la possibilità, lasciamo le arene vuote ed allora, forse, la WWE capirà che senza i fan, non può esserci pro wrestling che possa definirsi tale. Dopotutto, nessuno vuole un altro ThunderDome, immagino…

Ed anche per questa settimana è tutto! E’ stato un pezzo difficile da scrivere, ma spero che possano nascere delle discussioni e dei discorsi costruttivi da tutto ciò. Io come sempre vi ringrazio e vi do appuntamento alla prossima, sempre qui su Zonawrestling.net!

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