Particolare che questo pezzo esca oggi. Soprattutto dopo la puntata di Raw di ieri che è stata molto bella. Forse il miglior Raw post Mania da molti anni a questa parte. Però non ci possiamo dimenticare di quanto avvenuto lo scorso fine settimana e soprattutto di quanto accaduto negli scorsi mesi. Dove il booking pigro di Triple H e i suoi collaboratori ha messo a dura prova anche la pazienza dei fan più accaniti.

In tanti si sono arrabbiati dello spettacolo dell’ultima edizione di Wrestlemania. Si sono anche stupiti. Ecco, io mi stupisco di chi si stupisce. Perché quanto visto è stato il riassunto di cose che in questa rubrica vi ho segnalato per mesi e che per mesi, alcuni, hanno minimizzato. “Aspettiamo di vedere cosa succede”, mi dicevano. Solo che a Wrestlemania le storie si fermano, si chiudono. E quando si chiudono male, dopo esser state sviluppate male, un po’ ci si infastidisce.

Partiamo da un presupposto: non è stata una edizione brutta. È stata però una edizione piatta. Tolti 4 match (tra i quali il meraviglioso main event della Night 1 che entra di diritto fra i migliori match dell’anno), è sembrato di assistere ad una noiosa puntata di Smackdown unita ad una di Main Event o Level Up. Con un sacco di scelte dubbie, forzate, talvolta senza senso. Ma se la narrativa è mediocre, almeno il match sarà di alto livello? No. Anzi.

Prima serata di Wrestlemania

Lo scontro tra Jey e Gunther non partiva coi favori del pronostico. Scrittura brutta con qualche piccolo sussulto, poi il match. Dove i due non cliccano, dove si vedono gli enormi difetti di Jey in singolo, il modo in cui sporca le mosse che non lo fanno un campione appetibile. Poi c’è quel finale lì, che è una chiara presa in giro. Sia per quanto dura (pochissimo). Sia per chi la riceve. Dicevo che il personaggio di Gunther era stato svuotato di senso nei mesi, in quel match è stato letteralmente sotterrato.

Sgonfio il match per i titoli di coppia, con un timing totalmente sbagliato nella gestione del turn del New Day, di cui non frega assolutamente niente a nessuno. Avessero vinto i titoli subito dopo l’attacco a Big E e li avessero persi a Mania contro i War Raiders, avremmo avuto qualche rilevanza in più per le cinture e una storia che si apre e si chiude con intelligenza. Stesso discorso anche per Jade e Naomi, insufficienti ma meno di quanto ci saremmo attesi. Al posto della Cargill ci sarebbe dovuta essere Bianca, per avere un minimo di starpower e per dare all’ex campionessa AEW il modo di vendicarsi nel momento giusto.

Triple H ha fatto capire in conferenza stampa che l’infortunio di Rey Mysterio li ha mandati nel panico. Il debutto di Fenix è stato liquidato da una gimmick parodia, e questo la dice lunga sull’attuale considerazione del messicano. LA Knight vs Fatu e Charlotte vs Tiffany, tra costruzioni standard e tantissimi errori, non hanno scaldato. Li avessero fatti a Smackdown, nessuno avrebbe avuto da ridire. Sono la rappresentazione plastica della piattezza della serata fino al Main Event.

Seconda serata di Wrestlemania

I primi tre match avevano illuso. Molto buoni, solidi, che danno più di una speranza per i successivi. Poi la Levesquite prende il sopravvento.

In pratica hanno avuto due settimane per decidere che la Open Challenge di Orton dovesse essere risposta da un jobber che è diventato famoso grazie a un trend. Due settimane per partorire una cosa da house show nello Showcase of The Immortals. Sarebbe dovuto scendere giù il mondo per gli insulti, e invece facciamo passare anche questa.

E se Logan Paul e AJ Styles sono un’altra testimonianza della piattezza Made in WWE, il tag team match per i titoli di coppia femminili è quantomeno singolare. Certo, Becky aveva avuto trascorsi con Liv e con Lyra. Hanno creato una Mania moment. Ma francamente la scelta di levare Bayley SENZA ALCUN MOTIVO all’ultimo minuto è una decisione che conferma come l’ultimo Vince McMahon non se n’è davvero mai andato via dalla WWE. Non dicano che le storie di Wrestlemania sono decise mesi prima, se poi fanno queste scelte. Becky era disponibile tanto 2/3 settimane quanto lo scorso weekend. Avrebbero potuto scriverla in altro modo, questa storia. Molto prima. E legarla a quanto avvenuto a Raw, quasi in maniera assurda. Becky ne esce come una pazza. E non è quello il suo personaggio.

Il main event è sufficiente. Molto basico, molto lento, molto chiamato, con un overbooking da asilo mariuccia che non aggiunge nulla al match. L’assenza di The Rock è narrativamente devastante. Sarebbe stato più sensato il turn di Cena in questa occasione, con la Night 2 che si sarebbe chiusa con un nuovo shock moment. Così invece è stato, ancora una volta, tutto piatto.

Bonus!

Avevano tante possibilità. Hanno lanciato una monetina e hanno pescato la parte sbagliata. Certo è che molte cose non hanno funzionato. E si sono sentite le assenze.

Ad esempio perché è mancata Nia Jax dopo aver fatto 8 mesi da main character di Smackdown, con un regno da campionessa? Possibile che non ci potesse essere nulla per lei? Misteri di Triple H.

Ad esempio penso anche a Roxanne Perez. Una ragazza che arriva seconda nel Rumble match. È una delle protagoniste dell’Elimination Chamber. Finisce inspiegabilmente nel kickoff dello show di NXT.

Ad esempio penso a Sami Zayn. Posto che la sfida con Kevin Owens è stata fatta evidentemente di corsa. Ma possibile che una compagnia come la WWE non avesse nulla da fargli fare a Wrestlemania?

Ad esempio i tag team di Smackdown. Hanno vivacchiato per mesi facendo esattamente le stesse identiche cose settimana dopo settimana e passandosi le cinture senza soluzione di continuità. Ci hanno fatto odorare un match fagiolata per Mania. Decidono un TLC e lo stipulano per… Smackdown. Quando avresti potuto tagliare 4/5 match di Mania per fargli spazio.

Ad esempio Chelsea Green, che è stato un personaggio di punta della categoria femminile di Smackdown e qui non aveva neanche un singolo angle.

Ad esempio Solo Sikoa, che è passato dalla storyline principale del 2024 a non essere incluso nella card, neanche per rispondere a una open challenge. Come si dice? Ah si, long term booking.

Infine..

È chiaro che non tutti possono essere inclusi nelle due notti di Wrestlemania. Ma è altrettanto chiaro che una compagnia debba saper chiudere un cerchio iniziato mesi prima, sfruttando al meglio i propri atleti. Soprattutto se dice di scrivere queste storie mesi e mesi prima. Probabilmente non sarebbe cambiato granché, ma in card ci sarebbe stato quel pizzico di starpower e di qualità in più che è mancata. E che non avrebbe fatto arrabbiare i fan più duri e puri.

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Corey
Giornalista ed esperto di comunicazione, dal dicembre del 2007 è coordinatore e redattore di Zona Wrestling. Autore di rubriche di successo come il Pick The Speak, Wrestling Superstars, The Corey Side, Giro d'Italia tra le fed italiane, Uno sguardo in Italia, Coppa dei Campioni, Indy City Beatdown e tante altre. Il primo giornalista in Italia ad aver parlato diffusamente di TNA ed AEW su un sito italiano di wrestling, e ad aver creato un podcast dedicato alla AEW e alla WWE.