Tre ppv sono andati agli archivi. Ora la strada continuerà a salire tra un ppv pesante (“All Out”) e l’inizio dei tapings televisivi per il programma settimanale su TNT. La All Elite ha superato scuole medie e superiori, ed ora deve entrare all’università con la convinzione di poter e dover fare bene. I fan che li adorano continuano a seguirli con grande trasporto; coloro che dall’inizio li hanno avversati, continuano invece a criticarli. Ho selezionato dunque le quattro critiche più comuni rivolte a Cody e compagni, torneranno utili per la struttura della compagnia nel corso dei prossimi mesi.

LA CATEGORIA FEMMINILE FA SCHIFO

Sì la frase è forte. Al momento si tratta della categoria più debole, hanno fatto ruotare tanto le ragazze messe sotto contratto e la sensazione è che finora non siano in grado di operare la svolta. Fa schifo? Obiettivamente no. Ci sono stati match che sono venuti veramente male (Leva Bates vs Allie), altri un po’ meglio (il 3 vs 3 joshi di Double Or Nothing). La media è superiore a quanto proposto ogni settimana dalla WWE, ma è dura farlo capire se l’aspettativa è sempre più alta della realtà. È indubbio come manchino due/tre ragazze abili a trascinare tutto il resto. O meglio, non mancano: semplicemente non hanno ancora lo status adatto. Kylie Rae, Bea Priestley, Britt Baker, le giapponesi sono tutte brave ma vanno costruite con pazienza, il programma settimanale sarà utile anche per questo.

MANCA IL MATCH OF THE YEAR

Qui c’è da capire cosa si intenda per “match of the year”. Cody vs Dustin, Cima vs Kenny Omega, Moxley vs Janela, Young Bucks vs Lucha Brothers sono dei papabili match dell’anno. Dunque in ciascun ppv c’è stato almeno un incontro di altissimo livello sulla base di quanto proposto in tutto il panorama del wrestling presente. È vero che da questi ragazzi ci si aspetta di più, è vero che ci sono state delle delusioni, ed è vero che le card sono sembrate a volte troppo pompose rispetto alle reali capacità di ciascun atleta impegnato. Hanno bisogno di costruire eventi compatti, variegati, che diano a tutti gli spettatori la sensazione di essere coccolati e presi d’interesse. Fyter Fest ha funzionato benissimo nella main card, ad esempio. Quella è la strada migliore.

I PPV SONO NOIOSI

Questa è la critica che comprendo meno. Cioè non comprendo, da parte di fan anestetizzati da decenni di nonsense in salsa WWE, come possano criticare seriamente i match della All Elite Wrestling. Passino i gusti personali, ma alla lunga l’intenzione di un evento – un qualsiasi evento – è quella di far passare 2/3 ore di tranquillità al fan senza giocare con la sua intelligenza. In ciascun ppv si è visto atletismo, tecnica, preparazione vecchio stile, pazzia, storie raccontate come si deve. Specifico: non è che funzioni tutto. Non è esiste lo show perfetto. Ma nella media, nel complesso, gli show prodotti finora dalla AEW sono incriticabili se parliamo di main card. I preshow invece non sono usciti bene, soprattutto quelli degli ultimi due eventi.

MA QUALE RIVOLUZIONE?

Sì, Cody ha un po’ rotto le palle con sta storia della rivoluzione. Anche perché oggi, mischiando indy e major, la All Elite Wrestling ha prodotto soprattutto molta aria di restaurazione. Infatti non si sta conformando come una federazione che vuole invadere il campo della WWE e toglierli i fan. Magari con qualcuno ci riescono pure, ma recenti statistiche hanno dimostrato che i fan dei McMahon rimangono fan dei McMahon, soprattutto nella fascia 14-34. La AEW sta andando invece a pescare vecchi tifosi: quelli che hanno vissuto l’attitude era, la ruthless aggression, la monday night war. Si tratta di persone tra i 30 e i 50 anni che nell’ultima decade hanno mollato la federazione di Stamford, che ogni tanto seguono qualcosa di giapponese o di indipendente, e che chiedono a gran voce qualcosa che gli ricordi la propria infanzia. Ecco dove sta giocando la sua partita il progetto di Khan, e credo che avremo maggiori indicazioni una volta che sbarcheranno settimanalmente in tv.

Se avete altre critiche riguardo la All Elite Wrestling, scrivetele nei commenti. Costruiamo un dialogo sulle lacune della neo compagnia e vediamo quali migliorie andrebbero fatte.

Grazie!

Corey
Dal 2006 redattore di Zona Wrestling e autore di rubriche come il Pick The Speak, Wrestling Superstars, The Corey Side, Giro d'Italia tra le fed italiane, Uno sguardo in Italia, Coppa dei Campioni, Indy City Beatdown e tante altre. Studioso del wrestling in tutte le sue sfaccettature.