Jon Moxley è entrato in riabilitazione per problemi di alcol nel novembre 2021. La decisione è stata presa dopo aver raggiunto un punto in cui non riusciva più a smettere di bere. Spinto dall’amore per la figlia Nora e la moglie Renee, ha cercato un aiuto che lo facesse uscire dal loop.
Da allora, dal 2022, è rientrato a combattere ma palesando un cambiamento nello stile di lotta e nella dinamicità delle sue azioni. Ritrovandosi spesso a fare i conti con tante critiche, di chi rimane ancorato al Moxley che fu. A quello che probabilmente non potrà mai più essere e che neppure lui vorrà ripetere.
Lì è cambiato anche il suo personaggio. Qualcosina si era già vista nello stesso 2021. Quando decise di fare un passo indietro per lanciare l’amico Eddie Kingston e addossarsi tutto il peso delle fatiche del team. Al ritorno dalla riabilitazione sono arrivati un regno titolato, i problemi con Punk, la cintura IWGP, la nascita prima del Blackpool Combat Club e poi dei Death Riders.
In quest’ultimo caso non tutto è andato nel verso giusto. Ma il sottotesto che emerge, dopo un anno dalla nascita della stable, è che Jon ha lanciato un monito di forza e di arroganza nei confronti del roster della AEW per celare le proprie fragilità, le difficoltà che incontrerebbe nello stare in solitudine, in un contesto dove in verità la competizione è sempre molto alta.
Ha rischiato tanto in questi mesi. Come nel feud con Copeland. Quando l’ex Edge gli spazzò via la stable. O quando Swerve pareva lanciato verso la conquista della cintura. I fantasmi sono ritornati a All In. In quel Texas Death in cui sono riemerse le paure, il vuoto alle spalle, la sensazione di non essere abbastanza. Da solo. La stessa sensazione avuta a WrestleDream.
È vero, ho criticato il finale del match con Allin. Ma ho spiegato cosa intendessero fare e nella coerenza di narrazione dei due personaggi, era un racconto giusto. Solo è venuto un po’ male. Aggiungiamoci la ribellione di Kris Statlander.
Certo, quel Moxley lì è anche colui che architetta la brutale aggressione a Allin. Ma è anche quello che a breve perderà tutto. Perderà la sua identità, credibilità. E perderà il supporto della stable: l’evoluzione deve essere il turn face e la fuoriuscita (non priva di dolore) dai Death Riders. Per tornare a navigare nel mare infestato dagli squali. Come disse a Yuta: dovrà imparare a sopravvivere per non annegare.








