Dal dominio nell’ottagono alla tragedia personale: la caduta di un campione
Cain Velasquez, due volte campione dei pesi massimi UFC, dovrà scontare cinque anni di prigione per tentato omicidio. L’ex fighter messicano-americano, che nel 2010 aveva demolito Brock Lesnar in appena quattro minuti, si trova ora dietro le sbarre per aver cercato di farsi giustizia da solo contro Harry Goularte Jr., l’uomo accusato di aver molestato sessualmente suo figlio in un asilo.
La sentenza, emessa nel marzo 2025, ha tenuto conto del tempo già trascorso agli arresti domiciliari e in carcere preventivo: con 1.283 giorni già scontati, Velasquez potrà richiedere la libertà condizionale nel marzo 2026.
L’inseguimento e gli spari: cosa accadde il 28 febbraio 2022
Il 28 febbraio 2022, a San Jose in California, Velasquez venne a sapere che Harry Goularte Jr. era accusato di aver abusato sessualmente di suo figlio in un centro diurno. Invece di affidarsi alla giustizia, l’ex campione decise di vendicarsi personalmente.
Velasquez rintracciò Goularte e lo inseguì ad alta velocità per le strade della città. Durante l’inseguimento, sparò contro il veicolo del sospettato, ma i colpi colpirono accidentalmente Paul Bender, il patrigno di Goularte, ferendolo al braccio. L’ex fighter fu immediatamente arrestato con l’accusa di tentato omicidio.
La strategia difensiva e il patteggiamento
Dopo due anni di battaglia legale, Velasquez ha scelto di dichiararsi colpevole di tentato omicidio, una mossa che gli ha evitato l’ergastolo. Il patteggiamento ha infatti portato all’archiviazione dell’accusa di omicidio premeditato, che avrebbe potuto costargli il carcere a vita.
Prima della sentenza, Velasquez ha ammesso i propri errori nel podcast di Kyle Klingsbury: “Il modo in cui ho gestito la situazione non era quello giusto. Non possiamo farci giustizia da soli. So che quello che ho fatto è stato molto pericoloso per altre persone, non solo per quelle coinvolte, ma anche per persone innocenti. Capisco quello che ho fatto e sono disposto a fare tutto il necessario per ripagare il mio debito”.
La carriera spezzata: dall’UFC alla WWE
Prima di questa tragedia, Velasquez era considerato uno dei pesi massimi più dominanti nella storia dell’UFC. Con un record di 14 vittorie e 3 sconfitte, conquistò due volte il titolo dei pesi massimi. Il momento più iconico della sua carriera fu la vittoria contro Brock Lesnar all’UFC 121, dove mise KO l’ex campione WWE in soli 4 minuti e 12 secondi.
Nel 2019, conclusa la carriera nelle arti marziali miste, Velasquez tentò il salto nel wrestling firmando con la WWE. La sua avventura fu però brevissima e deludente: sfidò nuovamente Lesnar a Crown Jewel, ma questa volta fu sconfitto in un match poco memorabile. La WWE lo licenziò nell’aprile 2020, durante i tagli al roster causati dalla pandemia.
Il sostegno del mondo MMA e il caso ancora aperto contro Goularte
Dopo la sentenza, molti fighter dell’UFC si sono schierati dalla parte di Velasquez, facendo diventare virale l’hashtag #FREECAIN sui social media. La comunità delle MMA ha mostrato comprensione per le motivazioni che hanno spinto l’ex campione a compiere quel gesto, pur non giustificando le sue azioni.
Nel frattempo, Harry Goularte Jr. deve ancora affrontare il suo processo. È accusato di atti osceni su minore, accusa per la quale si è dichiarato non colpevole. Dal 2022 è libero su cauzione con braccialetto elettronico e il suo processo dovrebbe iniziare nel giugno 2025. Inoltre, è stata intentata una causa civile a nome del figlio di Velasquez contro Goularte e i suoi genitori, che gestivano l’asilo dove sarebbero avvenuti gli abusi.








