Qualche mese fa scrissi di stare attenti a Collision. A differenza di scriveva “sono 90 minuti di m*rda” senza neanche guardare lo show o prendendo clip a caso, feci notare come dalla prima puntata di gennaio, la AEW avesse ribaltato il programma, rendendolo dinamico, fresco, divertente sotto tutti i punti di vista.

Liberato dalla necessità di narrare per parole, Collision oggi è un continuum di incontri e di situazioni che raccontano una storia sulla base della psicologia che intercorre tra fazioni, tra singoli wrestler o tra tag team. Tirando fuori di volta in volta match pregevoli, non fini a se stessi, con spunti che allungano un feud senza (quasi mai) perdere un minimo di coerenza.

Badate bene, non sto dicendo che è uno show perfetto. Ma è ciò che dovrebbe effettivamente essere un b show. Senza fronzoli, senza sovrastrutture. Semplice, ma efficace.

Ed è ciò che era stato ragionato fin dall’inizio, quando doveva essere semplicemente l’isola felice di CM Punk. Molti wrestler infatti compaiono solo in questo show, hanno feud solo qui, e questo spinge gli spettatori a seguire lo show sapendo che non troveranno alcuni di essi altrove. Idem per la difesa di alcuni titoli. O per la crescita di alcuni wrestler (ultimamente Kyle Fletcher e Megan Bayne).

C’è anche un altro aspetto. Negli ultimi anni è stato imputato alla AEW (non a torto) di non saper dare una continuità alle storie del low e del midcarding. Spesso i feud iniziavano, si fermavano, riprendevano, si perdevano. Oggi non è così. Oggi gli atleti di quelle fasce di spettacolo ottengono sia la prosecuzione fedele di settimana in settimana di un discorso, sia una visibilità non fugace, ma centrata in un momento specifico del programma. Pensate ad esempio a come Big Bill, Brian Keith e i Gates Of Agony hanno ottenuto spazio ed elogi col bel street fight dell’ultima puntata.

Alla fine, lo dicono i fatti, il pubblico sta apprezzando parecchio Collision. Ogni puntata a sé riesce a ottenere il sold out (sebbene con un setup ridotto). E gli ascolti televisivi sono cresciuti: da una media di 334 mila si è passati a una media di 400 mila telespettatori, con qualche picco (707 mila a fine aprile, col traino della NBA). Da non dimenticare che il programma va in onda in seconda serata, al sabato, in uno slot dove risulta uno dei programmi più visti. Oppure, di tanto in tanto, viene spostato al giovedì, sempre in seconda serata, col rischio di perdere spettatori non attenti.

Se posso darvi un consiglio, date qualche chance a Collision. Se volete divertirvi, avete 90 minuti liberi, questo è lo show giusto che passa tutto d’un fiato e non pesa. Ci sono bei match, ci sono le storyline. È il b show ideale.

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Corey
Giornalista ed esperto di comunicazione, dal dicembre del 2007 è coordinatore e redattore di Zona Wrestling. Autore di rubriche di successo come il Pick The Speak, Wrestling Superstars, The Corey Side, Giro d'Italia tra le fed italiane, Uno sguardo in Italia, Coppa dei Campioni, Indy City Beatdown e tante altre. Il primo giornalista in Italia ad aver parlato diffusamente di TNA ed AEW su un sito italiano di wrestling, e ad aver creato un podcast dedicato alla AEW e alla WWE.