È proprio un esame quello che avverrà domenica a Torino e negli show seguenti che si svolgeranno nel nostro Bel Paese. Perché fino a poco tempo fa sembrava davvero un’ipotesi lontanissima quella che un premium live event potesse svolgersi qui. Il grande merito di questa iniziativa credo sia da attribuire a Netflix: se l’intera programmazione WWE a livello internazionale non fosse stata acquisita dalla piattaforma streaming più diffusa al mondo, dubito che saremmo arrivati a un evento simile qua da noi. Già potevamo essere contenti che dopo tanti anni fossero tornati a esibirsi nelle puntate settimanali invece che in semplici house show, ma un premium live event era inimmaginabile.

Non ci sarebbe stato neanche da stupirsi troppo se la card fosse stata banale. Siamo nel post Wrestlemania, di solito finché non ci si avvicina a Summerslam le cose non sono troppo movimentate: i veri fuochi d’artificio vengono sparati nei due eventi citati. E sembrava quella la direzione per Clash in Italy, dato che fino a poche settimane fa era annunciato solo Cody vs Gunther. Rhodes è certo la bandiera attuale ed è immancabile, ma sembrava difficile che venissero difesi entrambi le cinture mondiali.

Invece il rematch tra Reigns e Fatu è stato ufficializzato, con pure la stipulazione speciale del tribal combact. Se Jacob sembrava solo un avversario di transizione post Wrestlemania, ora non ne sono sicuro. E considerato che Gunther dalla vittoria per sottomissione nell’ultimo match di Cena ha raggiunto uno status importantissimo, direi che abbiamo entrambi i match titolati piuttosto in bilico.

Ma la vera sorpresa l’abbiamo avuta due episodi di Raw fa, con il ritorno del “ritirato” Lesnar, per un rematch contro Oba Femi che è davvero un regalo che la WWE ci ha fatto. Avessi saputo che Brock sarebbe ritornato, avrei dato per scontato che non lo avrebbe fatto in Italia, ma a Riyadh, dato che gli arabi sono sempre pronti a ricoprire d’oro la compagnia per veder lottare nel loro Paese i wrestler più famosi. Completano il tutto due match femminili in cui ci sono due stelle assolute e che scatenano più reazioni come Rhea Ripley e Becky Lynch, oltre alla nuova stella Sol Ruca e la statuaria Jade Cargill. Una card davvero impensabile, segno che la WWE creda in questo primo PLE italiano e abbia apparecchiato il tutto al meglio. Ma come sta andando la risposta degli italiani?

Non ho dati certi in mano, ma mi sembra che il sold out non lo si stia raggiungendo. I continui abbassamenti nel prezzo dei biglietti sono un segno che si stia faticando a riempire le arene. E questo a cosa è dovuto?

Credo ci siano tanti fattori. Ritrovarci di colpo con Clash in Italy, Raw, Smackdown e due house show forse è stato un eccesso di offerta. In Italia il wrestling è comunque una nicchia rispetto ad altri spettacoli, siamo lontani dal livello di coinvolgimento nazionale di quando andava lo show blu in chiaro su Italia Uno. Credo che con l’intera programmazione passata su Netflix le cose miglioreranno, con vecchi appassionati che tornano a dare un’occhiata e nuovi fan che danno una chance, ma non è un processo immediato.

Forse la scelta di Torino non è stata la più azzeccata. Considero Milano l’unica città europea italiana, per servizi e strutture, rispetto a Torino è più raggiungibile sia con mezzi di terra che di aria. Non dico che il capoluogo piemontese sia una cattiva scelta, ma non è la migliore.

Il costo dei biglietti di TKO è sicuramente un altro motivo. Sono partiti solo con i posti vip da migliaia di euro, per poi passare alle combo PLE più Raw. La combo significa per chi arriva da lontano essere a Torino la domenica e ripartire il martedì mattina, un bel problema per chi lavora, oltre i costi che salgono per chi deve pagarsi pure l’hotel. Poi si è arrivati ai biglietti singoli normali, io ad esempio ne ho preso uno circa centocinquanta euro. Fosse stato un concerto di un cantante anche importante con quella cifra mi sarei assicurato dei posti piuttosto buoni, a Clash in Italy sarò in piccionaia, per quanto mi dicono che l’arena sia piccola e si veda bene ovunque. In un Paese dove la cultura del wrestling non è così radicata, la maggior parte lascia perdere a certe cifre.

Io non faccio i conti in tasca a nessuno, io da ligure e con amici che mi ospitano riesco a contenere i costi di viaggio e alloggio, ma per chi arriva più lontano tutto diventa più difficile. Ciononostante spero con tutto il cuore che questo evento, anzi, questi eventi vadano per il meglio. Perché noi fan italiani di wrestling saremo anche una nicchia, ma amiamo questo sport spettacolo e abbiamo fame di esso. Se alla fine del tour la WWE sarà soddisfatta, forse potremo diventare un appuntamento fisso ora che la federazione sta consolidando i PLE internazionali. Una risposta tiepida potrebbe invece significare un arrivederci della WWE, che magari farà eventi in Inghilterra, Francia, Germania e Spagna, con noi ad accontentarci di un episodio di Smackdown come l’anno scorso o peggio, con forse solo degli house show. La card che ci hanno proposto è davvero succulenta, spero che nonostante certi errori anche della stessa WWE nella gestione del tutto si possa promuovere gli eventi come un successo. I fan italiani che anche quando il wrestling è sparito dalla tv hanno continuato a seguire se lo meriterebbero.

Sergedge – W

Aiutaci a portarti più wrestling

Bastano 5 secondi: scegli Zona Wrestling come fonte preferita su Google e seguici su Google News.

Scegli Zona Wrestling come fonte preferita Apre le preferenze Google · 1 click
Seguici su Google News Apre Google News in una nuova scheda

Gratis · Nessuna registrazione · Puoi annullare quando vuoi