Da quel che emerge dagli indici di ascolto, più di un milione e mezzo di persone guardano Raw e SmackDown ogni settimana. Alle volte si arriva a due milioni, altre volte si gira attorno al milione e otto (come successo settimana scorsa a SmackDown), altre si scende sotto il milione e mezzo (come successo a Raw). Per quel che riguarda NXT, invece, le cifre oscillano tra i cinquecentomila e i settecentomila spettatori. Semplificando al massimo, possiamo dire che un terzo dei fan americani della WWE guarda NXT rispetto a Raw e SmackDown. Con una simile percentuale, la conseguenza è che i wrestler che da NXT debuttano nel main roster non siano esattamente dei perfetti sconosciuti come avveniva ai tempi della FCW, o nei primi tempi dello show giallo quando i numeri dovevano ancora crescere molto. Adesso, sebbene due fan della WWE su tre non seguano NXT, se un wrestler dello show giallo passa al main roster possiamo dire che buona parte dei fan sappia benissimo chi sia.

In una recente intervista, Jon Moxley ha parlato dello Shield, affermando che il trio dei mastini della giustizia potrebbe essere stata “l’ultima grande stable” che proveniva dal “vecchio modo di fare le cose prima di NXT”; quale vecchio modo? Quando debuttavi nel main roster e dunque nessuno sapeva chi eri, avendo dunque carta bianca per riscrivere da zero il tuo personaggio, essendo esso un mistero agli occhi del pubblico.

Effettivamente, i primi tempi nessuno si preoccupò più di tanto quando Seth Rollins debuttò da heel nello Shield pur essendo l’attuale campione di NXT (e babyface se non ricordo male), così come Big E, ai tempi con un “Langston” in più nel nome, debuttò al fianco di Dolph Ziggler ed AJ Lee come cattivo nonostante ad NXT avesse un personaggio totalmente diverso.

Non c’era, si può dire, un’aspettativa da rispettare. Prendendo ad esempio una Asuka, se non avesse trascorso quel periodo da campionessa imbattuta ad NXT le lamentele sulla sua gestione non sarebbero state così insistenti; certamente in molti si sarebbero resi conto del talento della giapponese e avrebbero ritenuto uno scandalo farla perdere contro Carmella o uno spreco renderla una campionessa di transizione, ma la sua mala gestione non avrebbe colpito “così” tanto senza il suo periodo ad NXT.

Jon Moxley parla di stable, ma attenzione, Moxley non dice che lo Shield è stata l’ultima grande stable in toto, ma solamente del periodo pre-NXT. Si potrebbe, tuttavia, insinuare che nessun’altra stable ha avuto il successo dello Shield?

Premessa: in realtà anche lo Shield ha avuto i suoi alti e i suoi bassi e non è stato sempre gestito nel migliore dei modi; si può dire, però, che il bilancio sia stato positivo, che lo split abbia avuto un grosso impatto nelle memorie dei fan e che i suoi componenti, una volta sciolto il gruppo, abbiano conquistato una posizione di rilievo (Seth Rollins e Roman Reigns sono due main eventer consolidati della WWE).

Attualmente nel main roster non esistono stable. I New Day sono stati divisi, sebbene rimangano uniti “spiritualmente”, i Lucha House Party hanno perso Kalisto e quindi rimangono in due; in ultimo l’Hurt Business è stata sciolta e le proteste sono state feroci, visto quanto la stable stava funzionando. Ma se vogliamo parlare di gruppi provenienti da NXT, il caso più recente è quello della Retribution, una stable nata morta, gestita male che più male non si può e che verrà probabilmente utilizzata come metro di paragone per le stable fallimentari da adesso in avanti. Se volessimo tornare più indietro, abbiamo avuto l’esempio dei SAnitY, dei Forgotten Sons e prima ancora della Wyatt Family. Leggendo questi tre nomi pare evidente che siano state tutte stable più fallimentari dello Shield, ma allo stesso tempo non si può imputare il loro fallimento al fatto di provenire da NXT.

Analizziamo ad esempio i SAnitY. Sicuramente il loro passato ad NXT ha portato i fan ad aspettarsi grandi cose per questo gruppo, ma il suo fallimento è forse da imputare a queste aspettative pregresse? Sappiamo tutti bene a cosa è dovuto il loro fallimento: a una gestione scriteriata che non ha mai portato il gruppo ad avere neanche un decimo della “figaggine” che aveva a NXT, ma anche senza quel metro di paragone il giudizio sarebbe stato impietoso. Ritengo che un fan medio sia in grado di cogliere la differenza tra una storyline semplicemente brutta e una storyline “non all’altezza” delle precedenti.

Lo Shield, forse, più che l’ultima grande stable, è stata un’eccezione, un caso raro. Vero è che adesso ad NXT le stable pullulano e sembrano anche gestite molto bene, ma è anche vero che alcune muoiono prima di arrivare nel main roster, vedasi lo split della Undisputed Era. Forse, memore degli errori passati, la WWE adesso ci pensa bene prima di gettare quattro o cinque wrestler contemporaneamente a Raw o a SmackDown.

A cosa è stato dovuto il successo dello Shield? Davvero è stato merito del loro essere praticamente sconosciuti al grande pubblico? O si è trattato di semplici buone, anche buonissime, scelte di booking?

Ad ogni modo, Shield, buon compleanno, ogni tanto mi manchi ancora.

Celeste "Ysmsc", infesta ZonaWrestling ormai da sette anni e da cinque si ritiene esperta di wrestling per il semplice fatto di praticarlo lei stessa. Avendo ricoperto quasi ogni ruolo all'interno del sito, attualmente di occupa si NXT e, quando arriva il bonifico su PayPal, partecipa al ZW Radio Show