Come parlare di una notizia così gargantuesca, il ritorno sul ring di Daniel Bryan, senza rischiare di precipitare nella banalità assoluta?

Proviamo a parlare di noi, di tutto ciò che abbiamo passato con il buon Daniel, perché pare proprio che ogni cosa che lo riguardi porti con sé discussioni infinite. Ce le ricordiamo le teorie che hanno accompagnato la sua vittoria del titolo: e se fosse stato tutto un piano della WWE? E se Batista avesse vinto il titolo come da programma? E se CM Punk non avesse abbandonato la WWE?

Poi c’è stato il regno da campione intercontinentale che ha suscitato non poche polemiche: stanno uccidendo il suo momento di gloria, non si tratta così un campione, non è questo il posto che si merita, è tutto un piano della WWE per farlo tifare meno

E che dire di quando le condizioni di salute di Bryan si sono aggravate? Prima c’è stato il falso ritiro, poi quello vero, da lì in poi per due anni abbiamo dato sfogo alle nostre teorie, i nostri dubbi, le nostre paure; dicevamo che prima o poi Bryan se ne sarebbe andato in ROH, o in TNA, o alla NJPW, c’era chi si preoccupava per le sue condizioni di salute, chi, un po’ ingenuamente, si improvvisava medico affermando quale cura fosse migliore per lui o quale stile di lotta fosse il più adeguato. Le notizie su Daniel Bryan sono sempre spuntate fuori, a intervalli più o meno regolari, alimentando la fiamma della speranza per qualcuno e la paura in qualcun altro; speranza che Bryan potesse tornare, paura che potesse andarsene. E ancora c’era chi diceva che era un incosciente, addirittura un ingrato, chi lo comprendeva ma gli suggeriva di arrendersi, chi gli diceva di mandare tutti a quel paese e lottare per il suo sogno, chi ancora ormai ci aveva rinunciato e delle notizie su Bryan si era anche un po’ stufato

Tutto sembrava pronto a esplodere nuovamente a settembre di quest’anno, quando il contratto di Bryan fosse scaduto e il momento della verità sarebbe arrivato

E invece, dal nulla, con una notifica sul cellulare dalla fida WWEapp (product placement), la notizia dell’anno: Daniel Bryan ha ricevuto dai medici WWE l’abilitazione a tornare a combattere

Sembrava il momento di abbracciarsi forte e volersi tanto bene, di gridare al miracolo, perché qualcosa che sembrava impossibile è avvenuto, perché tutto sembra impossibile finché non diventa reale, come ha ricordato lo stesso Bryan nel suo promo a SmackDown, semplicemente perfetto. È stato come ritrovare nella tua stanza qualcosa che credevi perso da tempo, della cui assenza ti eri ormai abituato ma che in fondo speravi di ritrovare, come un oggetto che sembrava rotto e improvvisamente riprende a funzionare e tu sei contento perché potevi anche permettertene uno nuovo, ma in fondo quello ti piaceva di più

E invece nì. Ci siamo emozionati tutti, ovviamente, ma l’emozione ha lasciato presto spazio alle . . . non chiamiamole polemiche, che questo è un giorno felice e non mi va di usare termini così brutti, chiamiamole “discussioni”, ancora una volta. La prima preoccupazione dei più è stata che Bryan possa mettere seriamente a rischio la sua salute, preoccupazione alla quale è stato risposto che se la WWE gli ha dato l’ok vuol dire che può lottare e noi dobbiamo fidarci. C’è stata l’ipotesi complottista, di quelli convinti che la WWE gli abbia dato l’ok pur di non vederlo andarsene via a settembre, ma Daniel Bryan potrebbe essere diventato una pedina così importante per la WWE da richiedere una mossa del genere? E ancora ci sono quelli che avrebbero preferito avere l’annuncio a SmackDown invece che con una fredda notifica sul cellulare, giustamente, ognuno si lamenta di quel che vuole.

Speculazioni, discussioni, teorie, complotti. Qualcuno potrebbe asserire che abbiamo perduto la capacità di emozionarci, che ci lasciamo prendere dalla voglia di dire, di ipotizzare, invece che vivere il momento e gustarci appieno una notizia come questa. Io, invece, non la vedo così; penso invece che Daniel Bryan sia diventato un vero mito del wrestling, uno che ci tocca nel profondo, che tocca le corde dell’anima, come dice un mio esimio collega, uno a cui è impossibile restare indifferenti e allora vogliamo dire la nostra, esporci, ne vogliamo parlare, vogliamo capire, così ipotizziamo, discutiamo, teorizziamo e sì, complottiamo pure.

Daniel Bryan, per me, è diventato un catalizzatore, un wrestler che ancora una volta ha dimostrato di poterci trascinare tutti assieme a lui, un uomo in grado di smuovere montagne, montagne di parole riversate sui social, tutte dedicate a lui

Si dice “in amore e in guerra mai dire mai”. Grazie a Daniel Bryan, oggi anche nel wrestling possiamo dirlo: mai direi mai.

Ysmsc
Celeste "Ysmsc", gli utenti stanno ancora cercando di capire come si scrive il suo nome, lei sta ancora cercando di capire cose le succede intorno. Scrive con orgoglio i report di Raw e le sue amate FLOP 10. Le cose che ama di più sono il wrestling, il cibo giapponese e Killer Mask (non necessariamente in quest'ordine). Si sentirà realizzata quando non si useranno più i tasti "copia-incolla" per scrivere il suo nickname