Nel momento in cui Orange Cassidy si è fermato per riprendersi da infortuni e sei anni fatti sempre in corsa, si è aperto un varco enorme negli show della AEW. Mancando da molto tempo anche Eddie Kingston e non essendoci altri wrestler in grado di inserirsi con efficacia, Mark Briscoe è apparso il profilo ideale per accompagnare midcarder e uppercarder nel processo di crescita delle storyline. A tal punto che MJF ha chiesto espressamente di poter lavorare con lui. E stasera si terrà un match che ha un valore capitale per entrambi i contendenti.
Per questo, in diversi, sperano addirittura che possa non solo conquistare una title shot ma – un giorno – la cintura di campione del mondo AEW. Un proposito esagerato? O giusto? Molti i dibattiti in corso nei confronti di un wrestler che non brilla certamente per presenza scenica ma che è molto over coi fan, praticamente da sempre. Anche prima della morte del fratello. Perché alla lunga non conta solo essere il più bravo sul ring ma anche il più bravo a connettere col pubblico e a raccontare una storia.
Può vincere quindi questo titolo? Personalmente credo di no. Di premi alla carriera ce ne possono essere tanti, ma va trovato il tempo giusto e soprattutto la cintura giusta. Come capitato ad esempio a Dustin Rhodes col TNT. O Kingston col Continental. Ecco: in un’ottica futura, lo Unified (oggi in mano a Okada) potrebbe essere il buon premio per Mark, la sua dedizione, il suo lavoro. I titoli secondari esistono proprio per i worker come lui. Per quelli che non hanno bisogno di un push, ma semplicemente di una bella storia e di un lieto fine.
Il titolo massimo no, il titolo massimo è un’altra cosa. Pensiamo ad esempio al flop di Jey Uso dall’altra parte: Mark passerebbe da colui che merita una chance a sopravvalutato che non dovrebbe stare in quella posizione. Meglio una gestione stile Sami Zayn: l’underdog buono, spendibile che con la storia giusta va facilmente over.








