Dal 2014, CM Punk ha acquisito il ruolo del rompiscatole, dello spaccaspogliatoi, del pesante, del difficile e potremmo continuare ancora a lungo con gli aggettivi.

L’epica pipebomb di Punk

Ma oggi sono qui per difendere quello che, a mio avviso, è insieme a Bryan Danielson, il miglior wrestler degli anni che vanno dal 2005 al 2015. Perché sì, quella di Punk è stata una delle carriere più brillanti del panorama del pro-wrestling negli ultimi venti anni. Osteggiato, criticato, insultato e umiliato, il lottatore ha sempre tirato avanti con orgoglio e tenacia.

Sia chiaro, Punk non è uno facile con cui avere a che fare. Ma in WWE e poi in AEW ha spesso dovuto combattere contro gente che gli remava contro solo perché lui aveva il coraggio di dire quel che pensava. Ma andiamo con ordine.

Addio alla WWE

Immaginate per un attimo di essere uno dei nomi più promettenti delle indy. Arrivate da due anni in cui avete messo su alcuni dei match più incredibili della storia della ROH (rivalità con Raven e Samoa Joe da recuperare), vi fate un po’ di territorio di sviluppo (non necessario) e venite chiamati nella neonata ECW. Qui praticamente tutti vi dicono che, sostanzialmente, non avete il fisico. C’è una sola persona che vi difende: Paul Heyman, non l’ultimo dei fessi.

In un anno diventate il volto della ECW e venite chiamati a Raw. Vincete due volte il Money in the Bank. Due. Poi lo incassate. Ma la prima volta perdete il titolo a tavolino, senza nemmeno difenderlo. Il secondo titolo e poi il terzo invece li vincete in una delle rivalità più belle degli anni 2000.

E poi, scatta il 2011 e tutto cambia. Il contratto è in scadenza e la federazione per cui lavorate comincia a remarvi contro. La ricostruzione che farò si basa su alcuni articoli di Bleacher, TheSportster e altri siti. Sono confermati e ve li linkerò di seguito.

18 settembre 2011. La Summer of Punk ha creato uno dei buzz più incredibili della storia del wrestling moderno. Un lottatore part-time decide di inserirsi contro uno dei lottatori più sulla cresta dell’onda e batterlo, mettendo di fatto fine a una rapida ascesa. Quel lottatore è, in quel momento, un dirigente. Questa cosa dei dirigenti che lottano, tornerà. Ma per fortuna due mesi dopo si riparte in gran volata.

20 novembre 2011. Survivor Series. CM Punk vince il titolo WWE contro Del Rio e Cena. Il primo di 434 giorni di un regno incredibile e storico.

19 febbraio 2012. John Cena e Kane si aggiudicano il ME di Elimination Chamber 2012. Una rivalità di cui nessuno si ricorderà mai. Il successivo Extreme Rules ha come ME Cena vs Lesnar mentre Over the Limit ha come ME Cena vs Laurinaitis e non Punk vs Bryan col titolo WWE in palio.

28 ottobre 2012. Nonostante un Ryback decisamente non pronto per lo spot, Punk entra nell’Hell in a Cell col Silverback, perdendo “20 anni di vita” (parole di Punk).

7 gennaio 2013. Punk torna da un infortunio con relativo intervento, con una prognosi di 4-6 settimane, dopo due settimane effettive di recupero. 

27 gennaio 2013. Punk perde il titolo WWE contro The Rock.

7 aprile 2013. Punk perde contro il quarantacinquenne Undertaker a Wrestlemania, in uno dei migliori match della card. Il match lo lascia con ben più di un acciacco e un ginocchio in cattive condizioni. La WWE non gli dà tempo per recuperare, inizialmente, per poi concederglielo.

16 giugno 2013. McMahon chiama Punk chiedendo di tornare a Payback a Chicago per mandare l’arena soldout.

18 agosto 2013. Summerslam. Punk perde contro l’ennesimo part-timer,  Brock Lesnar. Nell’arco di 4 mesi perde contro due part-timer.

23 settembre 2013. Ryback schianta Punk contro un tavolo ma sbaglia. Lo Straight Edge sbatte prima sull’orlo del tavolo e poi contro il cemento. Tre mesi di stop, costole incrinate e sintomi da commozione cerebrale. 

26 gennaio 2014. Royal Rumble. Punk dura 50 minuti nel match e si becca l’ennesima commozione cerebrale, dopo essere entrato per primo. Stordito, chiede al dottore a bordo ring che gli risponde “Cosa vuoi che faccia?”. 

27 gennaio 2014. Punk se ne va. Dopo un meeting a porte chiuse con Triple H e McMahon saluta la compagnia e torna a casa. La storia dell’infezione da stafilococco penso la sappiate già.

11 giugno 2014. Triple H invia un messaggio a Punk che chiede in cambio le royalties che la WWE gli deve da due mesi.

13 giugno 2014. Punk si sposa. Punk viene licenziato dalla WWE.

Ritorno nel mondo del wrestling e nuovo addio

Nel 2021 Punk torna nel mondo del wrestling e dopo un anno rientra nella lotta per il titolo massimo della federazione, che è detenuto da Hangman Adam Page. Ma c’è un ma.

Durante un promo a Dynamite nel maggio del 2022, Page va off script e dice che sta “proteggendo” la AEW da Punk, un promo non concordato che manda il lottatore di Chicago su tutte le furie.

Punk vince il titolo al successivo Double or Nothing ma è costretto a rinunciarvi a causa di un infortunio. 

Di ritorno dall’infortunio c’è un nuovo match per il titolo a All Out. Ma prima, il “Best in the World” ne approfitta per chiamare Adam Page durante un promo e lanciare una frecciatina all’Hangman memore del promo non concordato dello stesso Page.

A All Out Punk vince e nel post-show lancia una discreta bomba nei confronti dell’Elite. Riferendosi di nuovo a Page, Punk afferma:

Quando qualcuno [Page] che non ha fatto un bel niente in questo settore mette a rischio tutto quello che è stato creato, gli incassi e tutto, e va in televisione a farlo, è una vergogna per questo settore. È una vergogna per questa azienda. Ora, siamo ben oltre le scuse. Gli ho dato una cazzo di possibilità. Non è stata gestita a dovere e avete visto cosa ho dovuto fare, il che è molto deplorevole, abbassandomi al suo fottuto livello, ma questo è il punto in cui ci troviamo ora”.

Questo sfogo di CM Punk finisce in uno scontro vero e proprio nel backstage tra il lottatore, dipendente, e gli EVP della AEW, gli Young Bucks e Kenny Omega. Voi immaginate criticare il vostro datore di lavoro e ritrovarvelo nello spogliatoio che tenta di menarmi. Ma, ehi, tutto normale. 

Le persone coinvolte nella rissa vengono sospese e le conseguenze consistono nel rendere vacanti i titoli di Punk e dell’Elite.

Giugno 2023. In un promo di Collision, quello che sembra essere a tutti gli effetti lo show creato ad hoc per Punk, lo stesso Best in the World rilancia in un promo il suo astio per Adam Page, citando la vendita del merchandise dello stesso Hangman. Successivamente lo stesso Punk ha detto di essersi scusato tramite messaggio con il lottatore stesso.

Agosto 2023. Punk e Jack Perry discutono prima di un segmento programmato per Collision. L’ex Jungle Boy vuole usare un vetro vero. CM Punk interviene per dire al wrestler che un vetro vero potrebbe essere potenzialmente problematico e un pericolo per la sua salute. Secondo Punk, lo stesso Schiavone e i medici presenti hanno sconsigliato il tutto. Ovviamente segue un alterco.

E si arriva a All In. Durante il match di Perry con Hook, il primo urla una cosa contro Punk in camera, portando successivamente a uno scontro fisico tra i due nel backstage dello show, prima dell’incontro di Punk stesso. 

Di questo scontro risulta esserci un video. Un video che non è mai stato mostrato. Lo scontro porta prima alla sospensione di Punk e Perry. E poi al licenziamento del primo. Con conseguente promo di Khan a Collision che dice di “aver temuto per la sua vita”.

Le MIE considerazioni

Sia chiaro. Questa è la mia idea. La mia considerazione. Se non siete d’accordo, buon per voi. Se siete d’accordo, vale lo stesso. Ma sopra vi ho esposto i fatti. Vi ho esposto le ricostruzioni e troverete tutte le fonti.

Ma la mia idea è una sola: Punk è una testa calda, ma ha ragione da vendere. Ha avuto ragione da vendere in WWE e ne ha avuta in AEW. Solo, si è decisamente espresso nei modi e nei tempi sbagliati.

In WWE ha avuto il sesto, ormai settimo regno più lungo della storia. Ed è stato messo in ombra spesso da feud secondari e match decisamente orrendi. Ma ha tirato la carretta in un periodo pessimo per la compagnia di Stamford. Si è sbattuto, ha combattuto infortunato e si è sacrificato. Ha sudato, ha lottato e si è costruito la reputazione, meritata, di Best in the World. E se n’è andato perché era stanco, deluso e arrabbiato. E sfido chiunque a tornare al lavoro col sorriso se ci si è sentiti distrutti dall’ambiente lavorativo e dai propri capi. Perché spesso ci dimentichiamo che questi lottatori sono prima di tutto persone. Il risultato è predeterminato ma sul ring ci lasci la salute. E a volte ci lasci pure la vita. Un ambiente non sicuro è una cosa pesantissima da sopportare.

E in AEW? Voi immaginate di tornare dal vostro primo amore dopo anni di oblio. Uscite sullo stage e siete ancora i più popolari e i primi nelle vendite. Venite scelti per vincere un titolo. Vi fate male. E poi lo rivincete di nuovo, vi togliete qualche sassolino dalla scarpa, vi lanciate contro i vostri capi in uno slancio di adrenalina e loro si presentano al vostro spogliatoio e finite per darvele. Se il vostro capo ve le desse? Stento a credere che non lo denuncereste. Anzi, sareste già al primo sindacato a lamentarvi e la denuncia sarebbe la prima e naturale conseguenza. Com’è giusto che sia, tra l’altro.

Tornate. Un ragazzo con meno esperienza propone uno spot pericoloso per la sua di incolumità e per quella di altri. Glielo fate notare e lui vi ci manda. Poi davanti a milioni di persone vi prende in giro davanti a una telecamera. Qui, attenzione, la violenza è da condannare a prescindere. Punk ha sbagliato a rispondere, ad alzare le mani e tutto. Ma probabilmente, anche qui, non è facile lavorare in un ambiente lavorativo completamente contro di te, un ambiente in cui, secondo varie fonti, ci sarebbe dovuto essere un incontro chiarificatore coi tuoi superiori che, poi, decidono di disertare lasciandoti lì, come un fesso, prima di un incontro davanti a 81.000 persone, in uno stadio gremito.

In tutto questo, vieni licenziato ma non hai la possibilità di spiegare le tue ragioni. Il tuo ex capo ti licenzia con una nota sull’X ufficiale della federazione e successivamente tiene un promo in cui spiega che è successo secondo il suo punto di vista ma non ti lascia possibilità di contraddittorio. Un soliloquio totale in cui te la canti e te la suoni.

No, non è facile. No. Perché sì, CM Punk avrà un carattere difficile. Sì, CM Punk sarà anche un personaggio. Sì, CM Punk sarà uno che esagera. Ma CM Punk è uno che ha fatto la storia. È uno che ovunque sia andato ha lasciato il segno. E quando ripenseremo ai primi venti anni del 2000, ci ricorderemo di un ragazzo di Chicago che ha, con un promo e rivalità fantastiche, dato una svolta al pro-wrestling moderno. CM Punk merita rispetto, merita un finale di carriera glorioso per quello che ha dato a questo mondo e quanto ha lasciato indietro di sé stesso. Merita la Hall of Fame. Merita un ritiro a WrestleMania.

Perché lui è il Best in the World, CM Punk.

https://bleacherreport.com/articles/2293587-reconstructing-a-timeline-of-cm-punks-exit-from-wwe

https://www.thesportster.com/cm-punks-wwe-departure/

https://www.si.com/fannation/wrestling/news/a-deeper-look-at-cm-punks-dismissal-from-aew

https://www.sportskeeda.com/aew/rumor-jack-perry-s-status-revealed-cm-punk-s-aew-firing-reports