Durante una recente intervista, Minoru Suzuki ha parlato delle nuove leve del wrestling giapponese e di come lui viva male questo ‘scontro’ generazionale.

 

”C’è una cosa che non va bene con i giovani nel wrestling giapponese. Prima di salire su di un ring erano tutti fan. E nessuno di loro parla mai di soldi. Odiano parlare di quanto percepiscono. Preferirei che stessero a casa davanti allo schermo. Io faccio ciò che faccio per soldi. Se devo rompere delle teste per guadagnarne sempre di più ben venga.”

 

”Mi diverto a picchiare la gente. Forse è per questo che lotto da decenni ormai. I giovani invece lo fanno per il pubblico, per essere idolatrati. Se perdono a loro non importa, pensano che ci sarà sempre un domani dove potersi rifare. Io invece se perdo so che potrei scendere di popolarità e vendere meno merchandise. E se il mio merchandise non vende, il mio valore commerciale scende. Senza un valore commerciale non sarei qui ora, ma se sono in giro da così tanto tempo allora vuol dire che un certo valore ce l’ho sempre avuto.”

 

”Sento gente dire che il wrestling non c’entra con i soldi. Stronzate. A questo punto allora dovrebbero lottare gratis. Io la vedo così, loro sono fan prima di essere wrestler. Non voglio neppure vedere i loro match e ultimamente mi rifiuto di salire sullo stesso ring con loro. Sono convinti che la loro paga venga direttamente dalle tasche del proprietario. Nulla di più sbagliato. La tua paga arriva dagli spettatori. Se non capiscono neppure da dove derivi il loro stipendio allora non sono degni di essere chiamati wrestler.”

 

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Irish Tommy
Ho 27 anni, seguo il wrestling dal 2001, newsboarder, reporter di ROH e di Lucha Underground. Appassionato di libri, criminologia e musica.Promotion seguite: RoH, Lucha Underground, NJPW e WWE. Wrestlers preferiti: Eddie Guerrero, Chris Benoit, Brock Lesnar e Steve Austin.