Buon martedì mattina e ben ritrovati, piccoli raggi di sole!
(Avevo promesso di dedicare questo report a Leafar Attila, che si è sorbito la puntata di settimana scorsa mentre io ero a penzoloni su una spiaggia splendida: #StayAttila)

Qui è l’abbronzatissimo Paolo Palermo che vi parla, appena tornato dalle vacanze per raccontarvi dell’ultima fermata prima del Biggest Party of the Summer.
“Sì, sì, sì: è tutto vero!”, poiché una caldissima Summerslam avrà luogo proprio questa domenica… ma noi non dormiamo sugli allori e, quindi, eccoci in diretta dal Greensboro Coliseum di (ta-da!) Greensboro, North Carolina… per questa puntata di Monday Night Roll… no, scusate, Monday Night Raw.

A riaccogliermi dalle vacanze sono le chitarre di Joan Jett che fanno esplodere l’arena a suon di Bad Reputation“Rowdy” Ronda Rousey è qui!
Avvolta nel giubbotto di Roddy Piper come d’abitudine, a Ronda tocca però un infausto compito: è con grandissimo dolore che la ragazza di Riverside ci informa della morte di Jim “The Anvil” Neidhart, padre dell’amica Natalya e grande leggenda WWE. Le sentite parole di Ronda sembrano raccogliere tutto l’amore del WWE Universe per donarlo proprio a Natalya… ma l’ex fighter UFC ha anche una promessa per noi: a Summerslam detronizzerà Alexa Bliss e diventerà campionessa. In assenza di Nattie, inoltre, sembra proprio che Ronda abbia trovato qualcuno per tenere testa alle angherie della Goddess: ecco accorrere sul quadrato la senza gimmick, miss “ho una finisher fichissima”, la donna con l’eclisse negli occhi… Ember Moon!
A interrompere il teatrino arriva proprio Alexa Bliss, accompagnata dalla fida Alicia Fox (che a giudicare dalla corona di foglie in testa, sembra essere arrivata alla laurea cui io non arriverò mai): la Dea ne ha le tasche piene di sentire i commenti rispettosi e umili di Ronda. Dopo averla bollata per l’ennesima volta come “over-hyped rookie”, Alexa afferma che a Summerslam la umilierà. Inoltre, c’è spazio anche per una critica molto forte a Kurt Angle: Alexa afferma di non sentirsi protetta dal suo General Manager, ma “menomale che Baron c’è”… eh sì, perché il buon Constable Corbin ha fornito un plotone di security tutto speciale alla sua campionessa, la quale consiglia a Ronda di non provare a interferire nemmeno nel prossimo match – che, immagino, dovrebbe veder contrapposta Alexa a Ember.
Dal basso dei suoi Five Feet of Fury, Alexa prova ad attaccare Ember Moon alle spalle prima del match – forte anche della protezione della security… ma Ronda li fa fuori uno dopo l’altro con una semplicità disarmante, andando ad attaccare anche Alicia Fox! La donna più cattiva del pianeta Terra è scatenata!

Single match: Alexa Bliss w/ Alicia Fox vs Ember Moon w/ “Rowdy” Ronda Rousey (2 / 5)
L’incontro sembra uno spot pubblicitario per vendere headlocks al miglior offerente: l’azione è lenta e stenta a decollare, con Alexa che logora le difese di Ember e quest’ultima che risponde solo saltuariamente, salvo poi tornare sotto alle offensive di Little Miss Bliss. Baseball slide di Ember e contrattacco furioso – calci e suplex portano però solo a un conto di due. Fuori dal ring tenta l’intervento Alicia Fox… ma l’ex ossessione di Noam Dar viene annientata da Ronda Rousey, che ristabilisce gli equilibri! Alexa ne approfitta per mettere la sua futura sfidante fuori gioco… ma quando torna sul quadrato arriva l’Eclipse di Ember!! Il conto di tre pare cosa fatta, ma Alicia Fox interrompe il pin e scatta la squalifica.
Vincitrice (via DQ): Ember Moon.

Alexa e la sua sgherra cominciano ad attaccare l’ex campionessa di NXT, ma Ronda riappare e come un uragano fa piazza pulita di entrambe, scaraventando qui e là Alicia come fosse un cencio polveroso. A Summerslam Alexa è avvisata: Ronda non farà prigioniere.

Nel backstage, Kurt Angle e Baron Corbin (che mi sembrano sempre di più Laurenti e Bonolis) stanno discutendo quando vengono interrotti dall’IC Champion Dolph Ziggler e dal suo fidato Drew McIntyre: i due si burlano di Seth Rollins, che ancora deve arrivare all’arena, ma Kurt li rassicura dicendo che l’Architetto ci sarà. I due capelloni vengono invitati a fare un giro, portando con sé il contratto del match titolato di Summerslam per godere di una buona lettura.
Intanto, è il momento per “Constable” Baron Corbin di entrare in scena… l’incontro l’ha organizzato egli stesso – grazie Baron, ma no.

Single match: “Constable” Baron Corbin vs Tyler Breeze (1 / 5)
b a s t a  h e a d l o c k s
…ebbene sì, anche qui continua la fiera del logorio al ritmo (incalzante) di headlock e contromosse annullate. Tyler prova anche a fare bella figura, ma canna completamente un volo over the top rope e finisce vittima, poco dopo, di una roteante Deep Six che basta e avanza allo sceriffo per ottenere il conto di tre vincente.
Vincitore: “Constable” Baron Corbin (via pinfall).

Baron, nemmeno sudato, annuncia che proprio adesso anche Finn Bàlor sarà impegnato in un match: il suo avversario sarà il temutissimo guru Jinder Mahal.
Il Maharaja fa il suo ingresso accompagnato dal solito, immancabile Sunil Singh e ci sbatte in faccia l’irritante sorrisino di chi, non sapendo come, ce l’ha fatta. Ma non finisce qui: Baron Corbin dice che Bàlor, essendo un uomo straordinario che può fare cose straordinarie, avrà sicuramente la forza per affrontare DUE avversari contemporaneamente… quindi, il seguente sarà un handicap match con Kevin Owens che raggiunge sul quadrato Jinderino nostro.
Dopo uno spazio pubblicitario (ah, sì?), vediamo Finn Bàlor compiere la sua classica, pacata e rapida entrata sul quadrato… ma Kurt Angle arriva prima del timekeeper: il seguente non sarà un handicap match, perché a quanto pare l’Olympic Hero si ricorda di avere qualche peso decisionale in quanto GM.
Finn potrà quindi fare sfoggio di un compagno di squadra, il quale risponde al nome di BRAUN STROWMAN!

Tag team match: Finn Bàlor & Braun Strowman vs Kevin Owens & Jinder Mahal (w/ Sunil Singh) (2 / 5)
Fase iniziale a totale controllo degli heel, con Bàlor che viene isolato spesso e volentieri dai due cattivoni. Jinder tiene all’angolo l’irlandese e cambia rapido con Owens, ma un errore di calcolo del canadese concede a Finn il tempo per dare il cambio a Braun Strowman: Kevin pensa un attimo al da farsi, ma preferisce scappare a gambe levate lasciando il tag a Jinder Mahal – al quale non basteranno proprio i mantra del caso.
Il pubblico è un tripudio di “get these hands” mentre il Mostro attacca Jinder; Finn prende il cambio e dopo un’indecisione iniziale connette con una Plancha su entrambi gli avversari.
Dopo uno stop pubblicitario, il buon Finn è di nuovo messo sotto dagli heel: si ripete il copione della prima parte di match, con Strowman che viene ancora chiamato in causa e si occupa della pratica-Mahal. C’è tempo anche per Sunil Singh, il quale viene utilizzato come ariete umano per mettere a nanna Kevin Owens: Strowman è scatenato; sul quadrato viene però accolto da una ginocchiata di Jinder… no, niente, Powerslam istantanea come una polenta di pessima qualità: chiudere tutto.
Vincitori: Finn Bàlor & Braun Strowman (via pinfall).

Dopo il suono della campanella, inizia la solita ridda di rincorse tra Kevin e Braun con direzione backstage… Finn resta da solo a festeggiare, ma Baron Corbin lo attendeva per la End of Days alle spalle e colpisce l’irlandese, scimmiottandolo poi con la taunt del too sweet.
(ricordiamo che Baron Corbin vs Finn Bàlor sarà un match combattuto a Summerslam, mentre i titoli di coppia di Raw sono al momento fuori dalla card… così, tanto per)

Nella stanza dei bottoni, Kurt Angle è attaccato al suo smartphone come una diciassettenne in discoteca il sabato sera: sta provando a contattare Seth Rollins, ma viene nuovamente interrotto e perculato dalla premiata ditta Ziggler-McIntyre, i quali ricordano al GM che, in caso Rollins non si presentasse a firmare il suo contratto stasera, l’Architetto sarebbe costretto a rinunciare al suo impegno di Summerslam.

Torniamo sul ring: c’è un certo Ricky Roberts ad attenderci sul quadrato, con una bellissima chitarra. A quanto pare, siamo in presenza di un cantante di Greensboro che si dice grandissimo fan di Elias (mica scemo, lui): ecco arrivare il Vate, che prende posto sulla rampa di accesso al ring con la sua Fender e uno sgabello. “C’è un solo Elias al mondo e tu ce l’hai davanti”, dice, salvo poi continuare: “Se batterai Bobby Lashley, però, io e te potremo suonare insieme” – che poi mi spiegherete perché un musicista locale vestito come uno spogliarellista dell’Alabama dovrebbe andare a rompere gli zebedei a uno che lotta in Bellator, ma va bene così.
Elias insulta Greensboro e ricorda a tutti che “WWE stands for…

W A L K W I T H E L I A S “

… ma accorre Bobby Lashley a rovinare il teatrino. L’atleta di colore si avvicina verso il ring con la faccia che sembra dire “e io che sognavo Brock Lesnar”, ma riceve come comitato di benvenuto una chitarra fracassatagli sulla schiena da parte dell’ingenuo Ricky Roberts.
Bobby sente come un solletico… e regala una (bella) Spinebuster al musicista in erba – che ora è più sottoterra che altro. Dopo questa meravigliosa quanto utile scena, Lashley torna nel backstage e niente, finisce così. Come dice sempre un mio amico: “io non”.

Attenzione!
Il B-Team è nel suo spogliatoio; Bo Dallas in particolare sta scrivendo compulsivamente il numero tre su un foglietto. Curtis Axel è incuriosito, così Bo gli spiega i suoi calcoli infallibili: nel triple threat match che avverrà tra poco, ci sarà appena il 33,3333333 (periodico, direi) percento di possibilità di mantenere gli allori titolati. I due si caricano a vicenda: B stands for “best”.

Triple Threat Tag Team Match for the Raw Tag Team Championships: B-Team (c) vs The Revival vs Deleters of Worlds (2,5 / 5)
Il B-Team ha una nuova theme song di cui forse non mi ero mai accorto prima… non mi fa impazzire, ma forse sotto sotto ci sta anche. Stanno diventando sopportabili, i ragazzi.
Le regole sono quelle di sempre: cominciano Bo Dallas e Scott Dawson. Ritmo molto rapido, con tutti i team che dicono la loro… ma cosa succede?! I Revival connettono la Hart Attack di Jim Neidhart e Bret Hart su Matt Hardy! Tributo estemporaneo degli ex campioni di NXT, pubblico (e reporter) che apprezza molto.
Stacco pubblicitario e fase di controllo per i Deleters of Worlds, che gettano tutti fuori dal ring. Un superplex verso l’esterno di Matt Hardy su Scott Dawson fa piazza pulita di tutti gli avversari, che giacciono a terra come dopo una mattanza!
Sul quadrato, poco dopo, i Revival connettono in un amen la Shatter Machine su Bray Wyatt: sembra fatta, potremmo avere dei nuovi campioni… ma Curtis Axel prende il cambio di rapina! Il fu McGillicutty getta fuori dal ring i Revival e va a schienare Bray come un avvoltoio… e il B-Team mantiene le cinture!!!
Vincitori e ancora campioni: B-Team (via pinfall).

Tornando nel backstage, i due miracolati incrociano la strada di Roman Reigns… che li fulmina con lo sguardo e si dirige verso il ring: il Grande Cane ha qualcosa da dirci.
La musica di Reigns, sovrastata dalla solita reazione mista, accompagna il Mastino verso il quadrato: le parole sono semplici e canoniche, “domenica riprenderò il titolo che mi spetta…”, e tutte quelle cose lì…

“… e spedirò la testa di Brock Lesnar su per il c*lo di Dana White”.
Io basito.
Ancora più basito è il pubblico quando, a palesarsi, è il nostro trichecone preferito: Paul Heyman is in the house, baby!
L’avvocato tesse le lodi di Reigns, definendolo il futuro della WWE, e allude al fatto che Roman potrebbe battere effettivamente Brock Lesnar… se Paul gli rivelasse tutti i segreti della Bestia!
Roman è interdetto (oppure, semplicemente, la sua solita espressione si adatta bene a questo contesto): Paul tende la mano a Roman, definendosi un visionario e immaginandosi già la scena… e procede, così, alla sua solita omelia: “Ladies and gentlemen, my name is Paul Heyman…”, ma stavolta il tutto si conclude con il nome di Roman Reigns, non di Brock Lesnar! Il pubblico sembra gradire… Reigns non così tanto.
In soldoni, il samoano accusa Heyman di essere leggermente un paracoolo. L’avvocato incassa e dà ragione a Roman, salvo poi raccontare un aneddoto: “Un giorno mio padre mi disse una cosa…”… ma cosa fa?! Heyman parla in… samoano? Ebbene sì: mr. ECW dice qualcosa che soltanto Roman può intendere, poi… gli porge una busta? Che diamine sta accadendo?
Heyman ricorda a Roman che potrà rispondere domenica, non subito… ma Heyman spruzza in faccia al n°1 contender uno spray urticante! Nebbia in val Padana per Roman… E RISUONA LA MUSICA DI LESNAR! BROCK LESNAR A GREENSBORO!

Il ghigno satanico di Heyman è impagabile: Brock Lesnar disintegra Roman al centro del ring, intrappolandolo poi in una letale… a me sembra una variante della Dragon Sleeper, non lapidatemi – se non una vera e propria Dragon Sleeper. Insomma, niente che Drew Gulak non sappia applicare.
Scherzi a parte, la situazione è drammatica: Reigns perde i sensi, Lesnar sorride soddisfatto e fa per tornarsene in panciolle sul divano assieme all’amico ritrovato Heyman… ma no, figuriamoci, mi pagano cifre a cinque-sei zeri per fare mezzo respiro, che non gliela faccio una piccola F5 al cocco di casa?
Così è: l’F5 si scatena come una bomba atomica su Reigns, lasciandolo esanime al quadrato – ironico come poi ce ne vogliano almeno 7 per metterlo a nanna del tutto.

Dopo quest’endovena di adrenalina, eccoci al match che unisce due delle faide più entusiasmanti degli ultimi 10 anni: da una parte ci sono Bobby Roode e il Titus Worldwide, dall’altra quello spaventapasseri di Mojo Rawley e i Prometeo incatenati della divisione tag di Raw, gli Authors of Pain.

3 vs 3 tag team match: Bobby Roode & Titus Worldwide (Apollo Crews, Titus O’Neil) w/ Dana Brooke vs Mojo Rawley & Authors of Pain (1 / 5)
Anche a costo di sembrare decisamente non professionale, sento di dovervi dire la verità, amici lettori: ho approfittato di questo scempio per recuperare un po’ di narcolessia arretrata.
Dopo alcuni scambi tra i protagonisti in gioco, è Bobby Roode a chiudere (anche in tempo relativamente breve) con una Glorious DDT su Mojo – forse mettendo la parola “fine” a questa eccitante rivalità.
Vincitori: Bobby Roode & Titus Worldwide.

Dopo un bel video commemorativo su Jim “The Anvil” Neidhart, è il momento delle quote rosa: dopo i fatti di settimana scorsa tra Boss’n’Hug Connection Riott Squad – culminati col ritorno di Ruby Riott, stasera avremo un match singolo tra la stessa Ruby e Sasha Banks, con i rispettivi alleati a bordo ring.

Single match: Sasha Banks w/ Bayley vs Ruby Riott w/ Liv Morgan & Sarah Logan (2 / 5)
Sasha parte subito a ferro e fuoco, connettendo la Bank Statement: Ruby sgattaiola lesta fuori dal ring e, with a little help from her friends, ribalta la situazione e si porta in vantaggio. Ruby si mette a lavorare su una mano di Sasha, attaccandola a più riprese: la Boss risponde con dei roll-up, ma l’offensiva è sterile.
La cugina di Snoop Dogg sfrutta un impeto d’orgoglio per il comeback, connette un pregevole Suicide Dive su Liv e Sarah… cataclisma fuori dal ring; interviene anche Bayley! Sasha rientra sul quadrato, ma Ruby ha avuto tutto il tempo di preparare una trappolona: roll-up e vittoria di rapina per la tatuatissima Riott, che porta a casa un altro punto per il suo team.
Vincitrice: Ruby Riott (via pinfall).

Titolo Intercontinentale nel Main Event, quindi: è il momento della firma tra Dolph Ziggler Seth Rollins, con Kurt e Baron che battibeccano sul ritardo di Seth.
Dopo l’ultima (?) pausa pubblicitaria, Angle è sul ring e vuole prima di tutto spendere qualche parola sui fatti avvenuti poco fa tra Brock e Roman: senza colpo ferire, Angle esprime in modo parziale e tranquillo il suo pensiero sul match di cartello a Summerslam – “Non punirò Lesnar e Reigns combatterà; spero possa prendere a calci in c*lo Brock”. Touché.
… ma passiamo alle cose formali. Ziggler (che sembra sempre più una fusione tra il Triplo dell’Evolution e un Ric Flair che si veste da Zara) arriva sul ring, apparecchiato con tavolo e contratto, accompagnato da Drew McIntyre: “Cancella pure il match titolato tra me e Seth per Summerslam”, dice Dolph, “perché Rollins non si è ancora presentato”. Kurt fa spallucce e introduce lo stesso Seth… che non arriva. Poi di nuovo… ma nisba, Rollins non esce.
Ziggler e Drew allora dicono di rispettare Seth, che è un grandissimo lottatore e ha tirato fuori il meglio da loro, ma di smetterla con questa farsa. Dolph rincara la dose, dicendo di aver rigettato il pubblico perché, tanto, il pubblico finisce col rigettare te. Ora lui ha Drew e insieme possono spaccare il mondo… poi firma il contratto, aspettando l’annuncio di Kurt e la conseguente sospensione del match per forfait.
MA ECCO SETH ROLLINS!
Il pubblico esplode letteralmente: “Scusate il ritardo”, dice l’Architetto. Egli dice di aver voluto attendere la firma di DZ, cosicché il biondo non potesse tirarsi indietro… fa poi una constatazione, poco amichevole, sul fatto che il campione si porti sempre dietro un valido alleato. Un pazzo, enorme scozzese. Ma Seth a Summerslam non sarà da solo… OH, NO. Lui avrà… UN LUNATICO AL SUO FIANCO!!
Il pubblico si scalda, DZ e Drew hanno capito l’antifona… rombo di motore, una chitarra acida e tagliente: DEAN AMBROSE FA IL SUO RITORNO, CON UN LOOK FRESCHISSIMO E UNA CAZZIMMA INFINITA NEGLI OCCHI!
“Ricamino” ricorda vagamente Eric Young dopo un TSO, con la barba ammodernata e i capelli corti – a me pare pure più grosso, non so. I due terzi dello Shield (ed ex campioni di coppia) si precipitano verso il ring e fanno piazza pulita degli avversari: Drew ha la peggio, beccandosi un Superkick di Seth seguito dalla trivellante e distruttiva Dirty Deeds di Ambrose!
Sull’immagine di Seth che firma il contratto si chiude questa puntata di Raw, in attesa di lunedì prossimo e dei fatti di Summerslam, vi aspetto su queste pagine virtuali.
Un abbraccio!

Paolo.

PANORAMICA RECENSIONE
Qualità dei match
4
Qualità dei promo
6.5
Evoluzione delle storyline
5.5
Classe 1996, è laureando a Genova presso la facoltà di Lettere Moderne. Cresciuto nel mito di Shawn Michaels, oggi spera soltanto che il wrestling torni a trionfare sul marketing... e che Adam Cole vinca il WWE Championship, un giorno.