Passato Takeover, NXT sta vivendo una fase di “Hangover” dove durante gli show televisivi sono proposti essenzialmente i personaggi secondari che non hanno trovato lo spazio sperato nel corso del PPV vero e proprio, fornendo oggettivamente pochi spunti di discussione: tra questi certamente il sottoutilizzo di EC3, che paradossalmente potrebbe avere maggiore spazio nel main roster rispetto al settore di sviluppo, e la vittoria pulita di Lars Sullivan su Keith Lee, prima del suo imminente debutto nel main roster.

 

Durante le Survivor Series e negli show successivi, infatti, sono state trasmesse varie vignette che preparano il pubblico WWE all’esordio della Big Red Machine 2.0 in uno dei due roster principali: inutile dire che, a causa delle similitudini di character con Braun Strowman, Smackdown potrebbe essere lo show adatto per dare maggiore spazio a questo gargantuesco omone di 1,91 per 150 kg, che ovviamente andrebbe proposto a cottura molto lenta.

Potremmo definire Lars come un nipote artistico di Kurt Angle. Cosi´come Lashley fu portato alla corte dei McMahon referenziato caldamente dal Campione Olimpico piu´amato della storia del wrestling, cosi´Sullivan è approdato nel settore di sviluppo 5 anni or sono accompagnato da Bobby Lashley: in tal senso, potremmo definirlo un wrestler “accompagnato” di terza generazione.

Ovviamente, la sua stazza impone certi limiti e certi obblighi dal punto di vista stilistico: powermoves, lentezza fisiologica ma non esasperante, scarsa tendenza al job ed impegnato in squash matches in modo ciclico, ossia la ricetta sempiterna che la WWE ha creato anni or sono per gestire i cosiddetti big men, monster heels e via discorrendo. Dal punto di vista microfonico, anche qui la gestione non presenta nulla di innovativo: facce cattive, grida, grugniti che proiettano violenta ed incontrollata rabbia. Una combinazione semplice, difficile da cannare se hai per le mani un rinoceronte dalla schiena eretta since 1915.

Lars Sullivan è dunque un prodotto destinato ad essere proiettato nella stratosfera della nostra piattissima terra del ruestling in men che non si dica? Assolutamente no. Ha Lars Sullivan raggiunto la maggior maturazione possibile in relazione alle sue capacitá in quel di NXT? Assolutamente si. Dunque non vi è necessitá di mantenere questo ingombrante performer nel settore di sviluppo, e mandarlo nel main roster (credo che Black e EC3 lo seguiranno nell’arco di due mesi) è la miglior scelta possibile, in considerazione della sua possibile collocazione in quel di Smackdown.

Ad NXT Sullivan è stato proposto inizialmente come membro di vari tag team “one night only”: una volta perso il match, la frustrazione toccava livelli talmente alti che il mostro non poteva esimersi dal punire i malcapitati partner di turno asfaltandoli senza pietá. Dopo questa fase iniziale, seguita da handicap squash match alla Ryback, Lars raccoglie la sua prima vittoria importante contro Ohno, seguita da numerosi multi-man matches. Senza ombra di dubbio, tuttavia, il punto piu´alto della sua carriera lo tocca al Takeover di Chicago, dove perde la sua chance titolata contro l’allora Campione Black assieme all’integritá della sua mascella ed a mesi di attivitá.

Non mi aspetto una gestione dissimile nel main roster. Come detto, la ricetta per i Big Man è sempre la stessa da decenni e la WWE non sembra intenzionata a cambiarla, anche perché, come dimostrato da Strowman, con il performer giusto tutto sommato funziona ancora alla grande: il grande pubblico ha ancora fame di mostri irreali capaci di schiacciare i propri avversari (anche il Game of Thrones, se ci pensiamo, uno dei personaggi piu´temibili è Gregor Clegane, la Montagna, essenzialmente gestito come un monster heel nel corso di tutte le stagioni) e personaggi con tali caratteristiche toccano corde particolari di buona parte del pubblico piu´giovane, meno smaliziato e facilmente impressionabile.

“Come puo´il mio eroe sconfiggere un mostro cosi´forte ed inarrestabile?”, un pensiero che tutti noi fan di wrestling abbiamo partorito in verdissima etá, quando il wrestling era forse piu´bello ed i termini keyfabe e storyline non significavano assolutamente nulla.

Lars Sullivan serve a Smackdown, almeno nel medio periodo e per fornire quel coefficiente di varietá necessario in qualsiasi show. Non prevedo per lui successi stellari, non escluderei una parentesi in un tag team oppure come improbabile alleato di qualcuno maggiormente smaliziato ed approfittatore come Miz ad esempio: fatto sta che avrá il suo tempo televisivo e la cosa avrá assolutamente senso. Anche alla Rumble, poco ma sicuro, avrá la sua fetta di successo, magari eliminando proprio Kane raccogliendo la proverbiale torcia infuocata, divenendo il nuovo demone favorito degli inferi.

Personalmente il performer non mi fa impazzire, ma come detto avrá il suo senso ed il suo spazio. E voi cosa ne pensate? Abbiamo sotto gli occhi un futuro Campione 100% made in WWE (vantaggio non da poco) oppure una futura spalla comedy impegnata in sketch di gestione della rabbia?

Stay Frosty!

Danilo
Atarassico, eclettico, nuotatore tendenzialmente pigro, amante dei fagioli con le cipolle, delle serie tv, dei manga e delle botte di Natale. Lavora anche, ma solo nel tempo libero.