Nel suo nuovo libro The Last Hart Beating, Natalya non risparmia colpi.
Le rivelazioni su come la WWE avrebbe gestito l’infortunio che ha posto fine alla carriera di suo marito, TJ Wilson, sono sconvolgenti.
Nel 2015, TJ Wilson (noto anche come Tyson Kidd) subì un gravissimo infortunio al collo dopo aver incassato una Muscle Buster da Samoa Joe durante un match. L’infortunio lo costrinse al ritiro immediato. Ciò che i fan non sapevano, fino ad ora, è che, secondo Natalya, la WWE l’avrebbe persino minacciato il licenziamento se avesse parlato pubblicamente dell’accaduto:
“Una volta tornati a casa, TJ stava ancora recuperando dopo l’operazione, e nonostante fossero passati nove mesi dall’infortunio, non aveva ancora ricevuto alcun tipo di comunicazione dalla WWE o da Vince riguardo un risarcimento o anche solo un riconoscimento di quanto accaduto”.
TJ Wilson voleva solo un “mi dispiace” che non è mai arrivato.
Secondo Natalya, TJ non cercava una causa legale. Voleva semplicemente che Vince McMahon riconoscesse ciò che era successo a lui nel ring WWE: “Voglio solo un semplice ‘mi dispiace’,” disse TJ al suo avvocato.
“Quello non accadrà mai,” rispose lui. “Dire ‘mi dispiace’ significherebbe ammettere una responsabilità.”
Dopo quasi un anno di attesa, TJ inviò una lettera a Vince, spiegando la gravità della sua condizione, incluso il fatto che non avrebbe mai più potuto lottare e che non riusciva nemmeno a muovere completamente il collo: “TJ spiegò che non era giusto ciò che era accaduto… Voleva semplicemente mettere tutto nero su bianco, nel caso Vince non fosse consapevole. Non riusciva a girare la testa, e Vince non aveva nemmeno fatto una telefonata per chiedere come stesse”.
La risposta arrivò un mese dopo, non da Vince, ma dal team legale della WWE. Il contenuto li lasciò senza parole.
Natalya racconta la minaccia ricevuta dalla WWE: “Stai zitta o ti licenziamo”
La versione dell’azienda era completamente diversa da quella di TJ. Inoltre, la lettera si concludeva con un avvertimento chiaro: se Natalya avesse parlato dell’infortunio o avesse dato un’immagine negativa della compagnia, la WWE avrebbe potuto far scattare una clausola del suo contratto e licenziarla.
Natalya racconta di essere rimasta devastata. Nonostante ciò, dovette comunque presentarsi a WrestleMania quell’anno, da sola, fingendo che andasse tutto bene: “Sorrisi e finsi che non avessimo appena ricevuto una lettera legale dalla compagnia che negava l’accaduto e minacciava il mio posto di lavoro.”
Da quel momento, iniziò a sentirsi un’estranea: “Mi sentivo improvvisamente come se camminassi in territorio nemico… come se dovessi stare attenta ad ogni parola. Avevo paura persino di nominare TJ al lavoro.”
Col tempo, Natalya e TJ hanno ritrovato un equilibrio. Oggi Wilson è uno dei principali produttori dei match della WWE, e ha dichiarato che questo ruolo lo ha aiutato ad affrontare la fine della sua carriera sul ring. Ma il modo in cui tutto è stato gestito ha lasciato ferite profonde: “Quello fu il momento in cui io e TJ decidemmo che avevamo finito di essere gentili e di restare in silenzio.”
A volte non servono soldi, né scuse formali. Basta una telefonata. Quella telefonata, però, non è mai arrivata.








