Il Continental Classic 2025, più degli altri anni, riesce a unire buoni match, prosecuzione di storyline e momenti sorprendenti, coi risultati ottenuti dí settimana in settimana. Le vittorie di Fletcher su Okada, Castagnoli su Moxley e Mascara Dorada su Castagnoli muovono la classifica e avvicinano il torneo allo spirito del G1 Climax della NJPW.
C’è un po’ tutto dentro. I dissidi tra Okada e Takeshita, le crepe dei Death Riders, le divisioni nella Conglomeration, la crescita di Knight e l’evoluzione di Pac. In attesa di capire cosa accadrà con Jake Perry, ora che entra nel gruppo oro al posto di Darby Allin. E il responso è stato in queste settimane molto positivo, dinamico, con margini di miglioramento.
Le polemiche non mancano. Questo genere di tornei sono “strani” in Usa. In un contesto dove la credibilità e lo status dei wrestler è molto schematico, molto legato a tasselli che non vanno mai mossi. Neppure sotto forma di storyline. Neppure dopo un bel match. Neppure dopo una narrazione.
Com’è possibile che Castagnoli perda con Mascara dopo aver vinto con Cassidy e Mox? Posto che un risultato del genere pone delle basi per futuri match per il titolo CMLL in mano allo svizzero. Però, dopo le prime due vittorie, ci sta che Claudio abbia potuto sottovalutare lo svolazzone messicano. Battuto, infatti, da un piccolo ma significativo dettaglio.
Stesso problema vissuto da Okada con Fletcher. Diverso il discorso di Mox, che continua a vedere distrutte, pezzo per pezzo, le sue certezze. A tal punto che perde nello stesso modo, sentendosi nudo alle gambe, dove va a soffrire maggiormente la paura di non farcela. Sta provando a lottare, a nuotare contro la corrente, ma un Takeshita così diventa una montagna da scalare.
Per seguire questo torneo, bisogna seguire le storie che ci sono al suo interno. Uscire dall’idea che un torneo debba per forza proteggere i wrestler. Ma anzi è un bene che ne esponga le fragilità.








