Per mesi sono andati avanti dicendo che non avrebbero mai collaborato. Che c’era un odio reciproco, che la NJPW non avrebbe mai concesso che i suoi ragazzi apparissero in AEW o anche solo vicino ad uno dei wrestler sotto contratto con la compagnia di Khan. Poi però vedi che iniziano a citare il Bullet Club. Ma come? Non sarebbe una proprietà intellettuale? Sì, lo è. Ma se Omega e gli altri si permettono, allora che significa? Forse tutto, forse niente.

Hanno ancora una volta smentito, sia i Bucks che da fonti NJPW. E allora perché Moxley compare a Strong? E perché Kenta gli restituisce l’attacco a Dynamite? Non prendiamoci in giro quando si parla di una non collaborazione. Anche perché non conviene a nessuna delle due realtà: serve un fronte compatto in contrapposizione al colosso chiamato WWE. Serve che i nipponici concedano i loro talenti in America e viceversa che gli americani concedano qualche comparsata e qualche job in Giappone.

Kenta, intendiamoci, è un grandissimo wrestler. Ma non è quel wrestler che sposta ascolti. Sicuramente è quel wrestler che consente alla AEW di differenziare il proprio prodotto, se è vero che può permettersi – lui, peso leggero – di contrapporsi all’ex campione del mondo dei pesi massimi. L’occhio cade sul target della compagnia di Khan: un modo per tenersi stretti i fan della prima ora, per accendere le fantasie dei duri e puri che guardano solo al Giappone o alle indy, e per strizzare l’occhio a chi segue abitualmente NXT. Alla fine ci accorgiamo che Kenta è un nome, è garanzia di qualità e di attesa per un suo match. Qualunque esso sia.

E la collaborazione è ben presente. Non mi stupirebbe se fosse l’antipasto per mettere in scena, a Double Or Nothing, il primo Blood & Guts della storia della AEW con una sfida fratricida tra il Bullet Club americano e quello quello nipponico. In un crescendo di sangue e budella, si potrebbe tornare a vedere qualcosa che difficilmente si vede da altre parti.

Simone Spada
Giornalista professionista ed esperto di comunicazione, dal dicembre del 2006 è redattore di Zona Wrestling. Negli anni è stato autore di rubriche di successo come il Pick The Speak, Wrestling Superstars, The Corey Side, Giro d'Italia tra le fed italiane, Uno sguardo in Italia, Coppa dei Campioni, Indy City Beatdown e tante altre. Il primo giornalista in Italia ad aver parlato diffusamente di TNA ed AEW su un sito italiano di wrestling.