Gente che va, gente che viene. L’indomani di Wrestlemania è sempre carica di “aggiustamenti”, frutto di alcuni licenziamenti e qualche assunzione di peso di wrestler che, molto spesso, sono al loro debutto in WWE. Quest’anno a fare le valigie sono stati molti performer da tempo abbandonati ad un cantuccio, non più in Tv da mesi, e qualche lottatore che avrebbe dovuto rubare la scena (vedi Strowman o Sonia), ma che invece non hanno saputo farlo. E, come spesso capita, non sempre per colpa loro. Mentre, a rimpolpare gli spogliatoi di Stanford, sono giunti diversi talenti di NXT (soprattutto donne), come Giulia e Perez, Axiom e Frazer, stabilmente a Smackdown, Jeff Cobb, Aleister Black, ed alcuni giunti un po’ prima di Wrestlemania, come la Vaquer, Lola Vice, Rey Fenix. Insomma, a tirar le somme, molti più arrivi di quanti siano andati via. Ma non tutti, perlomeno a primo impatto, mi convincono.
Partiamo dal comparto femminile dove, ad onor del vero, tutte sembrano apportare il loro contributo al prodotto. La Vaquer è campionessa di NXT già, avendo già creato un personaggio con tratti distintivi rispetto alle altre. Giulia, anche se il suo debutto ad NXT non è stato dei migliori, sta riuscendo a guadagnare terreno, tanto da aver già nutrito un folto numero di suoi fan che la supportano durante le sue esibizioni. Perez, la cui vicinanza al Judgment Day rende bene l’idea di cosa la WWE voglia fare con lei, riesce a tenere testa sul ring a lottatrici più blasonate, con una naturalezza propria dei campioni. Come spesso si usa dire in questo business, la grandezza di un wrestler sta nel far sembrare facile ciò che è difficile, e Perez, in questo, è davvero maestra. Jeff Cobb di cui, ripeto, non ho potuto apprezzare il trascorso (che sarà sicuramente notevole), mi sembra, invece, un pesce fuor d’acqua. Il suo acquisto non aggiungerà nulla alla storyline della Bloodline, non essendo imparentato coi Fatu, neppure alla lontana, “avulso” da un certo ambiente che, alla lunga, romperà la continuità narrativa di questa stable. Inoltre, non si differenzia dagli altri, per stile e presentazione, e temo finirà per non avere il suo meritato spazio di luce personale in un contesto narrativo per lui “soffocante”.
Stesso dicasi per Fenix, troppo uguale, ma anche meno carismatico, del fratello. Potrà affiancarsi a Penta per creare una bella storia in Tag, ma oltre questo sarà difficile per lui andare. Penta è già troppo catalizzante in WWE. Per Black, invece, la storia è diversa. Lui viene ad occupare in WWE un posto teoricamente vuoto: Quello del wrestler tenebroso ma letale. E in questo Aleister è bravo, molto. Tuttavia non è supportato da una costruzione completa del personaggio. Intendo che non sappiamo mai cosa pensa, perché fa certe cose e quali sono i suoi obiettivi. Dispensa calci a destra e a manca senza un perché. Non parla, non interagisce con nessuno, e tutto sfuma nel giro di pochi mesi. Probabilmente, e a malincuore, sarà la stessa cosa questa volta. A meno che non decidano di puntare su di lui, aiutandolo, laddove non è sia capace, nella stesura dei promo, o nelle interazioni con gli altri personaggi. Come tutti gli anni quindi arriva gente fresca, gente nuova, con un grande potenziale che, alle volte, non riesce a sfruttare appieno. O che, alle volte, dimostra poi di non avere.








