Dopo aver visto sei puntate di Lucha Underground, la direzione del prodotto mi sembra piuttosto chiara. La linea creativa è rimasta pressoché invariata, con il focus spostato su pochi personaggi chiave: Pentagon Dark, Mil Muertes, Cage, King Cuerno, Matanza Cueto, il sempiterno Johnny Mundo e spazio per eventuali nuovi innesti nella zona alta della card come Vibora ed il White Rabbit. A tal proposito, occhio a questi due talenti: il primo è Austin Matelson, per anni sotto contratto con la WWE in FCW, un omone di quasi due metri (DUE METRI!) per piu´di cento kili con uno stile quasi da cruiserweight ed il secondo è conosciuto come Kevin Kross o Killer Kross, dotato di discreta tecnica e di una presenza scenica ed espressiva davvero notevoli. Questi due atleti, in tempi brevissimi, mi hanno impressionato in modo estremamente positivo.

 

Altra considerazione: i valori produttivi si sono abbassati in modo lento e graduale, probabilmente per una questione di contenimento dei costi. Le vignette sono decisamente meno elaborate e frequenti, gli effetti speciali meno costosi, i segmenti backstage centellinati e basati quasi esclusivamente su giochi di luci ed atmosfera. Il prodotto resta godibilissimo e sopra la media anche da questo punto di vista, intendiamoci, ma un minimo di flessione credo che sia sotto gli occhi di tutti. Due, tuttavia, sono le cose che proprio non riesco a comprendere fino in fondo.

La figura di Antonio Cueto, puntata dopo puntata, continua a convincermi poco. Piu´che altro vedo il tutto come una limitazione eccessiva dell’attore, capace di prestazioni eccellenti come Dario e relegato in un continuo sforzo creativo, piuttosto inverosimile, nell’interpretazione dell’incartapecorito guercio ispanico. Il secondo elemento che per certi versi capisco, ma per molti altri non condivido, è questa osmosi di talenti con Impact Wrestling, su cui aprirei una brevissima parentesi.

8 Marzo 2010. Questa è la data infamante che ha segnato l’inizio di una lenta, inesorabile fine della speranza di poter vedere la TNA come potenziale insidia per la WWE. Essendo un fan di vecchia data, mi sono sempre chiesto quale fosse la chiave del successo della WWE e cosa mancasse invece alla TNA per “sfondare”: la risposta piu´semplice a questa domanda sarebbe identificabile nella differenza di starpower. Al fine di poter colmare questo gap, presunta differenza sostanziale tra le due federazioni, nel 2010 la TNA mette sotto contratto Hogan, Bishoff, Flair, Jeff Hardy, RVD, Mr. Anderson…ma anche Orlando Jordan, Val Venis, Bubba the Love Sponge, i Nasty Boys: un’emorragia monetaria senza precedenti, che anziché rafforzare la TNA l’ha resa per la prima volta debole, inadeguata, una copia slavata di un altro prodotto. Perché il problema vero della TNA nel 2010, cosi´come nel 2018, era l’assenza non di talenti (tra gli altri Styles, Kazarian, Daniels, Nigel McGuinness, Angle, i Beer Money, Morgan, Joe, Christian, Sting andavano piu´che bene) ma di un’identitá. Qualcosa che prima di Marzo 2010 era perfettibile ma presente, e che è andata via via assottigliandosi fino a sparire quasi totalmente.

Cosa è la TNA oggi? Un blob amorfo di talenti che entrano, escono, registrano, spariscono. Come è possibile investire emozionalmente in questo prodotto? E´come versare acqua in uno scolapasta sperando che prima o poi possa riempirsi…non avverrá mai, mettiamoci l’animo in pace. Sapreste dirmi immediatamente chi è il Campione della TNA? Chi sono i Campioni di Coppia? Che fine ha fatto quella CAGATA del Grand Championship? Chi´è il Top Heel e chi il Top Face della federazione?

A Lucha Underground mancano i numeri, il fascino dello show live, la forza di poter essere un prodotto stabile e non fluttuante. Ma una cosa ce l’ha, quello che la TNA ha sempre ricercato senza mai trovare, come Diogene con la lanterna in cerca dell’Uomo: un’identitá. Caratteristiche definite, forse inverosimili, ma immediatamente riconoscibili e riconosciute, uno stile unico, bello, ricercato, volutamente eccessivo. Cosa ci guadagna Lucha Underground con questo sodalizio con la TNA? Un’esposizione maggiore dei propri talenti forse, ma il tutto si concretizzerá con un aumento dei ratings in senso assoluto? Francamente, non credo.

Cio´che noto, è una spersonalizzazione dei talenti di LU una volta inseriti in un contesto amorfo e “normale” come quello della TNA. In LU posso comprendere ed accettare senza troppe remore la presenza di samurai assassini, guanti dai fenomenali poteri cosmici, tribu´di rettili, balzi spazio temporali, resurrezioni e sacrifici agli dei. In questo contesto, i personaggi si inseriscono alla perfezione e funzionano alla grande. Quando vedo Pentagon, Drago o Phoenix ad Impact mi sembra di osservare le loro parodie: mi sembra di guardare del luchador come altri prima di loro, che spariranno come altri prima di loro, inseriti in uno show mediocre come tanti ce ne sono stati e ce ne saranno. Mi sembra di vedere tanti Tigre Uno.

Lucha Underground, piaccia o meno, è un prodotto unico e speciale. Inserire gli elementi cardine di questa specialitá in un contesto che ha fatto della mediocre banalitá il suo trademark da anni (la cosa migliore in questo momento è il ritorno dei redivivi LAX, ed ho detto tutto) costituisce per me una diminuzione importante del suo peso specifico a lungo termine. Magari nel breve questo sodalizio potrebbe portare a qualche vittoria di Pirro, ma guardando un tantino oltre credo che LU possa solamente perderci.

Ansioso di sentire la vostra in merito.

…stay frosty!

Danilo
Atarassico, eclettico, nuotatore tendenzialmente pigro, amante dei fagioli con le cipolle, delle serie tv, dei manga e delle botte di Natale. Lavora anche, ma solo nel tempo libero.