Amici ed amiche di Zonawrestling.net, un saluto a tutti dal vostro Dario Rondanini, di nuovo qui per un nuovo appuntamento settimanale. Come probabilmente il titolo vi avrà suggerito, per l’appuntamento di oggi vorrei parlare del tanto desiderato PLE in Italia, Clash in Italy. A differenza magari di altri colleghi nel wrestling web, non mi vorrei soffermare sulla costruzione o sulla card, che comunque è probabile che vengano toccate fugacemente nel corso del pezzo. Quello di cui vorrei parlare è un diffuso atteggiamento che mi è capitato di notare in diversi momenti lungo il percorso di avvicinamento all’evento, da parte di tante persone nella community italiana.
Partiamo da un dato di fatto incontrovertibile: il ritorno in Italia della WWE in modo così “capillare”, con diversi live event, due puntate settimanali e addirittura un PLE che mai c’era stato prima d’ora è un fatto super positivo per il nostro paese, per una serie di motivi. Fa capire che il nostro paese è considerato nel programma di espansione globale: vedasi anche l’occhio con cui la compagnia guarda l’Italia da un punto di vista dei talenti (Ema Corsi e Silvia Likki hanno preso parte agli ultimi tryout della compagnia). Oltre a ciò, il giro d’affari che si è inevitabilmente attivato con l’annuncio di un evento di tale portata potrà fare solo bene, con probabilmente anche qualche fan dei paesi esteri convinto a partecipare dalla vicinanza geografica, e quindi la spinta ulteriore al turismo che tutto ciò comporta. Come detto da menti ben più illuminate ed eminenti di me, la risposta del pubblico a questi eventi è sicuramente stata importante, e sarà certamente uno dei parametri che la WWE terrà d’occhio per valutare di tornare in futuro. Nonostante tutte queste basi abbastanza solide, però, ho visto da gran parte della community italiana una pratica comportamentale molto discutibile: fare i conti in tasca agli altri fan.
Le premesse, come detto, sono abbastanza buone, ma queste a parer mio vengono messe in secondo piano se si analizza la situazione socio-economica in Italia. Prima di addentrarci nel prossimo punto del discorso, pare che il PLE abbia effettivamente raggiunto il sold out, almeno guardando su alcune delle maggiori piattaforme di vendita di biglietti. Se questa notizia è indubbiamente positiva, l’altra faccia della medaglia è che il sold out sia arrivato a pochissimi giorni dall’evento, e con i prezzi molto ma molto ribassati rispetto all’inizio. In realtà, queste pratiche sono da sempre in essere, e non solo dalla WWE, per cui alla fine non ci si stupisce nemmeno. Quello che viene spontaneo chiedersi è se c’era davvero il bisogno di avere dei prezzi così altamente proibitivi al lancio, così come verrebbe da chiedersi se qualche settore sia stato chiuso poichè faticava a riempirsi.
Oltre a queste domande, comunque del tutto legittime, quello che mi ha lasciato sgomento in certi momenti di avvicinamento a Clash, sono stati i commenti di una nutrita frangia di pubblico (tra cui anche qualche creator di settore) che attraverso i propri commenti, faceva quasi sentire in dovere di andare al PLE, quasi come a volersi elevare su un fantomatico piedistallo per essere quasi “più fan” di coloro che non hanno potuto andarci. Molti si sono rifugiati dietro la classica frase “se non ci si va, non tornano più”, altri ancora hanno criticato apertamente gli impossibilitati dicendo che bastava “mettere i soldi da parte”, continuando come già scritto, a coltivare quella odiosa abitudine malcelata di voler fare i conti in tasca alle persone. Queste persone purtroppo non guardano al di là del proprio naso, non riflettendo magari sul fatto che la gente può avere una smodata passione per la WWE ed essere magari i più grandi fan in assoluto, ma comunque potrebbe non poterci andare per motivi economici, a prescindere dai numerosi ribassi che comunque a onor del vero sono stati fatti. Si tratta di avere delle priorità, e molte volte è necessario fare delle rinunce per potersi garantire la sussistenza, soprattutto in un paese come il nostro, dove gli stipendi non crescono e le spese aumentano sempre di più.
L’importanza di partecipare a questi eventi non si discute, dato che comunque l’afflusso di gente è un parametro che la compagnia sicuramente prenderà in considerazione, ma non ci si può ergere su un piedistallo e permettersi di fare la morale accusando le persone di non essere veri fan del prodotto. Una persona può anche avere tutta la disponibilità economica per potersi permettere i biglietti, ma potrebbe anche scegliere di non andare per altri motivi, e non mi pare giusto o etico andare a commentare in maniera passivo-aggressiva le scelte fatte andando di fatto a giudicare i membri dello stesso fandom. Certo, mi si potrebbe dire che comunque il sold out pare sia arrivato, ma il punto non è mai stato il sold out, in questo caso. Il punto è l’atteggiamento di superiorità di alcuni membri della community che non si sa con quale diritto e dall’alto di quale altare si ergano per poter commentare le scelte fatte da altri, magari anche con sofferenza. Badate bene che chi vi scrive sarà all’evento, dopo aver speso una cifra importante alla prevendita, per cui non c’è nessun dente avvelenato nei confronti di niente e nessuno. Il mio è semplicemente un discorso se vogliamo anche etico, dal momento in cui la community dovrebbe sostenersi vicendevolmente, e invece purtroppo pare che il pensiero prevalente sia quello di poche mele marce che si sentono in dovere di fare i conti in tasca alle persone e andare a ledere il loro amore per il media dal momento in cui qualcuno si permette di dire che non potrà andare ad assistere all’evento.
E’ anche capitato che alcuni commenti siano arrivati da persone che fino a poco prima avevano il dente avvelenato nei confronti della compagnia per l’insoddisfazione verso il prodotto offerto, ma che improvvisamente hanno cambiato opinione diventando i più grandi sostenitori di quanto la compagnia stava mostrando. Premesso che dal dopo WrestleMania, io personalmente vedo un lieve miglioramento nella qualità, mi permetterei di fare un appunto a certe persone, dato che nessuno ha costretto nessuno ad essere per forza presente all’evento, per cui non vedo la necessità di dover fare commenti o contenuti di “captatio benevolentiae” nei confronti della compagnia, solo per il fatto che ci sarà un evento, anche se importante. A volte basterebbe il silenzio, oppure sfruttare il proprio bacino di utenza semplicemente per fare pubblicità all’evento, senza bisogno di mortificare la coerenza, non si sa con quale obiettivo.
Questo editoriale anche un po’ volutamente provocatorio vuole soltanto essere un invito alla cautela, al buonsenso e al rispetto del prossimo. Siamo tutti membri di una grande e bellissima community, che mai come adesso ha la fortuna di avere un evento di tale portata nei propri confini, e a maggior ragione dovremmo pubblicizzare, diffondere e condividere il più possibile la cosa, senza però sfogare la propria rabbia sugli altri membri della stessa community. Una community unita e coesa cresce sempre meglio e sempre più velocemente, ricordiamolo anche in occasione dei prossimi eventi nel nostro paese, dato che certamente quelli di maggio e giugno non saranno gli ultimi.
Anche per questa settimana è tutto, grazie come sempre per la lettura! Io sono Dario Rondanini e vi do appuntamento alla prossima occasione, sempre qui su Zonawrestling.net!








