Il Bullet Club, una delle cose di maggior successo attualmente presente in tutto il mondo del pro-wrestling. La stable nasce a inizio 2013 in una federazione giapponese come la NJPW, ma pian piano essa è riuscita a far uscire la sua popolarità anche al di fuori del paese del Sol Levante, diventando un must in tutto il mondo. Eppure i grandi match tra Tanahashi e Okada, o le dure battaglie tra Shibata e Goto non hanno avuto la stessa sorte. Perché quindi il Bullet Club ha acquistato tutti questi consensi ed ha avuto tutta questa risonanza?

Prima di tutto, che cos’è il Bullet Club? E’ una stable nata in NJPW per mano di Prince Devitt, con l’idea iniziale di avere tra le proprie file solo Gajin, ovvero wrestler stranieri che combattono in Giappone. La peculiarità quindi di questo gruppo era proprio il contrasto tra loro e tutto il resto della federazione. Una NJPW abituata a match, rivalità ed in generale show basati solo ed esclusivamente sul wrestling lottato. E non solo una NJPW intesa come federazione, ma una NJPW intesa anche come pubblico. Un pubblico completamente diverso da quello presente in tutte le altre parti del mondo. E’ stato subito odio quindi tra i giapponesi ed il BC. Non volevano vedere i loro idoli picchiati in gruppo, da codardi, da un gruppo di stranieri. Non sopportavano che questi “invasori” vincessero gli incontri grazie alle più viscide scorrettezze. Loro no, non lo apprezzavano, ma invece chi è che lo faceva? Il resto del mondo, o più semplicemente chi amava il wrestling americano. Infatti Devitt e compagni portavano sostanzialmente alcune tra le caratteristiche più note del wrestling USA all’interno del Puroresu. E’ proprio questo uno dei primi fattori che ha aiutato l’espansione mediatica di questa stable. Anche chi non apprezzava del tutto il wrestling made in Japan lo seguiva per poter vedere quel tipo di pro-wrestling che più gli piaceva e, magari, sostenere maggiormente un membro del BC poiché ci si rivedeva maggiormente in lui rispetto che ad un asiatico con gli occhi a mandorla. Questa cosa può accadere ad un italiano, ad un americano, ad un tedesco, ad un inglese,…a chiunque, anche a chi apprezza il puroresu, perché in fin dei conti tutti possiamo schierarci con il Bullet Club in una “”””battaglia””” contro chi è molto diverso da noi, sia come aspetto fisico che come stile di vita.

Il passaparola funziona bene nel mondo del wrestling e molta, moltissima, gente si è avvicinata ad una realtà che al di fuori del Giappone era parecchio di nicchia, per via del fatto che il puro non è proprio un wrestling che tutti possono apprezzare.

Oltre a tutto questo un elemento fondamentale del successo sono e sono stati i membri. Anche se inizialmente dal punto di  vista tecnico non è che il BC fosse proprio il top dei top bastava la presenza di Devitt e Anderson, due tra i migliori gajin di quei tempi. Soprattutto il primo, poiché in fin dei conti essendo il leader era anche colui che si metteva in prima linea nei match più rilevanti, come ad esempio contro Kazuchika Okada e Hiroshi Tanahashi. Con quei membri però era dura riuscire ad avere la supremazia della NJPW, ma con l’aggiunta di wrestler come gli Young Bucks e Doc Gallows questa stable è riuscita ad imporsi anche nelle categoria tag team presenti nella federazione. Il cambio di leader poi è stato davvero quello che ha fatto cambiare marcia al corso di questo gruppo di gajin. Anche se avvenuto probabilmente in modo non volontario, Prince Devitt lascia la NJPW per cercare fortuna in WWE, ed al suo posto viene ingaggiato un wrestler che da non molto aveva lasciato la TNA, AJ Styles. Quest’ultimo è da sempre uno di quei wrestler che chiunque conosce e che chiunque apprezza. Infatti la notizia di Styles a capo del BC fa il giro del mondo ed in breve tempo tutti sanno che fine ha fatto quel wrestler che tanto speravano andasse a Stamford dopo il suo addio alla federazione di Orlando. AJ era proprio quel wrestler che serviva per fare quel definitivo salto di qualità. Devitt è un grandissimo, certo, ma è pur sempre un wrestler di nicchia, mentre il Phenomenal One è a tutti gli effetti una top star a livello mondiale. Con lui infatti la stable cresce, sia come fama che come successi. Arrivano infatti il titolo NEVER, il titolo Jr. ed anche il titolo massimo, vinto proprio dall’ex wrestler della TNA. Con i titoli arrivano quindi anche nuovi wrestler: Kenny Omega, Yujiro Takahashi, Cody Hall ed addirittura anche Jeff Jarrett, anche se per pochi show. Se JJ ha voluto sfruttare la partnership della sua GFW con la NJPW per entrare nel Bullet Club un motivo ci sarà.

Altra fonte fondamentale del successo della stable è a mio parere il logo utilizzato. Un logo molto bello e riconoscibilissimo, che sta bene su qualsiasi cosa. Magliette, felpe, bandane, cappellini e chi più ne ha più ne metta, con tutto questo merchandising e soprattutto con tutte le vendite di esso non oso immaginare quanti soldi ricavi in totale il marchio. Basti solo pensare che su ProWrestlingTees.com (unico sito americano in cui è possibile acquistare merchandising di wrestling indipendente e della NJPW) la maglietta classica del BC se la gioca in termini di acquisti con tutte le t-shirt di signori abbastanza famosi, come CM Punk e Stone Cold Steve Austin. 

Insomma, il Bullet Club è sicuramente la stable più dominante attualmente presente nel mondo del wrestling ed è anche con certezza una delle cose con più seguito al di fuori della WWE. 

Cosa ne pensate voi del BC? Credete che sia solo una moda passeggera oppure durerà ancora per parecchio tempo?

Andrea Cesana
Classe 1996 e staffer di ZonaWrestling dal 2012. News reporter, reporter, editorialista, blogger e tanto altro ancora...sul sito ho fatto un po' di tutto diciamo. Oltre a parlarne da dietro un computer, per questa disciplina svolgo anche un ruolo attivo, ovvero quello di arbitro in FCW. Al di fuori del pro-wrestling sono un grandissimo tifoso milanista.