La macchina scatta via rumorosa, sgasa quasi e fa salire della polvere. Le luci intorno si spengono alle spalle, eppure si sente un brusio, come un coro. Un ragazzetto che passa di lì è incuriosito e si avvicina al portone d'ingresso, apre bene l'orecchio appoggiandolo all'acciaio freddo: "Lucha! Lucha! Lucha!" sente provenire da dentro. Però è tutto spento, tutto muto nel parcheggio. Tutti se ne sono andati, eppure l'eco delle loro gesta risuona ancora nella Lucha Underground arena. 

Si è conclusa la scorsa settimana la prima stagione della Lucha Underground, progetto realizzato dalla AAA e da El Rey Network. Un progetto fuori dai canoni del wrestling, completamente dedicato alla tv e gestito per sessioni di tapings di lungo periodo. Un progetto costoso, messo a repentaglio più volte e che ad oggi vive in un limbo: a giorni si dà per certa la seconda stagione, a giorni i dubbi si moltiplicano. Certo è che quel finale di Ultima Lucha è stato perfetto in tutti i casi, le storie possono proseguire o terminare lì che nessuno avrebbe da obiettare. Rimane una stagione poco premiata dagli ascolti per un programma atipico, altalenante e portatore di uno stile che non sempre si confà con le aspettative dei tifosi. Dopo tutto si è trattata di una promotion di nicchia nata solo per la televisione e quindi con totale assenza di house show che facessero girare la voce. 

Abbiamo visto qualcosa di nuovo, proposto in una arena atipica ma buona a esaltare le acrobazie dei fenomeni messicani. Ad oggi i voli di Angelico sono leggenda, così come i vetri distrutti dell'ufficio di Dario Cueto. Quest'ultimo ha riscritto la base del commissioner contemporaneo essendo lui un attore professionista e protagonista di segmenti più che altro cinematografici girati con lo stile di Robert Rodriguez. Abbiamo avuto il mistero, la competizione, l'amicizia e la vendetta, l'evoluzione di taluni wrestler e l'emozione di talune sfide. Ultima Lucha è stata una puntata di una intensità straordinaria tale da mozzare spesso il fiato, da tenere tutto così in bilico che non sai mai come andrà a finire. Ed è stata la vittoria dei cattivi, dei rudos sporchi e cattivi che arrivano al successo in tutte le maniere possibili ed inaspettate. Chi si aspettava l'intervento di Melina? Chi il finale tra Pentagon e Vampiro? Chi il cambio titolato finale? Forse l'unico voltafaccia prevedibile è stato quello di Chavo Guerrero, capace di tradire chiunque durante questa lunga stagione eppure capace anche di trovarsi un posto sensato in uno show a lui congeniale. 

Abbiamo scoperto che ci sono tanti talenti là fuori. Prince Puma/Ricochet e Johnny Mundo/Morrison sono state le star conclamate della prima parte della stagione ma già si conoscevano. Pochi avevano idea di chi fosse e di quanto fosse bravo Matt Cross, nel ruolo di Son Of Havoc ha dato dimostrazione di sostanza e agilità impressionanti. Cage ha avuto il risalto televisivo che la TNA gli negò col Gutcheck; Big Rick, dopo le mediocri esperienze in WWE, ha assunto un ruolo discreto e funzionale ad uno show limitando le lacune e portando in dote le (poche) qualità possedute. Con loro uno stuolo di stelle che poche volte ha tolto spazio ai protagonisti iniziali: Blue Demon, Texano, Alberto Del Rio, lo stesso Chavo, Mil Muertes hanno presenziato da ciliegina sulla torta in mezzo a talenti impressionanti. Personalmente ho apprezzato molto King Cuerno e Drago, talvolta Fenix e Pentagon Jr. Quest'ultimo è stato forse l'heel più apprezzato della serie e in una seconda stagione avanzerà verso il main event senza mancare il suo stile ostico, ruvido. Nel mezzo le donne: dalla bravissima Ivelisse alla spettacolare Sexy Star fino alla cupa quanto calda Catrina, una ex WWE ampiamente rivalutata segnando come anche le donne possono essere protagoniste unendosi ai maschi, evitando di vivere una carriera fatta di luoghi comuni e paradossi. 

Uno show corposo, con molte storie, molti attori ed una gestazione da telefilm senza mai perdere la messicanicità del prodotto, dove la lucha è il fine ultimo e quelle sono le regole da rispettare. Ottimi Striker e Vampiro al commento, non hanno deluso sin dalla prima puntata. Striker è l'ennesima dimostrazione che se uno è bravo, è bravo sempre. Se ha rappresentato l'essere un buon commentatore al fianco di Matthews e Ross, oggi è un grandissimo telecronista che può vivere di vita propria e dà lezioni al mai evoluto Micheal Cole. Vampiro la spalla perfetta, perché conosce lo stile, conosce il wrestling ed era spendibile sul ring: l'ultima puntata è stata la degna conclusione di un percorso iniziato nel 2006 con la WSX e arrivato ad un alto culmine settimana scorsa. 

Uno show coinvolgente che si spera torni presto a regalarci l'hype e lo spettacolo che abbiamo assistito per oltre 30 settimane. Con nuovi interpreti e nuove direzioni. 

 

Corey
Dal 2006 redattore di Zona Wrestling e autore di rubriche come il Pick The Speak, Wrestling Superstars, The Corey Side, Giro d'Italia tra le fed italiane, Uno sguardo in Italia, Coppa dei Campioni, Indy City Beatdown e tante altre. Studioso del wrestling in tutte le sue sfaccettature, col tempo ha voluto perdere la definizione di "Marco Travaglio del wrestling web".