Dopo poco più di un anno dal suo esordio in WWE, è arrivato il primo alloro per Penta. Il titolo Intercontinentale non è in uno dei suoi momenti più alti come ai tempi di Gunther campione, ma è comunque un riconoscimento del buon lavoro fatto finora. Quello del lottatore mascherato è stato un 2025 di anni e bassi, con l’impressione che la federazione non abbia creduto fino in fondo in lui, almeno per ora.

Rispetto a tanti altri luchadroes visti sulla scia Rey Mysterio, mi sembra che il pubblico WWE lo percepisca in modo diverso. Un po’ per l’altezza e il fisico, più spesso rispetto a tanti pesi leggeri che combattono a viso coperto, ma anche per il look azzeccato e la catchphrase divenuta subito popolare (anche se a volte esagera nel ripeterla durante i match).

Prima della vittoria di lunedì aveva già avuto diverse opportunità titolate, sempre per cinture intermedie. Credo sia la sua giusta dimensione. Salvo circostanze particolari, lo vedo bene nel mid-upper carding, con qualche capatina per il titolo mondiale ma senza grosse chance di vittoria.

Finora non ha ancora avuto feud memorabili, sono spesso rivalità usa e getta con tempistiche brevi. Purtroppo, come capita spesso in WWE, essendo messicano è spesso stato invischiato in un match da con avversari latini, storyline che vivono di stereotipi. Mi auguro che non ripetano l’errori del genere, come il Latin World Order relegato a lungo a lottare contro i membri del Legado Del Fantasma.

Ora che ha la cintura alla vita, credo che abbia una buona opportunità per provare a scalare le gerarchie. Non mi stupirei se (con poca fantasia) desse vita a open challenge, ma non mi sembra la strada migliore. Penta è un buon lottatore, ma si prende i suoi rischi e i botch capitano. Credo sarebbe più interessante dar vita a una rivalità che ci faccia scoprire qualcosa in più del personaggio di Penta. Di non ridurlo al gesto dello Zero Miedo e alla maschera figa, ma che ci racconti qualcosa di più che dia profondità alla gimmick. Ci vuole un avversario giusto che ci faccia capire come sia nata questa sua filosofia di vita del “nessuna paura”, magari un trauma che lo ha portato a diventare com’è oggi.

Questa è solo un’idea, ma sarebbe bello non accontentarsi di personaggi monodimensionali, a cui basta una catchphrase per avere successo (Jey Uso esce dalla chat). Ripenso anche ai tempi in cui lottava in Lucha Underground, a come fu intrigante la trovata delle vittorie dedicate al Maestro (con la successiva rivelazione). Capisco che nel midcarding spesso ci si accontenti di mandare gli atleti sul ring senza creare una vera storia, ma un po’ di impegno si riuscirebbero a rendere memorabili rivalità lontane dal main event. Lasciatemi questa piccola speranza che temo verrà presto spezzata dall’ennesima open challenge.

Sergedge – W

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